Sottosegretari, Occhiuto e il centrodestra al contrattacco: ricorso al Tar contro lo stop “ispirato” dal centrosinistra
Pubblicato il: 17/07/2026 – 20:17
CATANZARO Come preannunciato nei giorni scorsi, sulla figura – e in difesa – dei sottosegretari il governatore Roberto Occhiuto e la maggioranza di centrodestra non arretrano, anzi passano al contrattacco contro l’opposizione di centrosinistra. La Regione Calabria infatti ha deciso di ricorrere al Tar contro la decisione dell’Ufficio centrale regionale per il referendum, istituito presso la Corte d’Appello di Catanzaro, che, accogliendo un ricorso della minoranza, ha ritenuto necessario il referendum per confermare le modifiche allo Statuto relative all’introduzione della figura dei sottosegretari. Il ricorso al Tar, disposto con un decreto (consultabile alla fine dell’articolo) è stato affidato all’Avvocatura regionale, che contesta la legittimità del provvedimento adottato dall’Ufficio centrale, ritenuto – si legge nel decreto – «abnorme, illegittimo e gravemente lesivo degli interessi della Regione». Nel ricorso, sottoscritto dagli avvocati Angela Marafioti e Franceschina Talarico, la Regione sostiene che l’Ufficio centrale per il referendum sia un organo straordinario e temporaneo, privo di funzioni giurisdizionali, per questo, non avrebbe potuto pronunciarsi nei termini indicati dall’ordinanza: inoltre, secondo la Regione l’adeguamento del numero degli assessori e l’istituzione dei sottosegretari hanno carattere esclusivamente organizzativo e che, proprio per questa ragione, siano escluse dalla disciplina del referendum confermativo prevista dalla normativa regionale. Nel ricorso viene inoltre evidenziato come non sia possibile impugnare disposizioni contenute in leggi già promulgate ed entrate in vigore, sostenendo che l’ordinanza violi principi costituzionali e procedurali. In particolare, con il ricorso la Regione chiede al Tar declaratoria di nullità o comunque l’annullamento del provvedimento dell’Ufficio referendum presso la Corte d’appello, osservando anche che l’avvio dell’iter referendario comporterebbe un significativo impiego di risorse economiche e organizzative – dall’indizione della consultazione all’aggiornamento delle liste elettorali, fino alla stampa delle schede – con il rischio di sostenere costi che potrebbero rivelarsi inutili qualora il Tar dovesse successivamente accogliere il ricorso. (a. c.)
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