Torna Là fuori, il Festival della Scienza e dell’Arte dedicato a cyborg - Notizie - Ansa.it
Torna 'Là fuori - Festival della
Scienza e dell'Arte' con ospite d'eccezione Neil Harbisson, la
prima persona al mondo riconosciuta come cyborg grazie a un
dispositivo elettronico impiantato nella testa che gli permette
di "sentire" i suoni come colori. Dall'11 al 13 settembre 2026,
a Piazzale delle Gardenie, a Centocelle, a Roma, tre giorni di
eventi gratuiti esploreranno l'intreccio sempre più profondo tra
biologico e tecnologico.
Nato con l'acromatopsia, una rara patologia che impedisce di
percepire i colori, Harbisson per "sentirli" ha progettato e si
è fatto impiantare "un'antenna sensoriale", un'interfaccia
cibernetica che trasforma le frequenze luminose in sonore,
trasmesse al cervello attraverso la conduzione ossea. Dopo aver
raccontato al pubblico cosa significhi vivere da cyborg,
Harbisson darà vita a una performance partecipata con la piazza
di Centocelle, "musicando" i volti delle persone presenti in un
dialogo inedito tra corpo, percezione e tecnologia. "Preferisco
essere cyborg che dea" scriveva la filosofa e docente
statunitense Donna Haraway, caposcuola della teoria del cyborg.
Da questa visione - che esplora il concetto di ibridazione tra
corpo e macchina come una possibilità e non come una perdita -
nasce il tema della quarta edizione estiva del festival, cyborg
appunto.
Gli eventi - organizzati da Insiemi di Scienza Aps, in
collaborazione con TeatroaVista - tra macchine, passeggiate
astronomiche, performance artistico-scientifiche, esperimenti,
teatro, saranno l'occasione per raccontare il rapporto tra corpi
e macchine: dai dispositivi che estendono le nostre capacità
sensoriali e cognitive, alle infrastrutture digitali che
organizzano lavoro, tempo libero, cura e comunicazione, fino
alle tecnologie che ci permetteranno di affrontare la
transizione energetica e monitorare in tempo reale la nostra
impronta ambientale.
"I corpi diventano sempre meno separabili dalle macchine che
li accompagnano, li attraversano e, in alcuni casi, li
modellano" spiega Edwige Pezzulli, astrofisica e comunicatrice
scientifica, di Insiemi di Scienza. "Un processo - aggiunge -
che è sotto i nostri occhi, ma non è né neutro né inevitabile:
per questo Là Fuori sceglie di chiedersi chi è in grado di
comprenderlo, chi può prendere parte alle decisioni che guidano
questa ibridazione, quali interessi vengono messi al centro.
Perché il tema del cyborg non riguarda solo ciò che stiamo
diventando, ma chi decide che 'cyborg' saremo e in che modo
scegliamo, come collettività, di realizzare ciò che desideriamo
davvero diventare".
Oltre al palco centrale, tante le attività diffuse: gazebo
con esperimenti, laboratori per bambini e ragazzi, osservazioni
al telescopio. Tra le novità del 2026, passeggiate
astronomico-artistiche e monologhi interattivi di piazza. E
ancora, una spettacolare installazione sferica di 3,5 metri, che
riproduce fedelmente la superficie del nostro satellite, porterà
la Luna a terra, regalando al pubblico la sensazione di poter
toccare il cielo con un dito.
Là Fuori è realizzato con la partnership scientifica di
Infn-Roma I, Infn-lnf, Ispra, Cnr-Iac, Comics&Science, Ego,
Dipartimento di Fisica - Sapienza Università di Roma.
L'iniziativa è sostenuta da Periferiacapitale ed è realizzata
grazie al finanziamento del Municipio V.
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