La Juve va oltre Vlahovic: dalle suggestioni Balogun e Brandt alle possibili mosse sul mercato per attacco e centrocampo
TORINO - Una società forte non rincorre Vlahovic. Può accadere il contrario se il centravanti serbo, ancora a spasso, deciderà di non andare in Turchia (Besiktas) o di accettare club non di prima fascia in Premier. Ognuno fa i conti in casa propria e Dusan forse ha già chiuso con il passato, ma lo stesso discorso vale per la Juve: l’offerta a fine maggio era stata recapitata e Vlahovic, con il padre, l’aveva rifiutata. Oggi soltanto l’ex viola potrebbe riaprire il discorso a condizioni economiche inferiori. Il messaggio inviato da Spalletti è stato chiarissimo, in linea con la nuova dirigenza. Non si può più rincorrere Vlahovic e venire meno ai paletti finanziari fissati dall’Uefa e dal piano industriale deciso dalla proprietà Exor. Sollecitato sul tema specifico, il tecnico di Certaldo ha spiegato. "Ciò che appartiene al recinto della mia competenza è stato fatto. Le mie sono valutazioni tecniche, quelle economiche non mi appartengono. Dopo la fine del campionato non ci ho più parlato, ma Dusan sa come la penso su di lui. Mi sembra che le porte dei dirigenti siano spesso aperte, ma per entrare bisogna citofonare".
Porta aperta
Tradotto: se Vlahovic vuole, può tornare e mettersi a tavolino. Le cifre impossibili da superare per la Juve le conosce: 6 milioni il tetto stabilito per Yildiz, premio alla firma e commissioni accettabili. Si parla di una storia complicata da riaprire. Carnevali e Massara stanno lavorando su obiettivi conosciuti (Kolo Muani, Sorloth, Pellegrino) e forse anche non dichiarati. Ecco il capitolo da spiegare. Come si è consumata la trattativa in gran segreto per Celik, Spalletti non ha escluso ulteriori sorprese, per cui è altamente probabile possano venire fuori nomi poco gettonati. Per ipotesi si potrebbe pensare a Guirassy, in uscita dal Borussia Dortmund, per non parlare di Balogun, costoso quasi quanto Kolo Muani, perché il Monaco lo valuta tra i 40 e i 50 milioni. Ecco il punto: a forza di tenere in prima pagina il francese del Psg, di parlare di rilanci e di ritocchi, si rischia di prenderci o di finire fuori strada. Kolo si è promesso alla Juve e la Juve ci pensa, ma va tenuta in considerazione la differenza di quasi venti di milioni per il cartellino. Una voragine difficile da colmare o solo se verranno realizzate certe uscite.
La situazione di Pellegrino
Spalletti vuole due numeri 9. Per Pellegrino proseguono i contatti con il Parma. La società bianconera pare intenzionata a chiudere l’operazione, ha preso tempo ma non troppo. Mollerebbe la presa solo se Vlahovic riaprisse in modo clamoroso al rinnovo, ma le chances sono residue e tanti calciatori svincolati stanno decidendo il proprio destino in queste ore. Celik si è piazzato alla Juve, Dybala ha firmato e presto dovrebbe seguirlo a Trigoria anche Lorenzo Pellegrini. Alla Continassa non concedono riferimenti e non confermano indiscrezioni legate al capitano della Roma.
Ruoli scoperti
Tra le caselle mancanti c’è un trequartista, un numero 10 che sappia inventare l’assist. Kessie è un altro tipo di centrocampista, portato all’inserimento e con qualche gol in canna, può dare carattere e fisicità, a patto di scendere con le richieste ad uno stipendio da 4 milioni. Ieri è spuntata la candidatura di Julian Brandt, trequartista tedesco del Borussia Dortmund. Spalletti chiede due giocatori per ogni ruolo e pensa al 4-2-3-1. Celik parte in alternativa a Kalulu e può muoversi sulla fascia sinistra, per ora coperta da Cambiaso e Cabal. Lucio chiede un terzino sinistro e un difensore centrale mancino per fare coppia con Kelly. Lucumi, il colombiano del Bologna, resta in prima fila. Alla Continassa si dava poco peso al sondaggio del Galatasaray per Bremer, che però potrebbe essere sacrificato. La priorità tra i pali. Su Dibu Martinez non ci sono dubbi e perplessità, la Juve attende si concluda il Mondiale e soprattutto che l’Aston Villa molli, abbassando le pretese per il cartellino.
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