Danni per la grandine all’auto, cosa fare e come prevenire
Introduzione
Una violenta grandinata ha colpito la Brianza intorno alle 4:30 di venerdì 17 luglio 2026, con chicchi grossi come uova che hanno devastato l'asse tra Cesano Maderno e il bacino del Seveso. Decine di auto parcheggiate in strada hanno riportato carrozzerie ammaccate, fari distrutti, parabrezza e lunotti in frantumi. Danni anche a Desio, Meda, Barlassina, Limbiate, Ceriano Laghetto e Solaro, dove le raffiche hanno abbattuto alberi finiti sulle carreggiate. L'evento era stato annunciato dalle previsioni e preceduto dalle allerte della Protezione civile regionale. Ma quali polizze coprono davvero i danni da grandine? Chi risponde se un albero cade sull'auto? E quanto costa rimettere a posto la carrozzeria? Ecco cosa c'è da sapere.
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Quello che devi sapere
Cosa è successo in Brianza
Il fronte temporalesco ha investito il territorio tra il Milanese e la Monza Brianza nel cuore della notte, con l'impatto più violento intorno alle 4:20-4:30 di venerdì 17 luglio 2026. I danni maggiori si registrano a Cesano Maderno e Seveso: nel quartiere di Binzago si contano vetri di auto rotti, tetti e pannelli fotovoltaici colpiti, tapparelle bucate. La perturbazione ha poi proseguito verso Est, su Seregno, Arcore e il Vimercatese, in direzione della Bergamasca. Alle prime luci dell'alba lo scenario lungo le strade era quello di decine di vetture con carrozzerie profondamente ammaccate.
Rc auto e Kasko: perché non bastano
La responsabilità civile auto, obbligatoria per tutti, risarcisce esclusivamente i danni provocati a terzi: se è la propria vettura a essere colpita dalla grandine o da altri agenti atmosferici, non scatta alcun rimborso. Nemmeno la Kasko, contrariamente a quanto molti automobilisti credono, interviene automaticamente su questo tipo di sinistro. Per essere tutelati servono coperture accessorie specifiche, che vanno acquistate separatamente.
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La polizza eventi atmosferici: cosa copre e quanto costa
Per ottenere il risarcimento dei danni alla carrozzeria occorre sottoscrivere la garanzia Eventi atmosferici o Eventi naturali. Il perimetro è ampio: oltre alla grandine rientrano tempeste, bufere, uragani, trombe d'aria, frane, valanghe, slavine, alluvioni e inondazioni. L'indennizzo deve corrispondere al valore commerciale del veicolo al momento della calamità, decurtato però delle franchigie e degli scoperti previsti dal contratto.
La polizza cristalli per i vetri
I danni a parabrezza, lunotto e finestrini rientrano nella garanzia cristalli, anch'essa facoltativa. Il proprietario può stipularla in qualsiasi momento, anche in una data diversa da quella della Rc auto e presso una compagnia differente da quella che assicura il veicolo. Il costo si aggiunge a quello della polizza obbligatoria e oscilla generalmente tra i 50 e i 90 euro l'anno, con variazioni da compagnia a compagnia. Un dettaglio spesso trascurato riguarda la ripetibilità: diversi contratti limitano il numero di sinistri risarcibili nell'arco dell'annualità, di norma uno o due, oppure fissano un tetto di spesa complessivo che si esaurisce cumulando gli interventi. Non è una regola di legge, ma una clausola contrattuale: va verificata caso per caso prima della sottoscrizione.
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Franchigie, scoperti e massimali: le voci che riducono il rimborso
Sottoscrivere la copertura non equivale a incassare l'intero importo del danno. Dalla somma liquidata vanno sottratti lo scoperto, cioè la percentuale che resta a carico dell'assicurato, e la franchigia, l'importo fisso non indennizzabile. È inoltre frequente la previsione di un massimale: superata quella cifra, le spese di riparazione o sostituzione tornano interamente a carico del proprietario. Sono clausole da verificare prima della firma, non dopo il temporale.
Perché serve il bollettino ufficiale per ottenere il risarcimento
Le compagnie non liquidano il sinistro sulla sola parola dell'assicurato. Perché il rimborso scatti è necessario che l'evento atmosferico risulti certificato da un centro meteorologico ufficiale attraverso un bollettino, e che sia stato riscontrato da più automobilisti nella stessa area. È la ragione per cui, dopo una grandinata come quella brianzola, la documentazione fotografica dei danni e la registrazione ufficiale del fenomeno diventano decisive per la pratica.
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Le allerte regionali: a cosa servono davvero
L'allerta meteo non è una previsione, ma un atto del sistema di protezione civile: il Centro funzionale della Regione la dirama sulla base dei modelli previsionali per attivare i piani comunali di emergenza e informare la popolazione. Nei giorni precedenti la grandinata brianzola la Lombardia era stata interessata da avvisi per temporali, con segnalazione esplicita del rischio grandine e raffiche di vento. Il messaggio ha una funzione operativa: mettere i cittadini nelle condizioni di adottare comportamenti di autoprotezione, come ricoverare l'auto in garage o evitare la sosta sotto gli alberi.
Alberi caduti sull'auto: chi paga
Se un albero si abbatte su una vettura, la responsabilità è disciplinata dall'articolo 2051 del Codice civile: l'ente proprietario dell'area risponde in quanto custode, salvo dimostrare il caso fortuito. L'allerta meteo diramata prima dell'evento contribuisce a qualificare il fenomeno come eccezionale, ma la Cassazione ha più volte escluso l'esimente quando la pianta risultava malata o priva di manutenzione: l'allerta non produce un esonero automatico. Sul fronte opposto, l'avviso preventivo può fondare un concorso di colpa dell'automobilista che, pur informato, abbia parcheggiato sotto un albero.
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Riparare i danni: tirabolli e vetri
Le ammaccature da grandine si possono spesso eliminare senza sostituire pezzi di carrozzeria, ricorrendo al tirabolli: sfruttando l'effetto memoria della lamiera, l'artigiano specializzato riporta in sede le porzioni cedute senza intaccare la verniciatura. Il limite è la vernice: se presenta crepe, l'intervento rischia di restituire una superficie liscia ma destinata ad arrugginire. Più complessa la partita dei cristalli: esistono resine che bloccano la propagazione delle piccole crepe, ma su danni estesi o vetri sfondati resta solo la sostituzione.
Quanto costa: da 400 a oltre 5.000 euro
Non esiste un tariffario: la spesa dipende dall'entità delle ammaccature, dal tipo di cristallo da sostituire, dal modello di auto e dall'officina scelta. In linea generale si va da un minimo di circa 400 euro fino a superare, in alcuni casi anche largamente, i 5.000 euro. Il consiglio è raccogliere più preventivi presso officine diverse prima di affidare il lavoro.
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