C’è un errore nella struttura dell’Universo? Lo chiamano Asse del Male e punta verso la terra
L’Universo, osservato su distanze immense, dovrebbe apparire simile in ogni direzione. È uno dei pilastri della cosmologia moderna: non esisterebbero punti di osservazione privilegiati né orientamenti speciali ma nella radiazione cosmica di fondo c'è qualcosa che non torna.
La luce liberata circa 380.000 anni dopo il Big Bang, continua a emergere una struttura che sembra contraddire questa regola. Alcune grandi variazioni di temperatura del cielo risultano infatti disposte lungo un asse comune che, sorprendentemente, appare collegato anche alla geometria del nostro Sistema solare.
Per studiare questa antichissima radiazione, gli astronomi dividono le sue irregolarità in configurazioni chiamate multipoli. Le due più grandi, note come quadrupolo e ottupolo, dovrebbero avere orientamenti casuali. Le mappe realizzate prima dalla missione WMAP della NASA e poi dal satellite Planck dell’Agenzia spaziale europea hanno invece mostrato che queste strutture sembrano allinearsi tra loro. Insolito è il loro rapporto con il piano dell’eclittica, lungo il quale la Terra e gli altri pianeti orbitano attorno al Sole, e con la direzione del movimento del Sistema solare rispetto alla radiazione cosmica.
L’anomalia è stata soprannominata “Asse del Male”, un nome volutamente provocatorio introdotto nel 2005. Il problema è che un orientamento preferenziale su scala cosmica metterebbe in discussione l’idea di un Universo statisticamente isotropo. Questo non significa che la Terra sia davvero al centro del cosmo, ma segnala che nei dati potrebbe nascondersi qualcosa che i modelli attuali non spiegano.
Una recente analisi ha confrontato otto mappe del cielo, comprendendo le principali pubblicazioni di WMAP e Planck. Gli allineamenti tra i multipoli più bassi sono risultati persistenti, mentre altre anomalie direzionali sono comparse con significatività moderata. Gli autori avvertono però che cercare molti schemi aumenta la probabilità di trovarne qualcuno per puro caso.
Le spiegazioni restano diverse. Potrebbe trattarsi di una rara fluttuazione statistica, di contaminazioni residue prodotte dalla Via Lattea, di effetti locali legati al Sistema solare o di errori nella ricostruzione delle mappe. L’ipotesi più affascinante chiama invece in causa una fisica ancora sconosciuta.
Le misure della polarizzazione ottenute da Planck non hanno confermato chiaramente il fenomeno, ma neppure lo hanno eliminato. Intanto una struttura cosmica lunga 23 milioni di anni luce ci mette in difficoltà.
Apple AirTag (seconda generazione): utile per localizzare portac è uno dei più venduti oggi su