«Carissimi ragazzi,  la salute è di tutti: aiutateci a difenderla»  - L’Unione Sarda.it

Intervista.

14 luglio 2026 alle 00:16

Nel gruppo circa 70 componenti,  molti dei quali sono pensionati 

«Io li capisco i giovani di oggi: hanno perso la speranza. Però spero si rendano conto che l’impegno per gli altri vale sempre la pena». Filomena Deriu è la portavoce del Comitato civico per la difesa del presidio ospedaliero Delogu di Ghilarza al quale qualche tempo fa è stato aggiunto il nome dello scomparso Raffaele Manca che del comitato, insieme a Serafino Corrias, fu fondatore nel 2018. «In quell’anno, appena dieci giorni dopo la morte di mio marito, tornai al lavoro: non potevo permettere che smobilitassero tutto e che i pazienti si rivolgessero ai privati».

Pensionata 70enne, Deriu ha indossato il camice per trent’anni dedicando la sua vita ai pazienti prima nelle guardie mediche, poi nella medicina di base e, da ultimo, all’ospedale di Ghilarza. L’ultimo incontro pubblico del comitato di cui è portavoce è stato quello per l’ennesima emergenza causata dalla mancanza dei medici che ha rischiato di portare alla chiusura del punto di primo intervento del presidio sanitario.

In platea c’erano molte teste grigie.

«Un po’ di geriatria – scherza Deriu –. C’è un nutrito gruppo di pensionati, ultra sessantenni. Ma c’è anche qualche quarantenne. Il discorso è che serve il ricambio generazionale, per questo dobbiamo coinvolgere di più i giovani».

Al tavolo dei relatori ce n’era uno.

«È Gabriele Unida, uno dei nuovi consiglieri comunali di Ghilarza, delegato su mia richiesta dalla nuova sindaca Eugenia Usai che ha avuto l’ottima idea di affidare incarichi e responsabilità a tutti i componenti del suo gruppo».

Entrerà nel comitato?

«È stato molto bravo e ha ascoltato il dibattito, spero ne parli con i suoi coetanei che potrebbero venire ai nostri incontri per ascoltare, promuovere, anche criticare. L’importante è non escluderli, non dobbiamo smettere di stimolarli».

Come?

«Coinvolgendoli, aprendo gli incontri del nostro comitato ai cittadini e invitando proprio i ragazzi: la loro energia e le loro competenze ci sarebbero anche molto utili».

Il vostro comitato è uno dei più rappresentativi.

«Alla manifestazione del 7 marzo scorso a Cagliari abbiamo fatto rete con gli altri gruppi del centro Sardegna: il nostro era il più numeroso e anche il più coreografico».

Obiettivi raggiunti?

«Miracoli non se ne possono fare perché manca la materia prima, ovvero i medici. Però il nostro impegno è stato importante».

Quando?

«Abbiamo incontrato la governatrice Todde alla quale abbiamo portato le nostre proposte, come quella di assumere medici stranieri. In altre regioni, come la Calabria, il problema è stato risolto così. Mi pare stiano andando in questa direzione».

È anche merito vostro?

«Diciamo che c’è un confronto costante con le istituzioni, noi siamo come una pulce nell’orecchio e facciamo arrivare le nostre istanze spesso con l’intermediazione dei consiglieri regionali del territorio. In questo caso sì, c’è stato un peso nostro e degli altri comitati».

Una medaglia che si appunta sul petto?

«Non solo sul mio, ma questo rapporto di scambio è servito, per esempio a Ghilarza, per aprire la Dermatologia per i piccoli interventi: un risultato frutto della mediazione tra comitato e direzione».

È nata ad Abbasanta e vive a Ghilarza.
«Io mi sento cittadina di tutto il Guilcier e Barigadu e peroriamo le cause del territorio. Per trent’anni ho lavorato in questo mondo: questa è la mia vita».

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