La prossima rivoluzione dell’auto? Parte dal pneumatico e parla italiano
Pirelli, Bosch e Pagani sviluppano il Cyber Tyre, il sistema che trasforma la gomma in un sensore intelligente capace di dialogare con l'elettronica della vettura. Oggi debutta su una hypercar, domani potrebbe arrivare sulle auto di tutti i giorni
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L'intelligenza artificiale, i radar, le telecamere e la guida autonoma stanno cambiando il volto dell'automobile. Ma una delle innovazioni più interessanti presentate negli ultimi anni nasce da un componente che esiste da quando esiste l'auto stessa: il pneumatico.
Pirelli ha scelto la Pagani Utopia Roadster per portare al debutto Cyber Tyre, una piattaforma sviluppata insieme a Bosch Engineering che trasforma ogni pneumatico in una sorgente continua di dati. Non è un semplice sensore di pressione evoluto, ma un sistema capace di comunicare all'automobile quale pneumatico è installato, la sua temperatura reale, la pressione di esercizio e altri parametri dinamici che vengono elaborati in tempo reale dall'elettronica di bordo.
La conseguenza è tutt'altro che marginale. Per la prima volta ABS, controllo di stabilità, controllo di trazione e gestione della coppia possono adattare il proprio funzionamento al pneumatico realmente montato sulla vettura, superando quei compromessi che fino a oggi hanno accompagnato lo sviluppo dei sistemi elettronici.
“Pirelli Cyber Tyre è il primo sistema al mondo basato su pneumatici con sensori integrati che raccolgono dati e li trasmettono al veicolo processandoli in tempo reale”, spiega Andreas Domesle, Senior Expert Bosch Engineering. “Siamo orgogliosi di collaborare con un innovatore come Pirelli. Questa collaborazione sprigiona tutto il potenziale dei pneumatici intelligenti e definisce nuovi standard in termini di prestazioni, comfort e sicurezza”.
La prima applicazione non poteva che arrivare su una vettura estrema come la Pagani Utopia Roadster, spinta da un V12 biturbo AMG da 864 cavalli e 1.100 Nm di coppia. Una potenza che rende evidente quanto il comportamento del pneumatico condizioni quello dell'intera automobile.
“Quando abbiamo iniziato questo progetto con Pirelli ci abbiamo creduto subito”, racconta Horacio Pagani. “Fino all'arrivo del Cyber Tyre dovevamo mettere a punto i controlli elettronici cercando il miglior compromesso possibile. Oggi la vettura riconosce immediatamente il pneumatico montato e può sfruttarne pienamente il potenziale sia in termini di prestazioni sia di sicurezza”.
Il punto di svolta, infatti, non è soltanto conoscere lo stato della gomma, ma utilizzare queste informazioni per intervenire prima che si presenti una situazione critica. Se il pneumatico è ancora freddo, se il fondo offre poca aderenza oppure se le condizioni cambiano rapidamente, il software può modificare la risposta del motore e dei controlli dinamici prima ancora che il guidatore percepisca il problema.
sottolinea ancora Pagani. “Stiamo lavorando con Bosch ai prossimi sviluppi. Uno degli obiettivi è arrivare a una vettura capace di riconoscere automaticamente quando il pneumatico incontra neve o fondi a bassa aderenza, modificando la coppia motrice senza alcun intervento del conducente”.
Le prospettive vanno ben oltre il mondo delle hypercar. Pirelli sta sviluppando nuove funzioni dedicate al riconoscimento dell'aquaplaning, al monitoraggio dell'usura, all'integrazione con sistemi di visione artificiale e alla gestione delle infrastrutture stradali attraverso i dati raccolti direttamente dai pneumatici. Un ecosistema destinato ad alimentare i futuri sistemi ADAS e, in prospettiva, la guida autonoma.
Secondo Horacio Pagani il percorso è appena iniziato. “Oggi sfruttiamo circa il 20% delle potenzialità del sistema. Ogni anno introdurremo nuove funzionalità”.
È una previsione che racconta bene la portata del progetto.
Come accadde in passato per ABS, airbag ed ESP, anche questa tecnologia nasce sulle vetture più esclusive, ma l'obiettivo è molto più ambizioso: trasferire nel tempo le stesse soluzioni sulle automobili di grande diffusione. Se accadrà, la prossima rivoluzione della sicurezza stradale parlerà italiano e partirà proprio dal punto in cui ogni viaggio comincia: il contatto tra il pneumatico e l'asfalto.
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