Bar The Tailor, cocktail cuciti su misura nello storico hotel di Amsterdam che compie 160 anni

BAR & WINE - Un cocktail bar ispirato a un sarto? Ad Amsterdam esiste davvero. Si trova all’interno dell’Anantara Grand Hotel Krasnapolsky, uno degli alberghi più celebri della città, che nel 2026 celebra 160 anni dalla nascita dell’attività originaria.

La storia comincia nel 1856, quando Adolf Wilhelm Krasnapolsky arriva ad Amsterdam a soli ventidue anni, con un diploma da sarto e un mestiere tramandato in famiglia. Dieci anni più tardi rileva un coffee house in Warmoesstraat. Da quel piccolo locale nascerà progressivamente il grande hotel affacciato su Piazza Dam.

E il legame con ago, filo e cartamodelli? È ancora visibile a Bar The Tailor, visitato durante la settimana della prima edizione di Europe’s 50 Best Bars.

Un albergo cucito insieme

Il Krasnapolsky non è nato come un unico palazzo. A raccontarlo durante la visita è il Bar Manager Alexander “Alex” Montrose: l’hotel è cresciuto nel tempo acquistando, collegando e adattando edifici diversi.

Sette corpi principali, spiega Montrose, oggi comunicano tra loro attraverso corridoi, passaggi e continui cambi di prospettiva. Camminando nell’albergo si percepisce ancora questa stratificazione: le altezze variano, gli spazi si restringono e poi si aprono all’improvviso su sale monumentali.

La sala più spettacolare? Il Wintergarden ottocentesco, con la grande struttura in ferro e vetro. Poi ci sono The White Room e il Grand Café affacciato sulla piazza, le ballroom.

Più che costruito, il Krasnapolsky sembra davvero cucito insieme. Proprio come un abito.

Il menu

A Bar The Tailor il tema sartoriale non si limita al nome. Il menu assomiglia a un quaderno da lavoro: linee tratteggiate, misure, sagome di giacche, bottoni, aghi, rocchetti e spille da balia.

Il titolo è Style and Substance. Stile e sostanza.

Ogni cocktail è stato sviluppato da uno dei bartender utilizzando tecniche classiche e contemporanee. Ma la carta non vuole intimidire. Accanto agli ingredienti compaiono tre parole che riassumono il carattere di ogni drink: setoso, tropicale, agrumato; fresco, sapido, frizzante; tostato, elegante, alcolico.

Non trovate nulla che vi convinca? Il team può preparare un cocktail su misura, partendo dai gusti dell’ospite. Un vero servizio sartoriale, questa volta nel bicchiere.

Il G.O.A.T.: gin e formaggio di capra

Il drink più curioso della sezione Shaken not Stirred? Senza dubbio The G.O.A.T., 20 euro.

La ricetta unisce Roku Gin, formaggio di capra, mango, yuzu e sake. Un abbinamento che sulla carta potrebbe sembrare azzardato, ma nel bicchiere risulta più rassicurante del previsto.

La consistenza è setosa, il mango domina la parte tropicale e lo yuzu aggiunge freschezza. La nota del formaggio di capra resta sottile, più evidente nella morbidezza che nel sapore.

Il mio giudizio? Una preparazione tecnicamente precisa e avvolgente, ma leggermente troppo dolce. 

Sempre nella stessa sezione, il Gimmie Rest, 20 euro, riunisce Angostura 1919 Rum, Mount Gay Eclipse e Smith & Cross con zafferano, ananas e cocco. Più alcolico, dolce e vicino al mondo tiki, è disponibile anche senza alcol a 15 euro.

Il Cloudy Sunrise, anch’esso a 20 euro, combina mezcal, tonka, pandan, guava, riso e cioccolato bianco. Tropicale, affumicato e cremoso, viene proposto anche in versione analcolica a 15 euro.

Mini cocktail, grande idea

La trovata più efficace della carta? I cocktail in formato mini.

La ricetta non cambia, così come la tecnica e la temperatura di servizio. Si riduce soltanto la quantità. Il risultato è una formula intelligente per provare più drink durante la stessa serata senza affrontare una successione di porzioni complete.

Io ho scelto un Last Word mini, preparato dal team su richiesta. Non era inserito tra le signature fotografate nel menu, ma il formato ridotto ha funzionato perfettamente per un classico così netto e botanico: freddissimo, erbaceo, pungente e ben bilanciato.

Tra i mini ufficialmente indicati in carta c’è il Panda’s Envy, 9 euro contro i 17 della versione intera, con Calvados, Pommeau, vermouth secco, salsa verde e pepe bianco.

Il Verdant costa 19 euro nella porzione completa e 10 euro in quella mini. Dentro ci sono cognac Rémy Martin VSOP, pisco, St-Germain, cetriolo, mandorla, miele e burro allo shiitake.

Anche il Tailored Martini può essere ordinato in formato ridotto: 11 euro invece di 20.

Perché funziona? Si spende meno, si beve meno e si assaggia di più. Inoltre, di fronte a ingredienti insoliti come il burro allo shiitake o il vermouth al tartufo, una porzione più contenuta rende più facile lasciarsi tentare.

Il formato mini non impoverisce l’esperienza, ma la amplia. Permette di costruire un piccolo percorso di degustazione, confrontando stili, distillati e tecniche differenti senza perdere il controllo sulla quantità complessiva di alcol.

Sodati Homemade 

Preferite le bollicine? La sezione Carbonated raccoglie drink completati con soda preparate e gasate direttamente al bar.

Il Vismaya, 18 euro, combina tequila blanco, Italicus al bergamotto, maraschino, pepe di Timut e soda alla salt leaf. Fresco, agrumato e sapido, è disponibile anche senza alcol a 15 euro.

Più insolito il Cerveza XXX, con whisky The Balvenie, malto d’orzo tostato, agrumi e whey. Il prezzo dipende dal whisky scelto: 20 euro con The Balvenie 12 DoubleWood, 30 con il 14 Week of Peat e 60 con il 21 Port Cask.

Per chi ama i sapori più scuri c’è invece lo Slow Burn, 17 euro: bourbon, cacao, Zucca Rabarbaro, salvia e Tawny Port.

Iced drink

La sezione From the Freezer Door propone cocktail prediluiti e conservati alla corretta temperatura di servizio. Una scorciatoia? Tutt’altro. Il metodo permette di controllare con precisione freddo, consistenza e diluizione.

Il Panda’s Envy è leggero e asciutto. Il Verdant punta invece su una consistenza setosa e su note fresche, terrose e umami.

Il più prezioso è The 1%, 30 euro, preparato con Hibiki Japanese Whisky, vermouth alla banana, hōjicha e bitter al cioccolato e arancia. Il formato mini costa 17 euro.

I classici rivisti dal sarto

Non mancano i grandi classici, naturalmente reinterpretati.

Il Tailored Old Fashioned, 20 euro, unisce Bowmore 12, Starward Left Field Whisky, timo limonato, riduzione di vermouth e tè al gelsomino.

Il Tailored Martini, sempre a 20 euro, può essere preparato con gin o vodka e comprende vermouth al tartufo, fumo e acqua di pomodoro.

Voglia di dessert? Il Tailored Espresso Martini, 18 euro, mescola due rum, Amaro Montenegro, Caffè Borghetti, toffee salato ed espresso.

Dehors?

La sala interna è raccolta, con divani in pelle color cuoio, tavoli scuri e luci soffuse. Elegante, ma non ingessata.

Il locale dispone anche di un’area esterna riscaldata dove è possibile fumare. Una rarità utile nel centro di Amsterdam e uno spazio particolarmente frequentato durante gli appuntamenti internazionali che animano l’hotel.

Quando andare

Il momento migliore per andarci? Intorno alle 16.30, quando ogni giorno si svolge gratuitamente la cerimonia del Blue Blazer. Il distillato infiammato viene versato da un recipiente all’altro, creando una scenografica scia di fuoco nel cuore dell’hotel.

Gli ospiti del Krasnapolsky ricevono anche in omaggio un piccolo hot toddy, servito caldo durante il rituale. Con un po’ di fortuna, può capitare che l’assaggio venga offerto anche ai visitatori esterni: un’occasione per sorseggiare un drink in uno degli ambienti più eleganti e suggestivi di Amsterdam.