Assemini nella morsa del caldo: record nazionale e polemiche sulla vivibilità - L’Unione Sarda.it
Assemini si prepara ad affrontare 48 ore di fuoco: tra domani (mercoledì) e giovedì le temperature raggiungeranno picchi di 42-43 gradi, portando la cittadina sarda sotto la lente d’ingrandimento dei media nazionali.
Il sindaco Mario Puddu ha invitato la cittadinanza alla massima cautela, sottolineando come la visibilità mediatica di Assemini sia legata a un fenomeno meteorologico estremo che richiede responsabilità collettiva: «È fondamentale seguire le regole di base per proteggere la salute, in particolare di anziani, bambini e soggetti fragili, ed evitare rigorosamente comportamenti che possano innescare incendi, visto l’altissimo rischio legato alle temperature torride. Ringrazio in anticipo Protezione Civile e Vigili del Fuoco, che monitorano costantemente il territorio, ma serve l’impegno di ogni singolo cittadino per evitare situazioni critiche», ha dichiarato il primo cittadino.
La nuova visione urbana
Per la consigliera Sabrina Stara il caldo estremo non è più un’anomalia passeggera, ma una «nuova normalità» che impone un drastico cambio di rotta nella gestione del territorio. Stara sostiene che il Comune debba investire in infrastrutture leggere ma essenziali: «Fontanelle, sistemi di nebulizzazione nelle piazze, pensiline ombreggiate e punti di raffrescamento non sono mere opere di arredo, ma presidi di salute pubblica. Garantire spazi accessibili significa tutelare la dignità di chi, non potendo permettersi climatizzatori domestici, vive sulla propria pelle il peso della povertà energetica e climatica».
Interventi su edilizia e ambiente
Il consigliere Alessandro Casula punta il dito contro gli effetti strutturali del cambiamento climatico che stanno trasformando i centri abitati in isole di calore. Per il consigliere, la strategia di mitigazione deve essere radicale: «Dobbiamo agire sulla natura stessa dei nostri spazi pubblici. È urgente investire in un piano straordinario per il verde urbano, creare aree d’ombra diffuse e, soprattutto, iniziare a progettare strade e piazze utilizzando materiali di nuova generazione che riflettano la radiazione solare invece di accumularla e rilasciarla durante le notti asfissianti».
Supporto per le fasce deboli
Diego Corrias sostiene che limitarsi ai soliti appelli alla prudenza individuale sia ormai anacronistico. Il consigliere propone un salto di qualità nell’azione istituzionale: «Non basta dire ai cittadini di bere acqua. Dobbiamo strutturare servizi di protezione sociale dedicati: immagino un coinvolgimento attivo delle associazioni e della Protezione Civile per organizzare la consegna della spesa a domicilio o il trasporto assistito verso luoghi freschi per gli anziani. Inoltre, è necessario individuare sedi pubbliche climatizzate dove i nostri anziani possano ritrovarsi in sicurezza, sottraendoli alla solitudine delle piazze infuocate».
“Polmone verde” per la città
Infine, il consigliere Ignazio Pireddu guarda alla pianificazione territoriale di lungo periodo per contrastare l’urbanizzazione eccessiva. La sua visione prevede la creazione di un grande parco urbano come naturale sistema di climatizzazione: «Il cambiamento climatico è una sfida globale che richiede risposte locali coraggiose. A mio avviso, la zona compresa tra via Coghe, via Santa Maria e sa Costera rappresenta il sito ideale per la nascita di un grande polmone verde. Un investimento di questo tipo non servirebbe solo ad abbassare la temperatura percepita, ma restituirebbe ad Assemini uno spazio di vivibilità e rigenerazione urbana indispensabile per il futuro delle prossime generazioni».
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