Vent’anni. L’edizione di X Factor che prende il via il 10 settembre tutti i giovedì su Sky e in streaming su Now, sempre disponibile on demand e visibile su Sky Go (anche in chiaro dal 15 settembre tutti i martedì su TV8 e dal 16 settembre tutti i mercoledì su Cielo), arriva a un traguardo difficile da raggiungere.
La formula dell’edizione del ventennale non cambia: tre serate di Auditions, due episodi di Bootcamp (nei quali i giudici potranno usare la carta dell’X Pass garantendo il passaggio diretto al livello successivo), le Last Call con il perfido meccanismo degli switch.
Alla fine ne resteranno 12, che si contenderanno la vittoria nel corso dei live che prenderanno il via il 22 ottobre. La finale è in programma il 3 dicembre all’Unipol Forum di Assago, dopo due annate in Piazza Plebiscito a Napoli. Confermatissima Giorgia, che per la terza volta condurrà le puntate del talent, mentre in giuria c’è una novità: accanto ai “veterani” Paola Iezzi, Jake La Furia e Francesco Gabbani fa il suo esordio al tavolo Irama, che sostituisce Achille Lauro.
X Factor 2026 è stato presentato stamattina a Milano, alla presenza dei quattro giudici e di Giorgia. Presentata da una giovane studentessa del Liceo Bocconi di Milano, dove si è svolta la presentazione dell’anno (oggi il liceo può contare su una stanza piena di strumenti a disposizione dei ragazzi), la conferenza ha affrontato temi che riguardano il ruolo del talent e quello dei giudici, la presenza della musica in tv, l’Intelligenza artificiale e sul suo impatto sulla produzione.
Riflettori puntati sul nuovo arrivato Irama: “Il primo giorno è stato bello, sono stato accolto come in una grande famiglia. Sono entusiasta, ho tutto tutto da scoprire e spero di trovare l’X factor. La cosa importante è che i ragazzi assecondino il loro stile poi sono stato in tutti e due i ruoli, so cosa si prova e spero di essere empatico e di poterli aiutare”.
Sulla funzione dei giudici, Gabbani aggiunge: “Si giudica per essere giudicati”. Il tema centrale, secondo Jake La Furia, è che non bisogna “fare musica solo per diventare famosi, perché si finisce col produrre cose brutte”. Giorgia ha sottolineato come X Factor sia ancora attrattivo perché rappresenta “uno dei pochi luoghi in cui si fa ancora musica in tv”.
Il dibattito si è poi spostato sul possibile ruolo dell’IA sulla produzione musicale e la risposta di Irama ha messo d’accordo un po’ tutti: “ Siamo un momento un po’ saturo nella musica, ci chiedono un disco all’anno, è una follia. Si pretende l’over performance, la caccia al successo, guardiamo i numeri continuamente. Ma credo che alla fine si andrà a ritroso, si cercherà l’imperfezione, la sporcizia, la verità, l’umanità dell’artista. E poi il live non si potrà mai sostituire, è un’esperienza troppo umana”.
I responsabili del programma hanno inoltre preso in considerazione l’ipotesi di un omaggio a Cranio Randagio, il rapper che partecipò all’edizione 2015 e che è morto tragicamente dieci anni fa.