Sangue a terra, la lunga scia in centro: urla, bottiglia rotta e polemiche. I negozianti: «Abbiamo pulito da soli»

PORDENONE - Tensione nel pieno centro di Pordenone. Una scia di sangue che sembra non avere né un inizio certo, né una fine logica. La quantità delle gocce che indicano il tragitto compiuto da un ferito mette agitazione. In piazzetta Bertossi, in via Brusafiera e fino alla chiesa di San Giorgio è tornato improvvisamente tra i commercianti e i passanti un clima di apprensione, dovendo fare i conti con un episodio che si snoda tra le vetrine. Resta un punto fermo: dai filmati girati dalle telecamere di sorveglianza, si vede un capannello di persone, dopodiché una si allontana e rompe autonomamente una bottiglia con violenza. Si ferisce e si allontana.


Lo sconcerto


Residenti e commercianti si sono svegliati con la “sorpresa”. «La titolare di “Grace” – ha affermato la commessa Claudia Viola – ha trovato un “regalino” la mattina, già erano stati chiamati i carabinieri, mentre personalmente ho fermato una pattuglia della Polizia locale». La sera prima, verso le 23, una signora aveva sentito delle grida: sono state trovate anche bottiglie rotte, proprio dove, non molto tempo fa, c’era stato un pestaggio. «Le macchie di sangue sembrano partire dal “Minerva” (l’hotel, ndr), dove sono state trovate bottiglie rotte sulla scala. Qui si trovano dei gruppetti, poi le gocce rosse - afferma Viola – sono proseguite davanti a “Romor” il negozio di abbigliamento uomo, davanti a “Grace” e al Corner, poi verso la pizzeria, davanti al centro Re Sole: abbiamo supposto che la persona poi fosse stata caricata in auto, perché a quel punto le tracce sparivano improvvisamente».


Il Comune


All’ora di pranzo, dopo un confronto con il Comando di Polizia locale, il primo intervento dell’assessore Elena Ceolin: «Dopo aver raccolto le prime informazioni posso fornire un quadro della situazione: dall’esame delle telecamere della zona Bertossi non risultano scene di zuffa o situazioni riconducibili a episodi di violenza», riferisce Elena Ceolin, intervenuta subito per capire cosa potesse essere accaduto, ma al momento resta un mistero. «L’unico intervento registrato in centro nelle ore notturne - va ricordato che la Polizia locale non è operativa in queste ore – è stato effettuato dai Carabinieri, - rimarca l’assessore – allertati per un ragazzo straniero, in bicicletta, che perdeva sangue da una ferita alla mano. Il giovane è stato medicato sul posto: si trattava di una ferita superficiale che, a suo dire, si era procurato cadendo». Poi è emerso il video e la situazione è cambiata.  La Polizia locale, dopo la segnalazione delle macchie di sangue, è intervenuta con i rilievi del caso, coordinandosi con i Carabinieri, per capire se i due episodi sono collegati.
«L’amministrazione resta in attesa di eventuali sviluppi dalle forze dell’ordine e conferma ai cittadini che l’attenzione sul sistema di sicurezza urbana rimane sempre alta. Un elemento fondamentale, in questo senso, resta la tempestività della segnalazione alle forze dell’ordine: chiamare subito consente interventi rapidissimi, come dimostra il caso di via Motta, dove tra la chiamata e l’arrivo della pattuglia della Polizia locale sono trascorsi appena quattro minuti – chiarisce Ceolin – Prevenzione, informazione, il potenziamento del sistema di videosorveglianza nell’arco del mandato e il miglioramento dell’illuminazione pubblica restano tra i punti centrali dell’agenda dell’amministrazione Basso in materia di sicurezza». Ai commercianti non è rimasto che togliere le macchie di sangue, non senza qualche irritazione. «Ci hanno detto di pulire da soli, abbiamo gettato amuchina e altro, non è giusto che tocchi a noi procedere, poiché siamo davanti a materiale biologico, può essere pericoloso. Ci hanno detto che si tratta di un portico del condominio e non di una zona pubblica, ritengo che non sia corretto».