In un noto documentario che raccontava la sua vita, andato in onda su Netflix, snocciolò una perla impronunciabile ma che in questo caso calza a pennello. Wanna Marchi, con la figlia Stefania Nobile, è tornata agli onori delle cronache perché premiata al Campidoglio, insignita niente meno che del Premio per la Cultura, in questa vicenda che sembra uscita dall'episodio di una sit-com ma che invece è pura realtà.
Una vicenda talmente grottesca che è lei stessa che, sui social, commenta caustica: «La vita è davvero una cosa molto strana. Da Castel Guelfo, uno dei paesi più brutti del mondo , povero e piccolo, a una cella in galera ti ritrovi in Campidoglio osannata, piena di complimenti, applausi e abbracci. Ringrazio il mio editore e quanti mi hanno dato la forza di arrivare a questo. Certo, il Campidoglio non è per tutti. Questa volta è stata una cosa bella per noi».
La premiazione a Wanna Marchi e alla figlia Stefania Nobile era avvenuta il 23 settembre scorso alla Sala della Protomoteca in Campidoglio, nell'ambito di un'iniziativa organizzata dalla casa editrice Edizioni Cento. Entrambe, come riportato da alcuni organi di stampa, sono state premiate per i libri che avevano scritto. Nobile è stata insignita del «Premio Internazionale della Cultura» per il suo libro «Vendere... cara la pelle». Wanna Marchi, invece ha ottenuto il riconoscimento grazie a «La verità è che io cucino così. Qui non si pesa niente: l'unica misura è l'amore».
Un caso che ha portato Roma Capitale ad annunciare che rivedrà le regole sulla concessione delle sale del Campidoglio: «Alla luce di quanto emerso in relazione alla concessione della Sala della Protomoteca per un'iniziativa della Casa editrice Cento, Roma Capitale avvierà una revisione delle modalità di istruttoria delle richieste per l'utilizzo delle sale capitoline, con l'obiettivo di rafforzare le procedure di verifica preventiva sulle iniziative ospitate e sui soggetti coinvolti, acquisendo in tempi congrui per le opportune valutazioni i programmi definitivi degli eventi e dei singoli partecipanti al fine dell'autorizzazione», si legge in una nota.
«L'Amministrazione Capitolina valuterà, per questo, l'adozione di specifiche linee guida e, qualora necessario, eventuali modifiche alla disciplina regolamentare vigente, così da definire criteri e procedure ancora più chiari e rigorosi per la concessione degli spazi istituzionali di Roma Capitale. L'obiettivo è garantire che l'utilizzo di luoghi di particolare valore istituzionale e simbolico avvenga sempre nel pieno rispetto del prestigio, del ruolo e dei valori dell'Amministrazione Capitolina», si legge.
Sul tema e sull'opportunità di concedere loro la sala Protomoteca del Campidoglio interviene, scusandosi, il consigliere Dario Nanni (Gruppo Misto). «Mi assumo personalmente la responsabilità di aver richiesto, in qualità di consigliere comunale, la concessione della Protomoteca per il Premio organizzato dalla casa editrice Edizioni Cento. È una procedura spesso utilizzata nel tempo dai consiglieri comunali, di maggioranza e di opposizione - spiega-. Ovviamente non ero assolutamente a conoscenza della presenza di Wanna Marchi e Stefania Nobile tra le persone premiate. Se lo avessi saputo, chiaramente, non avrei mai sostenuto la richiesta di utilizzare la sala», ha spiegato.
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