In 50 per ricordare Dino, accoltellato a morte dalla compagna: “Dolore straziante. Relazione distruttiva”

Modena, 19 luglio – L’altra sera si sono ritrovati in una cinquantina per celebrarne la memoria: “Una grande persona, amato, non gli si poteva non voler bene”, racconta provato Alessandro, uno degli amici storici di Dino D’Ulizia, il 44enne accoltellato a morte nella palazzina di via Tignale del Garda.

Il suo rapporto con la coetanea Giorgia De Martino, accusata dell’omicidio, resta un mistero: “Su questo aspetto era un po’ chiuso, non era facile parlarne, noi non la conoscevamo”. D

Dino ha svolto tanti mestieri nella sua vita: “Era stato diverse volte all’estero, poi era tornato, aveva fatto il montatore e tanti altri lavori. Ne ricordiamo tutti il sorriso e la sua voglia di scherzare, non lo dimenticheremo mai”.

Commosso anche il ricordo dei colleghi della cooperativa Onyva, che si occupa di manutenzione del verde pubblico.

Impiegava lo stipendio per aiutare questa donna a pagare l’affitto

Dino lavorava alla decespugliazione. “Ultimamente era finito di nuovo in questa relazione – raccontano Giovanni e Andrea – con questa donna si lasciava e si rimetteva insieme spesso, quando vedeva che lui si allontanava, lei se lo andava a riprendere. Il problema è che finiva con il non riuscire a vivere decentemente dal punto di vista psicologico ma anche economico, perché da un lato doveva aiutare la sua famiglia (viveva in via Como con la madre e il fratello) dall’altro lo stipendio lo impiegava per aiutare questa donna a pagare l’affitto, a coprire i debiti che lei contraeva. Con noi usciva tranquillamente a cena, non aveva mai avuto problemi di droga, non aveva mai avuto comportamenti fuori dal normale”.

La relazione turbolenta ricominciata

Negli ultimi due mesi invece lo scenario cambia.

“Si era rimesso con questa donna a cui in un caso ha salvato la vita, l’ha soccorsa perché era gravissima”.

Anche Dino, come Giorgia, aveva un passato legato alle dipendenze, sebbene fosse riuscito a disintossicarsi: “Si faceva vedere poco nell’ultimo periodo sul posto di lavoro – proseguono i colleghi – aveva confidato di stare attraversando un periodo molto difficile, tensioni e problemi proprio dovuti al rapporto con la compagna”.

I colleghi lo ricordano di grande compagnia: “Gli piaceva il calcio, l’anno prossimo lo avremmo incluso per il Fantacalcio, era un appassionato, purtroppo non ce ne sarà la possibilità...”.

Lei resta nel carcere di Sant’Anna

Intanto, spostandoci sul fronte giudiziario, resta reclusa nel carcere di Sant’Anna Giorgia De Martino. I parenti non hanno ancora avuto l’autorizzazione a incontrarla, però hanno saputo che ha trascorso la notte in cella tranquilla e ha fatto regolarmente colazione.

L’udienza di convalida dell’arresto è fissata per lunedì alle 9 davanti al Gip Antonella Pini Bentivoglio (il pm è invece Laura Galli).

I rilievi di carabinieri e Scientifica nel palazzo di via Tignale del Garda (foto Corradi)

I rilievi di carabinieri e Scientifica nel palazzo di via Tignale del Garda (foto Corradi)

La donna ha confessato il delitto commesso con un coltello di 19 centimetri che i carabinieri hanno successivamente rinvenuto all’interno di un cestino davanti alla palazzina di via Tignale, in zona Morane, dove è avvenuto l’omicidio.

Dopo l’aggressione, la 44enne si sarebbe allontanata temporaneamente per fare la spesa al Conad city di via Viterbo: ha comprato delle sacche d’acqua, carne e sabbia per i conigli. Poi ha fatto ritorno a casa, dove ha trovato i militari ad attenderla. Ha negato in un primo momento di essere coinvolta in quanto è accaduto, ma nel pomeriggio, durante l’interrogatorio in caserma, ha ammesso le sue responsabilità. Nel frattempo, le sorelle della donna hanno affidato la difesa legale all’avvocato Ernesto D’Andrea del foro di Reggio Emilia, che incontrerà domani la sua assistita.

La famiglia non conosceva D’Ulizia, le sorelle sapevano che Giorgia avesse dei problemi, ma non pensavano si potesse arrivare a tanto .

(Ha collaborato Valentina Reggiani)