Allarme caldo, solo Perugia e Firenze in Italia ‘a rischio salute’ - Umbria 24
La nuova ondata di caldo africano entra nella fase più intensa e l’Umbria torna tra le regioni maggiormente esposte agli effetti sulla salute. Perugia è infatti una delle due sole città italiane, insieme a Firenze, a essere classificata con il bollino rosso già da oggi, lunedì 13 luglio, e fino a mercoledì 15 luglio. Significa che le condizioni meteorologiche previste possono avere effetti negativi sulla salute non soltanto delle persone fragili, ma anche della popolazione sana.
Il sistema nazionale di sorveglianza del caldo, coordinato dal ministero della Salute e realizzato dal dipartimento di Epidemiologia del servizio sanitario regionale del Lazio, monitora quotidianamente 27 città italiane elaborando livelli di rischio sulla base non solo delle temperature massime, ma anche di umidità, durata dell’ondata di calore e condizioni notturne. Il bollino rosso rappresenta il livello massimo di allerta: indica una situazione nella quale il caldo può provocare conseguenze sanitarie diffuse.
Da mercoledì 15 luglio l’allerta massima si estenderà anche a Bologna, Brescia, Frosinone, Roma e Torino. Altre nove città saranno invece interessate dal bollino arancione, che segnala condizioni meteorologiche potenzialmente pericolose soprattutto per anziani, bambini piccoli, persone con patologie croniche e soggetti non autosufficienti: Cagliari, Campobasso, Latina, Milano, Pescara, Rieti, Trieste, Verona e Viterbo.
Il bollino giallo, livello di attenzione con possibili effetti sulle fasce più vulnerabili, riguarderà invece Ancona, Bari, Bolzano, Catania, Civitavecchia, Genova, Messina, Napoli, Palermo, Reggio Calabria e Venezia.
Il dato di Perugia è significativo perché il capoluogo umbro, pur non essendo tra le città tradizionalmente associate alle temperature estreme, negli ultimi anni ha visto aumentare la frequenza e la durata delle ondate di calore.
La posizione geografica della città, collocata su un territorio collinare ma con una forte urbanizzazione nelle aree pianeggianti e vallive, può favorire in alcune zone l’accumulo di calore. Il problema non è soltanto il valore massimo raggiunto durante il giorno: spesso il rischio sanitario aumenta quando le temperature rimangono elevate anche durante la notte, impedendo al corpo umano di recuperare.
Il caldo intenso rappresenta un rischio soprattutto per alcune categorie: persone anziane, in particolare sopra i 75 anni, neonati e bambini piccoli, persone con malattie cardiovascolari, respiratorie, renali o neurologiche, persone che assumono farmaci che possono interferire con la regolazione della temperatura corporea, lavoratori che svolgono attività fisiche all’aperto, persone che vivono sole o in condizioni di isolamento sociale. Le alte temperature possono provocare disidratazione, cali di pressione, peggioramento di alcune patologie croniche e, nei casi più gravi, colpi di calore.
Il ministero della Salute raccomanda alcune regole semplici ma fondamentali. La prima è bere regolarmente, senza aspettare lo stimolo della sete. Con il caldo il corpo perde più liquidi attraverso la sudorazione e negli anziani il senso della sete può essere ridotto. È preferibile bere acqua frequentemente, limitando alcolici e bevande troppo zuccherate.
È importante evitare di uscire nelle ore più calde della giornata, generalmente tra le 11 e le 18, soprattutto per chi è più fragile. Le attività fisiche intense andrebbero spostate nelle prime ore del mattino o in serata.
Anche in casa alcune precauzioni possono ridurre gli effetti del caldo: schermare le finestre esposte al sole con tende o persiane, favorire il ricambio d’aria nelle ore più fresche, utilizzare il climatizzatore mantenendo una temperatura non troppo distante da quella esterna per evitare sbalzi termici.
L’emergenza caldo riguarda anche gli animali domestici. Cani e gatti devono avere sempre acqua fresca disponibile e non devono mai essere lasciati all’interno delle automobili, dove la temperatura può salire rapidamente fino a livelli letali anche con finestrini leggermente aperti.
Per chi lavora all’aperto il rischio aumenta notevolmente. Agricoltura, edilizia, manutenzione stradale e altri lavori fisici richiedono particolare attenzione: pause frequenti, idratazione continua e, quando possibile, organizzazione delle attività nelle fasce orarie meno calde.
Perugia resterà quindi sotto osservazione almeno fino a mercoledì. Il bollino rosso non significa che ogni persona sia automaticamente in pericolo, ma indica una situazione nella quale gli effetti del caldo possono diventare rilevanti e richiedono comportamenti prudenti. La raccomandazione principale è semplice: evitare di sottovalutare il caldo, soprattutto quando interessa più giorni consecutivi. Le temperature elevate non sono solo un disagio estivo, ma una condizione meteorologica che può trasformarsi in un vero fattore di rischio sanitario.
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