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Zverev: “Contro Alcaraz, a volte perdo e a volte vinco. Ma con Sinner ti sembra di giocare sempre in svantaggio”


Se c’è qualcuno che non può di certo lamentarsi di questa calda e afosa estate, quello è senza alcun dubbio Alexander Zverev. Il tedesco ha spezzato la maledizione Slam, laureandosi campione al Roland-Garros, in finale contro Flavio Cobolli. E quattro settimane più tardi è andato vicino – ma non troppo – a conquistare anche l’All England Club, ma un ragazzo rossiccio di nome Jannik Sinner aveva piani nettamente diversi.

Zverev: “Con Sinner ti sembra di giocare in svantaggio tutta la partita”

Secondo il parere di molti, in quella magica domenica di fine giugno – che ha visto l’azzurro tornare sul tetto del mondo a Wimbledon – sul campo centrale di Church Road, il miglior Zverev di sempre ha lottato per 3 ore e 46 minuti contro il numero uno e campione in carica, ma non è bastato. Così sono diventate dieci le vittorie consecutive dell’azzurro contro il gigante teutonico, il quale, ai microfoni dell’influencer tedesco Knossi, ha confessato: “All’inizio della mia carriera mi piaceva molto giocare contro Sinner, ma ora ho perso le ultime 7 o 8 partite. Ha migliorato molto il suo gioco, è molto costante e non ti regala nulla. Ora ti sembra di giocare sempre in svantaggio durante la partita. I numeri non mentono, e la doppia cifra appena raggiunta da Sinner quanto a vittorie consecutive ottenute ai danni di Zverev, pesano eccome sulle spalle del vincitore dell’ultimo Roland Garros, che non riesce più a trovare la chiave per riottenere un successo contro Jannik.

“Contro Alcaraz mi piace molto giocare”

L’attuale numero uno del mondo è diventato una nemesi per Sascha. Mentre contro il fenomenale Carlitos Alcaraz – al momento fermo per infortunio – il tedesco riesce ad avere più chance: “Contro Alcaraz mi piace molto giocare. A volte perdo, a volte vinco, ma con lui le partite sono sempre incredibili. Abbiamo sempre partite incredibili, battaglie dure, come in Australia, ma è molto divertente giocare contro di lui”. 

Zverev: “A Parigi dovevo vincere quella finale. Non so quante altre occasioni avrei avuto”

Parigi è stato un punto di svolta per Zverev. Un turning point mentale che attendeva da anni, da 6 anni, da quella maledetta finale persa a Flushing Meadows contro Dominic Thiem. Ma prima di entrare sul Philippe Chatrier, da favorito, i dubbi hanno attanagliato Sascha: “Dovevo vincere quella finale. Cobolli è un ottimo giocatore, senza dubbio. È una persona fantastica. Ho 29 anni; non so quante altre occasioni avrei avuto. Inoltre, sono passati così tanti anni… Era l’unico tassello che mi mancava, perché ho vinto a tutti i livelli nel mondo del tennis. Ho vinto l’oro olimpico, gli ATP 250, gli ATP 500, i Masters 1000… L’unica cosa che mi mancava era il titolo del Grande Slam. Ora che ce l’ho, posso rilassarmi un po’”.

“Ho pochissimi amici. E se gli dicessi di non avere più un centesimo sul conto mi aiuterebbero”

Nel corso della lunga chiacchierata con lo youtuber Knossi, Zverev si è aperto anche su temi delicati, come quello dell’amicizia: “Conosco tantissime persone famose, ma ho pochissimi amici. Gli amici veri che ho si contano sulle dita di una mano. Gli amici sono al mio fianco da oltre dieci anni e so che posso chiamarli – ha continuato il tedesco -. E se dico che non ho più un solo centesimo sul conto, loro mi aiutano e lo so bene, perché erano già miei amici quando non avevo ancora un centesimo sul conto”.

Zverev: “Djokovic l’avversario più tosto. Federer? C’erano giorni in cui era impossibile batterlo”

Il nativo di Amburgo ha avuto l’opportunità di misurarsi con una generazione mostruosa del tennis moderno, lottando con i big 3 nella fase embrionale della sua carriera, per poi passare agli scatenati Carlitos e Jannik in questa fase più matura. Ma sul tete a tete più complicato, Zverev, ha pochi dubbi al riguardo: “L’avversario più tosto che abbia mai affrontato è Djokovic. In realtà, contro Roger Federer ho avuto un buon bilancio, (4 vittorie, 3 sconfitte, Ndr) anche se ho perso molte partite e c’erano giorni in cui era impossibile batterlo. Ma nel complesso lui giocava molto veloce, e io avevo la capacità di giocare più veloce di lui, cosa che a lui non piaceva, lo sapevo bene. Avevo una strategia contro di lui che sapevo funzionava. Ho vinto più volte di quante ne abbia perse contro di lui”.

“All’inizio della mia carriera, Rafa era fisicamente troppo per me”

Poi, Zverev, chiude su Rafa: “Nadal, all’inizio della mia carriera, era fisicamente troppo forte per me. Ero troppo magro, mi mancava la forza fisica. Abbiamo sempre disputato partite molto equilibrate, ma all’inizio mi batteva sempre perché mi stancavo. La situazione è cambiata improvvisamente quando avevo 23 o 24 anni. Da allora, l’ho battuto 3 o 4 volte di fila. Contro Djokovic abbiamo sempre disputato ottime partite, sempre in condizioni eccellenti. Mi ha battuto più volte, ma ha battuto tutti più volte”.