ANSA/ La Luna parla europeo, per l’Italia un ruolo in prima fila - Spazio e Astronomia - Ansa.it
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(dell'inviata Sabina Rosset)
Porta il marchio della
Nasa, è partita dalla Florida su un gigantesco razzo americano e
aveva a bordo tre astronauti statunitensi — Reid Wiseman, Victor
Glover e Christina Koch — oltre al canadese Jeremy Hansen. Ma
Artemis II non avrebbe potuto sorvolare il lato nascosto della
Luna e tornare sulla Terra senza la partnership con l'Europa. È
il messaggio portato dall'equipaggio all'Estec, il centro di
ricerca dell'Agenzia spaziale europea a Noordwijk, nei Paesi
Bassi. "Non andiamo sulla Luna senza il team dell'Esa e i nostri
partner europei", ha sintetizzato Howard Hu, responsabile del
programma Orion della Nasa.
Il contributo europeo è parte integrante della navicella:
Orion è composta dal modulo dell'equipaggio e dall'Esm, il
Modulo di servizio europeo che fornisce propulsione, energia e
supporto vitale. Artemis II, primo volo con equipaggio del
programma, è partita il primo aprile ed è ammarata nel Pacifico
l'11 aprile. Nel punto più lontano i quattro astronauti hanno
raggiunto circa 407 mila chilometri dalla Terra, superando il
record di Apollo 13 e diventando gli esseri umani che si sono
spinti più lontano dal nostro pianeta. All'Estec hanno
raccontato quanto l'Esm sia stato decisivo.
Il comandante Wiseman ha ricordato l'attesa, pochi minuti
dopo il decollo, del segnale che ne confermava l'attivazione:
senza quel sistema sarebbe scattato l'aborto automatico. Glover,
pilota della missione, ha detto che il modulo "volava come un
sogno", persino meglio di quanto previsto dopo tre anni di
simulazioni. Koch ha sottolineato che quasi tutti i dati di
telemetria osservati dall'equipaggio provenivano dall'Esm.
L'accensione che ha proiettato Orion verso la Luna è stata tanto
precisa da rendere inutili due successive correzioni di
traiettoria. Dietro il risultato ci sono tredici Paesi dell'Esa
e oltre cento realtà industriali.
L'Italia ha un ruolo di primo piano. Sara Pastor,
responsabile del gruppo dei progetti lunari dell'Esa, ha
spiegato all'ANSA che Thales Alenia Space partecipa alla
struttura del modulo, al controllo termico e ai sistemi per
acqua, ossigeno e azoto. Leonardo realizza i pannelli
fotovoltaici e le unità che distribuiscono l'energia a bordo. La
tappa successiva sarà Artemis III, prevista nel 2027, con
l'italiano Luca Parmitano selezionato come pilota, insieme a
Randy Bresnik, Frank Rubio e Andre Douglas: per la prima volta
un astronauta dell'Esa sarà pilota di una missione Artemis: "un
passo storico per l'Europa", ha detto il direttore generale
dell'Agenzia, Josef Aschbacher. Artemis III non porterà ancora
astronauti sulla superficie lunare, ma testerà l'incontro e
l'attracco con i sistemi di allunaggio di SpaceX e Blue Origin,
preparando il successivo ritorno sulla Luna. L'Esm-3 è già al
Kennedy Space Center per gli ultimi test.
Per Parmitano sarà il passaggio di testimone dall'equipaggio
di Artemis II. "Non siete entusiasti quanto noi quattro nel
vedere Luca, Randy, Frank e Andre volare con Artemis III", ha
assicurato Wiseman. L'allunaggio è affidato ad Artemis IV,
previsto nel 2028. "Stiamo lavorando per poter avere un europeo
sulla superficie lunare", ha detto Pastor, sottolineando che
Parmitano sarà "fondamentale per preparare l'allunaggio". Dalla
distanza dalla Terra, Hansen ha tratto invece il messaggio più
politico della giornata: dallo spazio dominano il blu degli
oceani e le nubi cancellano i confini. Lassù "non pensavo più a
un Paese, pensavo soltanto a un pianeta". "Quando oggi guardo le
notizie penso: 'È semplicemente sbagliato. Non possiamo
continuare a spendere energie per distruggere'".
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