Andy Burnham, chi è il nuovo leader laburista e prossimo premier Uk
Introduzione
Il 17 luglio, l'ex sindaco di Manchester è stato incoronato a capo del Partito laburista britannico grazie al sostegno plebiscitario del gruppo parlamentare di maggioranza e dei sindacati affiliati al Labour. Nei prossimi giorni subentrerà a Starmer come capo del governo dopo il passaggio rituale di consegne a Downing Street. Nelle scorse settimane Burnham era tornato alla Camera dei Comuni di Westminster nove anni dopo l’ultima volta, dopo la netta vittoria alle elezioni suppletive di Makerfield. Keir Starmer, invece, che ha guidato il Labour a una schiacciante vittoria meno di due anni fa, si è dimesso di fronte alle pressioni del suo stesso partito.
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Quello che devi sapere
La vittoria alle suppletive
Andy Burnham, 56 anni ed ex sindaco della Great Manchester, è diventato parlamentare laburista a Westminster grazie alla vittoria nelle suppletive di Makerfield del giugno 2026, dove ha battuto in modo netto tutti gli altri concorrenti, in primis quello del partito di Reform Uk di Farage. Burnham, fin dalla prima dichiarazione dopo il trionfo alle urne, ha affermato che "la politica britannica non funziona e il Paese non è dove dovrebbe essere", parlando di "una svolta" e allo stesso tempo di "un'ultima chance per un cambiamento" del suo partito prima che sia troppo tardi. Il riferimento temporale è il 2029, quando sono previste le nuove elezioni generali: la speranza del partito laburista è che Burnham aiuti a ribaltare i sondaggi, che ad oggi vedono i laburisti indietro rispetto al partito di Farage.
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Andy Burnham - ©Ansa
Gli studi e l'esordio in politica
Originario di Aintree, periferia di Liverpool,, Burnham è cresciuto a Culcheth. Dopo aver frequentato la St Aelred's Catholic High School di Newton-le-Willows, si è laureato in Letteratura inglese al Fitzwilliam College dell'Università di Cambridge. L'interesse per la politica è nato molto presto: è entrato nel Partito Laburista a soli 15 anni. Prima dell'elezione in Parlamento ha maturato diverse esperienze professionali, lavorando come ricercatore per Tessa Jowell, come funzionario parlamentare della NHS Confederation e come amministratore della Football Task Force. Tra il 1998 e il 2001 ha inoltre ricoperto il ruolo di consigliere speciale del ministro della Cultura Chris Smith.
Per approfondire: In Uk non volevano più Starmer. E Burnham? Il sondaggio
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La carriera politica
Alle elezioni generali del 2001 è stato eletto deputato per il collegio di Leigh, nella Greater Manchester, avviando una lunga carriera a Westminster. Durante i governi guidati da Tony Blair e Gordon Brown ha assunto numerose responsabilità istituzionali, passando dall'incarico di segretario parlamentare privato a quello di sottosegretario agli Interni, fino a diventare ministro di Stato per la Salute, Segretario capo del Tesoro e ministro della Cultura. Nel 2009 è stato nominato Segretario di Stato per la Salute, incarico mantenuto fino al 2010, periodo nel quale ha coordinato la risposta del governo alla pandemia di influenza suina e ha promosso un'inchiesta indipendente sullo scandalo dell'ospedale di Stafford e sui fatti di Hillsborough del 1989.
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©Getty
I tentativi di guidare il Labour
Dopo la sconfitta elettorale del Partito Laburista nel 2010, Burnham si è candidato alla guida della formazione politica, concludendo la competizione al quarto posto su cinque candidati, poi vinta da Ed Miliband. Nel 2015 ha tentato nuovamente la corsa alla leadership del partito, arrivando secondo alle spalle di Jeremy Corbyn. Sotto la guida di quest'ultimo è stato infine ministro ombra dell'Interno tra il 2015 e il 2016.
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Il ruolo di sindaco di Manchester
Scelto come candidato laburista alla guida della Greater Manchester, nel 2017 ha lasciato il Parlamento per concentrarsi sulla competizione amministrativa. La scelta si è rivelata vincente: ha conquistato la carica di sindaco nello stesso anno, ottenendo poi la riconferma nelle consultazioni del 2021 e del 2024. Nel corso della sua esperienza amministrativa ha promosso un'importante riorganizzazione del trasporto pubblico locale, integrando autobus e tram all'interno del Bee Network, un sistema ispirato al modello londinese e gestito a livello pubblico.
Il soprannome “Re del Nord”
Durante l'emergenza sanitaria legata al COVID-19 è diventato una delle figure più visibili nella richiesta di maggiori risorse al governo conservatore di Boris Johnson per sostenere i lavoratori e le comunità del Nord dell'Inghilterra. Proprio per questa battaglia è stato soprannominato "re del Nord", in stile Game of Thrones, una definizione utilizzata sia dai suoi sostenitori sia dai critici. La tendenza a favorire maggiormente le richieste locali la si è vista anche negli anni più recenti quando ha rilanciato la teoria del cosiddetto Manchesterism, un modello che propone di trasferire competenze e risorse da Londra alle amministrazioni locali.
Burnham rende omaggio a Bobby Charlton davanti a Old Trafford nel 2023 - ©IPA/Fotogramma
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Le riforme e l'appoggio verso Downing Street
Già dalle prime parole dopo la vittoria alle suppletive, è emerso chiaramente qual è il "programma" di Burnham, incentrato sul sostegno alla classe lavoratrice, sulla riduzione del costo della vita, sul rilancio dell'industria britannica e sulla costruzione di un sistema educativo più equo. Il suo ritorno a Westminster ha raccolto consensi trasversali all'interno del Partito Laburista, unito dalla preoccupazione per il calo di popolarità del governo Starmer e dall'obiettivo di arginare l'ascesa di Nigel Farage.
Su Insider: Burnham verso Downing Street: cosa aspettarsi per il Regno Unito
Chi lo sostiene
Tra i suoi principali sostenitori figurano l'ex vicepremier di Starmer, Angela Rayner, esponente della corrente progressista, e l'ex ministro della Sanità Wes Streeting, appartenente all'ala più moderata ed ex blairiana, che ha elogiato il successo elettorale di Burnham arrivando a un passo indietro nella corsa alla leadership. Anche i deputati Patrick Hurley e Rachael Maskell avevano invitato apertamente Keir Starmer a favorire una transizione ai vertici del partito. E quando l'ex premier si è fatto da parte, per Burnham si sono aperte le porte del n.10 di Downing Street. Il 17 luglio è stato acclamato alla guida del partito e in assenza di qualunque concorrente, non deve sottoporsi al voto degli inscritti e subentrerà automaticamente a Starmer come capo del governo dopo il passaggio rituale di consegne a Downing Street fissato per lunedì 20 luglio.
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