Dibu Martinez-Juve oltre le parole: l’Aston Villa frena, ma c’è ancora spazio

Si sblocca il mercato della Juve. La cessione di Muharemovic al Leeds per 40 milioni ne porta 20 nelle casse bianconere. E di questi tempi sono oro. Una notizia buona e una meno, sempre dall’Inghilterra. «Non vogliamo cedere Dibu questa estate, resterà con noi». Così ha parlato, ieri, al portale 365Scores.com il direttore dell’area professionale dell’Aston Villa, Damian Vidagany. Senza giri di parole, anche se alle parole, nel calciomercato, bisogna riuscire a dire il giusto peso perché possono essere la parte meno autentica del copione. Significa che il portiere dell’Argentina non vestirà al cento per cento la maglia della Juve? La risposta è… calma. Certo, sir Vidagany non ha propriamente fatto una di quelle uscite che allineano i pianeti mettendo in discesa una negoziazione. C’è chi però dalla stessa Inghilterra (a proposito del peso delle parole) raccoglie aneddotiche sulle smentite perentorie arrivate sempre del dirigente spagnolo dei Villans (un ex giornalista) a loro volta smentite dai fatti, come nel caso di Jhon Duran.

La strategia della Juve

E per quanto formalmente da Torino abbiano preso atto della chiusura, l’idea di un tatticismo di fondo ha tutta la ragion d’essere andando a ricostruire la storia di una trattativa che mediaticamente non è piaciuta agli inglesi, soprattutto per la parte della narrazione che li vedeva disposti a cedere anche sugli aspetti economici per far partire Dibu. Da qui la reazione di pancia. Ma seppur la Juve ieri abbia riacceso l’opzione Vicario con nuovi e più approfonditi contatti, Dibu Martinez resta in pista, eccome. Ma a questo punto, serve che l’Aston Villa si metta seriamente a negoziare per chiudere. Altrimenti virare diventerà inevitabile. Restando in difesa, il preferito della dirigenza bianconera si conferma sempre Lucumí del Bologna. Il centrale colombiano continua a dare priorità alla Juve e ha già mandato segnali sul suo desiderio di lavorare con Spalletti.

Juve, l'attacco

Due posti, tre candidati. Il borsino di giornata bianconero sul fronte offensivo viaggia tra conferme e ritorni di fiamma. Spalletti vuole due terminali. Mateo Pellegrino è, dei tre in corsa, l’obiettivo più vicino. Juve e Parma hanno parlato e continuano a farlo, fino ad oggi non c’è ancora stato il vero e proprio affondo per chiudere, ma l’operazione può decollare da un momento all’altro. Un ruolo all’interno dell’affare lo potrà avere Miretti. La formula potrebbe essere quella del prestito con obbligo. Pellegrino ha caratteristiche che si sposano con Kolo Muani, il candidato storico per l’attacco bianconero, ma quello rispetto al quale la situazione di stallo permane se non con piccoli spostamenti in favore della Juve, ma ancora troppo piccoli per gridare alla vittoria. Carnevali sta mettendo in campo tutta la sua diplomazia e lo stesso fa Massara: un lavoro ai fianchi costante. Il tempo però passa, il giocatore vuole la Juve, ma questa ha tutta l’aria di essere una trattativa in cui irrigidirsi crea effetti contrari. Serve strategia per abbattere una distanza di 15 milioni o giù di lì. Certo se c’è una settimana per provare ad avvicinarsi è quella in corso. E vediamo che ruolo giocheranno i 20 milioni di Muharemovic. Il terzo candidato (che ritorna anche lui) è Sorloth: il Mondiale della Norvegia è finito, la squadra è tornata in Europa e da qui l’attaccante potrà far sentire meglio la sua voce all’Atletico Madrid per spingere verso la Juve: qui la distanza domanda-offerta è più contenuta, intorno i 5-7 milioni.

Anche il nome di Balogun è girato: piace, costa 50 milioni. Punto e a capo. Ultima riflessione sui parametri zero. Kessie a queste condizioni e con le cifre chieste dal giocatore e dall’entourage, non si farà mai alla Juve (e altrettanto difficilmente in Italia). Ma se i numeri dovessero cambiare e diventare più “umani”, i bianconeri potrebbero pensarci. Massara ha avuto l’ivoriano al Milan.


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