Nella buca del Cristo Re. Oltre vent’anni di stoppate nel torneo degli irriducibili. E Daniel Hackett non manca mai

Pesaro, 19 luglio 2026 – Per tutti loro l’inizio del torneo di Cristo Re è come la mattina di Natale. Come scartare un regalo, sapendo già che quello che ci troverai dentro ti farà impazzire: il rumore del pallone sul cemento infuocato della “Buca” per quattro giorni filati e la musica di sottofondo mentre si gioca.

Canestri, sorrisi, sfide, insomma divertimento puro, nel segno dell’amicizia che ha ispirato questo torneo che resiste da ormai 24 anni per onorare appunto la memoria di un amico, Michele Bacchini, per tutti semplicemente ‘Bacco’.

Ben 250 giocatori in campo

L’edizione 2026 vede 38 squadre iscritte, 32 nel maschile e 6 nel femminile per un totale di 250 giocatori che, incuranti del caldo torrido di questi giorni, spendono ogni stilla di energia su quei campetti diventati mitici anche a livello nazionale.

Il torneo delle ragazze

Il torneo delle ragazze

Il segno di quanto questo memorial sia entrato a far parte della tradizione cestistica pesarese lo dice un particolare: ci sono due squadre dove padre e figlio giocano insieme.

Uno dei figli, fra l’altro, è il più giovane iscritto al torneo, Roberto Giannotti, classe 2012, che gioca in squadra con il babbo Andrea, nato nel 1983.

L’altra accoppiata familiare è formata da Mattia Di Sciullo, nato nel 2010 e dal padre Claudio, classe 1981.

La maglietta e il trofeo del Cristo Re

La maglietta e il trofeo del Cristo Re

Il veterano quest’anno è invece Massimiliano Giulianelli, classe ‘72, una vita passata a giocare nelle minors fra cui Montecchio, Pcion, Blu Storm. Non fa più nemmeno sensazione vedere sbracciarsi fra quei corpi entusiasti e sudati un campione che calca i parquet dell’Eurolega: perché Daniel Hackett è un habitué del Cristo Re, un vero amante del campetto dove da bambino ha imparato trucchi che utilizza ancora in serie A, come la famosa virata che gli insegnò il ‘Mozzo’.

Torneo democratico: un giocatore di D può sfidarne uno di Serie A

La cosa che colpisce è che alle soglie dei 39 anni (li compirà a dicembre) è ancora in una forma clamorosa, tanto da potersi permettere un torneo in pieno luglio sul cemento. Un torneo democratico, dove un atleta di serie D può sfidarne uno della massima serie e dove le ragazze che non amano il 3 contro 3 a loro riservato possono comunque iscriversi al 4vs4 maschile a patto di inserire un uomo in squadra.

Esattamente come fa tutti gli anni il poker formato da Flavia Farina, Licia Filippetti, Vanda Barulli e Valeria Battisodo, altra campionessa con carriera in serie A e due scudetti in bacheca. Ma da sole le sfide sul campo non basterebbero, quello che fa la differenza è il pubblico, una specie di comunità del basket – allenatori, ex giocatori, dirigenti, giornalisti, semplici appassionati - che si ritrova per guardare le partite, ma soprattutto salutarsi, rivedersi, stare insieme. Lunga vita al Cristo Re