«Condizioni critiche al Microcitemico»: fuoco incrociato dei sindacati sull’Arnas - L’Unione Sarda.it
Un comunicato di «forte preoccupazione». Una diffida formale. E una richiesta di incontro urgente, rivolta ia vertici dell’Arnas Brotzu, per affrontare le «numerose criticità». Le condizioni dell’ospedale Microcitemico – in particolare del reparto di Neuropsichiatri infantile – finiscono sotto il fuoco incrociati dei sindacati dopo la denuncia dell’Asarp, che ha parlato di «luogo indegno di un Paese civile».


Le critiche della Cisl
Le criticità, attacca Luciano Serra della Cisl-Fp, «investono l’organizzazione assistenziale, la sicurezza dei pazienti, la dignità delle famiglie e le condizioni nelle quali il personale è chiamato quotidianamente a svolgere il proprio lavoro». Il problema non è rappresentato dagli operatori, ma dalle condizioni strutturali e organizzative nelle quali sono costretti a lavorare. In pochi, tra l’altro: in numero insufficiente «rispetto al numero e alla tipologia degli utenti, alla complessità dei quadri clinici e all’intensità assistenziale richiesta. Ci risulta inoltre che siano già stati effettuati audit e formulate segnalazioni sulle criticità esistenti; allo stato, tuttavia, non risultano interventi idonei a superare integralmente le problematiche rappresentate».
Le linee di indirizzo della società italiana di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza, prosegue il sindacalista, «affermano che il ricovero di un minore con disturbo psichiatrico acuto deve avvenire in un ambiente appropriato all’età e al livello di sviluppo, capace di assicurare attività educative e psicologiche, terapie individuali e di gruppo, trattamento farmacologico e sostegno alle famiglie. Il ricovero deve inoltre essere seguito da una reale continuità di cura tra ospedale e territorio». Invece «chiedere a un genitore di rimanere ventiquattro ore su ventiquattro accanto al proprio figlio, senza assicurargli un posto adeguato per dormire, servizi igienici rispettosi della privacy e condizioni minime di accoglienza, significa trasformare la collaborazione della famiglia in un ulteriore carico assistenziale e umano. Significa anche esporre operatori e coordinatori a responsabilità e tensioni che non possono essere risolte attraverso la sola disponibilità individuale». La preoccupazione della Cisl «non riguarda soltanto la Neuropsichiatria. Chiediamo che l’attenzione venga estesa anche all’Oncoematologia pediatrica e al Centro per la talassemia, verificandone dotazioni organiche, capacità ricettiva, condizioni strutturali e prospettive di sviluppo».
La Fials sul montascale
Nell’ospedale di via Jenner è difficile anche accedere per chi ha difficoltà deambulatorie. Il segretario provinciale della Fials, Paolo Cugliara, ha inviato una formale diffida al direttore generale dell’Arnas, Maurizio Marcias, segnalando il mancato funzionamento del monstascale all’ingresso, bloccato da tempo. Non solo: nei giorni scorsi Cugliara aveva denunciato anche numerose situazioni di potenziale pericolo per prese elettriche non sicure, infiltrazioni e sulla privacy violata, con cartelle cliniche accatastate in zone non idonee.


La denuncia dell’Usb
Sul Microcitemico aveva già puntato un faro il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, Gianfranco Angioni, dell’Usb. Anche lui aveva chiesto un confronto ai vertici aziendali, parlando di «sistema di videosorveglianza con possibili zone non adeguatamente monitorate, infissi e sistemi di chiusura non idonei, condizioni degli ambienti di degenza non adeguate alle esigenze assistenziali, presenza di arredi non conformi alle necessità della struttura e conservazione/deposito di cartelle cliniche e documentazione sanitaria in locali non idonei, con possibili criticità relative alla tutela della riservatezza, alla corretta gestione documentale, alla sicurezza degli ambienti e all’adeguatezza degli spazi destinati alle attività sanitarie».
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