Il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul ha intimato duramente al russo Sergey Lavrov di fermare la guerra e di bloccare gli attacchi ibridi, informatici e con droni contro la Germania e gli alleati occidentali. Il colloquio è avvenuto a margine dell'81esima sessione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite.
Proseguono intanto gli attacchi russi in Ucraina, nella notte i russi hanno attaccato nuovamente Kiev con droni , danneggiando alcune abitazioni in due quartieri della capitale. Una donna è rimasta ferita. Secondo i soccorritori, nel distretto di Solomyanskyi è stata danneggiata anche la facciata di un edificio residenziale di cinque piani.
Il presidente Volodymyr Zelensky chiede nuove sanzioni contro Mosca. «Putin ha sempre una scusa pronta» per non incontrarsi, avviare un negoziato a tre e mettere fine alla guerra, ha dichiarato il presidente ucraino. «I russi non si stanno preparando a mettere fine alla guerra, almeno non in questo momento» e il leader del Cremlino continua a cercare «nuovi pretesti per continuare la guerra».
Donald Trump apre alla possibilità di un'intesa prima dell'inverno: «Forse Putin e Zelensky raggiungeranno un accordo». Ma dalla tribuna dell'Assemblea generale dell'Onu Lavrov ribadisce che Mosca raggiungerà i propri obiettivi militari «a prescindere dalle circostanze». «La minaccia alla sicurezza russa sarà eliminata», afferma.
Lavrov conferma inoltre che la Russia mantiene «contatti regolari» con l'amministrazione Trump, parlando di un ritorno alla «normale diplomazia». Accusa però i Paesi europei di ostacolare una soluzione negoziata attraverso il sostegno militare e finanziario a Kiev. Secondo il ministro, il tentativo di infliggere una sconfitta strategica alla Russia porterà quelli che definisce «guerrafondai» europei in un vicolo cieco. Nel suo intervento all'Onu, Lavrov sostiene anche che stia emergendo un ordine mondiale «più equo e multipolare».
Dal Palazzo di Vetro arriva intanto l'appello della Santa Sede. Il segretario di Stato vaticano, cardinale Pietro Parolin, chiede di porre fine alle ostilità dopo oltre quattro anni di guerra: «La pace non può essere rimandata; le armi devono tacere e i bombardamenti devono cessare». Il Vaticano incoraggia ogni iniziativa per raggiungere un cessate il fuoco «immediato, completo ed efficace», nel rispetto del diritto internazionale umanitario.
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