
Kramatorsk a rischio Russi alle porte Evacuate centinaia di famiglie

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Roma, 5 agosto 2026 – L’Ucraina piange almeno 17 morti e decine di feriti dopo l’ennesima notte di fuoco su Kiev, mentre cresce l’allarme per Kramatorsk, città fortificata del Donbass dal valore simbolico, logistico e strategico, da tempo nel mirino delle truppe russe. Le autorità ucraine hanno ordinato l’evacuazione di centinaia di famiglie con bambini: “È una decisione difficile ma necessaria. La situazione della sicurezza sta peggiorando”, ha spiegato il governatore regionale. Secondo lo Stato maggiore ucraino, nella notte tra martedì e mercoledì Mosca ha lanciato 115 droni kamikaze e 28 missili, tra cui Iskander e ipersonici Zircon. La contraerea ha intercettato numerosi velivoli senza pilota, ma non è riuscita a neutralizzare tutti i missili. Danni sono stati registrati in almeno sette località dei distretti di Holosiivskyi, Desnianskyi, Obolonskyi e Sviatoshynskyi. Gli impatti hanno provocato incendi e colpito edifici residenziali.
Il ministero della Difesa russo sostiene che i raid abbiano preso di mira centri logistici utilizzati per scopi militari. Ma le vittime sono civili. “I sistemi di intercettazione missilistica avrebbero potuto salvare la vita di coloro che sono stati uccisi”, ha denunciato Volodymyr Zelensky, chiedendo ai partner di comprendere che i ritardi nelle forniture “portano direttamente a perdite umane e distruzioni così terribili”.
Il nodo delle difese aeree è sempre più urgente. Secondo il Financial Times, durante l’incontro alla Casa Bianca Donald Trump avrebbe respinto la richiesta ucraina di centinaia di nuovi intercettori Patriot. Il Pentagono ha smentito carenze negli arsenali, ma le fonti citate dal quotidiano britannico riferiscono che il presidente Usa avrebbe richiamato la necessità di proteggere gli interessi americani nel Golfo, durante il conflitto con l’Iran. Zelensky ne ha parlato anche con il segretario generale della Nato, Mark Rutte. Ha dichiarato che una delle possibili ragioni della riduzione delle forniture di missili antibalistici Usa potrebbe essere di natura politica, in particolare il tentativo di rendere l’Ucraina più incline al compromesso.
Intanto Bruxelles ha trasferito a Kiev 1,4 miliardi di euro ricavati dai profitti generati dagli asset della Banca centrale russa congelati dalle sanzioni. Ma il presidente ucraino teme che Mosca stia ampliando la produzione di missili balistici, mentre le forniture occidentali rallentano.
Secondo la difesa ucraina, la Russia avrebbe iniziato a impiegare anche missili dei sistemi S-400 e vecchi RM-48U, possibile segnale di difficoltà nelle scorte hi-tech. Reuters riferisce inoltre che un’unità missilistica nordcoreana si starebbe dispiegando nella Russia occidentale con 120 missili balistici e sei lanciatori. I KN-23 e KN-24, come gli Iskander, possono essere intercettati soprattutto dai Patriot.
Mosca continua intanto a colpire infrastrutture essenziali. Nella notte è stata attaccata anche la stazione di aerazione di Bortnytsia, fondamentale per la rete fognaria di Kiev. Se fosse messa fuori uso, le acque reflue non trattate finirebbero nel Dnipro, mettendo a rischio una delle principali fonti di acqua potabile del Paese. Alla guerra si aggiunge l’emergenza caldo, con temperature attese fino a 39 gradi.
Sul fronte militare, Vladimir Putin ha annunciato una riorganizzazione delle unità logistiche e di supporto, che saranno poste sotto un comando unificato. Tutti gli occhi restano però su Kramatorsk: se la città dovesse cadere, per Kiev sarebbe un colpo durissimo.
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