Inter, al via il raduno senza Khalaili: visite mediche non superate. Marotta carica: “Rivincere lo Scudetto sarebbe storico, in Champions dobbiamo fare meglio”
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Inter, al via il raduno senza Khalaili: visite mediche non superate. Marotta carica: “Rivincere lo Scudetto sarebbe storico, in Champions dobbiamo fare meglio”
Il presidente nerazzurro ha presentato la nuova stagione: “Non dobbiamo sentirci appagati. Palestra non ha rispettato l’impegno verbale preso, Milan e Juventus sono competitori reali”. Chivu: “Mercato funzionale alle idee, non devo dimostrare nulla a nessuno”

Cristian Chivu e Giuseppe Marotta, rispettivamente allenatore e presidente dell'Inter

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Milano, 13 luglio 2026 – Il raduno dell'Inter 2026/27 parte con Cristian Chivu e Giuseppe Marotta, rispettivamente allenatore e presidente nerazzurro, in conferenza stampa ad Appiano Gentile. Si ricomincia da campioni d'Italia in carica, unica squadra italiana iscritta a quattro competizioni (Serie A, Coppa Italia, Supercoppa Italiana, Champions League). Con una brutta notizia che arriva nel mezzo dell'incontro coi giornalisti: Anan Khalaili non ha superato le visite di idoneità, bisognerà quindi rituffarsi sul mercato.
"E' per noi un privilegio iniziare la stagione e lo è maggiormente iniziare da campioni in carica - afferma Marotta - Gli obiettivi sono tutti di grande prestigio, dobbiamo cercare di fare molto meglio in Champions League, dove troviamo delle corazzate e quindi partecipiamo sapendo di avere tante difficoltà, ma abbiamo dalla nostra la forza del lavoro. Immaginare di poter rivincere lo Scudetto sarebbe un traguardo storico, abbiamo un nemico interno a noi che è quello di non sentirsi appagati".
Nella griglia Scudetto, il massimo dirigente nerazzurro indica Milan e Juventus, tra le altre, come rivali a cui guardare in campionato. "Non hanno la Champions - evidenzia ancora Marotta -. Lo sottolineo non polemicamente, ma per far capire che i competitor sono forti e l'assenza dalla Champions può avvantaggiarli. Però siamo forti, consapevoli di avere dei professionisti che sanno gestire le tante competizioni".
Il caso Palestra
Marotta non lesina una frecciata a Marco Palestra (e al suo procuratore Alessandro Lucci), a lungo obiettivo primario dei nerazzurri prima che il giocatore scegliesse il Chelsea. "Il caso Palestra è frutto di una scelta fatta dal calciatore, legittimamente venuto meno a un impegno verbale. Il ruolo dell'agente poteva essere più consistente, ma ha scelto questa strada e così perdiamo un patrimonio del calcio italiano perché va in un campionato più competitivo. Parliamo di un vuoto legato a una scelta di Dumfries che ha deciso di passare al Real Madrid ed è quindi una scelta forzata per noi. Sono ottimista sul fatto che la soluzione si troverà al più presto, non dobbiamo farci prendere dall'ansia".
Chivu: “Non temiamo nessuno”
Al fianco di Marotta, Cristian Chivu inizia la stagione puntando su un elemento su tutti. "La cosa più importante è ritrovare la motivazione e aggiungere anche qualcosa in più. Quella passata è stata una stagione importante, abbiamo vinto due trofei ma non vogliamo fermarci qui - dice l'allenatore rumeno - La rosa è competitiva e mantenuta negli anni. I giocatori hanno fatto vedere la qualità che anno e hanno vinto i trofei. Il mercato è funzionale alle idee e alle ambizioni. Gli azzurri già in ritiro? Sono certo avrebbero voluto essere al Mondiale. Ci siamo ancora visti poco perché abbiamo lavorato a gruppi. Mi ha però fatto piacere rivedere tutti. Abbiamo perso alcuni giocatori che hanno fatto la storia della società. Sono stati aggregati alcuni giocatori dall'U23 e dalla Primavera, aspettiamo i reduci del Mondiale. La rosa è competitiva e faremo di tutto per mantenerla tale".
Un anno dopo la prima estate da allenatore dell'Inter, Chivu si ripresenta al secondo raduno nerazzurro della sua carriera da tecnico in prima squadra con due trofei in bacheca. "Non dovevo allora e non devo dimostrare nulla adesso - commenta -. Devo dare un contributo e ripagare la fiducia della società, questo vale anche per il futuro. Ho una grossa responsabilità e io riparte sempre da zero, dai miei doveri verso i ragazzi. Non temiamo nessuno, non lo abbiamo mai fatto. Badiamo a noi stessi e alle nostre ambizioni. So che le avremo e quindi non temo niente".
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