Dopo il rogo la solidarietà corre sul web - L’Unione Sarda.it
San Gavino.
19 luglio 2026 alle 00:34
Seimila euro raccolti per la famiglia con bambini che ha perso auto e attrezzatureIn poche ore l’incendio nelle campagne di San Gavino Monreale ha distrutto i sogni e il lavoro di una vita di Selena Corrias e Silvio Comida a Gibaregus, una zona non lontano dal paese. Tutto sembrava essere andato perduto per sempre, ma una grande catena di solidarietà permetterà a questa famiglia, che ha due bambini di 5 e 10 anni, di ripartire grazie a due distinte raccolte di fondi. Selena con i figli è riuscita a fuggire prima che le fiamme arrivassero alla casa: «Il giorno dell’incendio – racconta - mio marito era uscito verso le 14 per prendere il treno diretto a Oristano, dove lavora in una palestra come personal trainer. Ho visto il nostro boschetto di eucaliptus prendere fuoco e ho gettato acqua sulle bombole di gas». I mezzi antincendio sono arrivati, la famiglia si è allontana prima che il fuoco la imprigionasse. Distrutti anche l’auto di famiglia e il container di legno che conteneva la strumentazione (mixer, console, casse, monitor, luci e tanti altri strumenti) che Corrias usa per lavoro: «Il fuoco è arrivato dalla strada cosparsa di erbacce alte, invece i nostri terreni erano puliti».
Aiuti immediati
Subito il vicinato ha iniziato a raccogliere denaro: «Ci hanno aiutati tantissimo», si commuove Corrias: «Molti si sono mobilitati per collegarci l’energia elettrica e l’acqua, poi abbiamo aggiustato il pollaio. Sono partite due raccolte di fondi: la prima promossa dalla mia amica Virginia Fenu». Ad oggi le donazioni su Gofundme hanno raggiungo 3.806 euro». Non è l’unico aiuto: una seconda sottoscrizione è portata avanti da Marco Orrù e ha raccolto per ora altri 2.580 euro sulla stessa piattaforma, come spiega Silvio Comida: «Questa grande generosità ci ha colpiti tantissimo. La seconda raccolta è stata avviata dal figlio del titolare della palestra dove lavoro a Oristano. Con le donazioni riacquisteremo un’auto e rifaremo l’impianto elettrico e idraulico, ma prima ancora metteremo in sicurezza l’area per proteggerla da altri roghi. Il giorno dell’incendio», aggiunge Comida, «stavo andando al lavoro e sono tornato indietro: ho visto bruciare l’auto e il container in cui si trovavano le mie attrezzature da lavoro per prestazioni artistiche. Sono andati in fumo 19 anni di lavoro. I nostri vicini e tante altre persone non ci hanno lasciato soli».
La vicinanza
I tanti piccoli aiuti sono un segnale concreto per far ripartire la famiglia: «In pochissimo tempo – scrive Marco Orrù - le fiamme hanno distrutto l'auto e l’attrezzatura nel container». Il rogo non ha risparmiato nemmeno il loro pollaio e qualche animale. Ogni piccolo contributo, anche il minimo, è fondamentale per aiutarli a ricomprare ciò che hanno perso e per mostrare a Silvio Comida, a sua moglie Selena Corrias e ai loro piccoli che non sono soli.
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