okayduckyachtclub.xyz

Yahya, il bimbo di 3 anni travolto e il dolore del 21enne alla guida dell'auto: «Non dormo più, ho sperato che sopravvivesse»


CROCETTA «Speravo che il bimbo sopravvivesse. Ora non riesco più a dormire». È ancora scosso per quanto accaduto lo scorso mercoledì sera, il 21enne di Onigo di Pederobba che ha travolto in via Boschieri il piccolo di 3 anni Yahya Mohammadi, spirato domenica all’ospedale di Padova. Il giovane, difeso dall’avvocato Francesco Cibotto con cui si è confrontato nelle scorse ore, è indagato per omicidio stradale. Domani verrà effettuata la perizia cinematica per ricostruire nel dettaglio la dinamica dell’incidente. «Attendiamo il responso del consulente - spiega il legale -, per capire se si poteva evitare l’impatto». Dai primi accertamenti sulla dinamica, il bimbo di origine marocchina è sfuggito al controllo della mamma in prossimità delle strisce pedonali lungo la provinciale, mentre sopraggiungeva il giovane alla guida di una Volkswagen Polo attorno alle 21.30.

Il colpo violentissimo e il volo del piccolo di qualche metro, terminato rovinosamente sull’asfalto. Dopo la caduta, il cuore di Yahya aveva smesso di battere e solo il tempestivo intervento dell’infermiera Monica Bronca, residente poco distante dal luogo dell’incidente, lo aveva rianimato. Anche se le sue condizioni erano già disperate: i medici ne hanno dichiarato la morte celebrale sabato sera. «È scosso e dispiaciuto - riferisce l’avvocato Cibotto -. Per rispetto della famiglia in questo momento non si sente di dire nulla in merito. Chiaramente, in questi giorni ha sperato in un epilogo differente da quello che purtroppo si è verificato». Intanto, alcune verifiche sullo stato del 21enne sono già state effettuate dai carabinieri la sera della tragedia, come l’alcoltest risultato negativo.

Yahya, il dolore del papà del bimbo di 3 anni morto quattro giorni dopo essere stato investito: «Mia moglie colta da malore, non si dà pace»

La famiglia

Anche per la famiglia Mohammadi queste sono ore di immenso dolore. «Speravo di poter riabbracciare mio figlio, invece così non è stato. Siamo sconvolti, ma ora io e i miei figli dobbiamo stare accanto alla mamma che purtroppo non sta bene», aveva riferito il padre di Yahya. La famiglia, che vive a Piacenza, si trovava nella Marca da qualche settimana, ospite a casa dei nonni materni. Mercoledì sera, la donna e i figli si trovavano nel parchetto di Ciano assieme ad altri parenti. Poco dopo le 21, si stavano incamminando verso casa, quando è accaduta la tragedia. In quel momento, il padre del piccolo si trovava in viaggio dall’Emilia per raggiungerli e tornare nel piacentino il giorno seguente.

Quella, infatti, era l’ultima sera in Veneto prima di ritornare a casa. Ora per aiutare padre, madre e gli altri quattro figli (Yahya era l’ultimo nato, ndr), è partita una gara di solidarietà tra amici e conoscenti che intendono aiutarli nelle spese. «Siamo loro vicini - aveva aggiunto Marco Crotti, imprenditore e datore di lavoro del padre del piccolo -. Personalmente, è una tragedia che mi tocca da vicino: io conosco il nonno paterno e vedo per lavoro il padre tutti i giorni. Avevo conosciuto anche il bimbo, lo avevo visto prima che partisse con la madre ed era stupendo. Sono tutte persone che considero parte della famiglia». Crotti li aveva raggiunti in ospedale a Padova, quando purtroppo la famiglia ha ricevuto la dolorosa notizia. Ora sul corpicino del piccolo il pm deciderà se disporre l’autopsia.