
Era davvero tanta l’attesa per il ritorno nel nostro paese dei Wild Pink, che non passavano dalle nostre parti dall’ormai lontano maggio del 2018, quando suonarono al Red Zone Art Bar di San Giorgio in Valpolicella – a pochi passi dalle vigne veronesi e dal Lago di Garda – in apertura dei Ratboys.
A quel tempo questi ragazzi di stanza a NYC stavano per pubblicare il loro sophomore, “Yolk In the Fur”, che sarebbe uscito nel luglio dello stesso anno, ed erano ancora piuttosto sconosciuti in Europa: da allora, oltre all’epidemia mondiale di Covid 19 e alla terribile malattia del frontman John Ross (da cui per fortuna è guarito), sono arrivati anche altri quattro LP, il più recente dei quali, “Still Coming Down“, è uscito solamente a fine agosto via Fire Talk.
La setlist di stasera è perfettamente divisa tra brani proprio del nuovo lavoro e di quello precedente, il brillante “Dulling The Horns“.
Il What Goes On Festival intanto è giunto, se non andiamo errati, alla sua terza edizione e la supera con la brillantezza di sempre: innanzitutto si è trasferito nei giardini di San Paolo, un piccolo, prezioso e nascosto gioiello nel pieno centro di Parma e ci regala inoltre due interessanti realtà della scena indie-rock italiana, i cremonesi Satantango in apertura e i perugini Elephant Brain subito dopo gli statunitensi, riuscendo a incuriosire numerosi parmigiani, nonché turisti e appassionati che sono arrivati appositamente nella città ducale.
E’ proprio “Dulling The Horns”, title-track del loro quinto LP, realizzato a ottobre 2024, ad aprire la serata: la canzone risulta piuttosto rumorosa con quelle sue fragorose chitarre, ma l’anima di John Ross si puo’ notare sin da subito nella sua voce.
Poco dopo ecco il singolo principale di “Still Coming Down”, “Round Of Applause At The End Of The World”, dove non manca l’energia delle sei corde, accompagnate dall’armonica di Ross, ma allo stesso tempo c’è un’apertura melodica decisamente più pop.
Se “The Fences Of Stonehenge” è meno heavy, anche se continua a essere rockeggiante, “Relaxing, Special Interest” ha invece un’anima country-folk, che sa però trasformarsi anche in qualcosa di più potente con distorsioni e rumore, lasciando poi di nuovo comparire un lato più malinconico.
C’è lo spazio per le emozioni di “St. Catherine St.”, melodica e capace di colpire intensamente il cuore dei fan emiliani, e anche per la meditativa “Plates Keep Spinning”, che cita, invece, un Heartland rock di springsteeniana memoria.
Ci pensa poi la vivace “Sprinter Brain”, dopo oltre cinquanta minuti, a chiudere la serata con schitarrate e una notevole intensità.
Anche nella dimensione live il gruppo statunitense capitanato da John Ross ha dimostrato il valore che gli avevamo già riscontrato sul disco, regalando emozioni sincere al pubblico parmigiano: é stato bello poterli finalmente rivedere dal vivo e allo stesso tempo ammirare la loro crescita.