Legge elettorale, la riforma al Senato con il nodo preferenze
Il testo approderà a Palazzo Madama la prossima settimana, dove la commissione Affari Costituzionali inizierà subito l’esame. Intanto nel centrodestra si ragiona invece su due opzioni per le elezioni politiche: o la tarda primavera oppure l’autunno del 2027, alla scadenza naturale della legislatura
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Dopo il via libera della Camera alla riforma della legge elettorale, il testo approderà al Senato la prossima settimana. Appare probabile che i lavori in commissione partano subito: "Appena il provvedimento sarà assegnato alla Affari Costituzionali inizieremo a lavorarci con entusiasmo e determinazione, nel rispetto delle regole e delle prerogative di tutte le forze politiche comprese quelle di opposizione”, ha spiegato presidente della commissione Andrea De Priamo, di Fratelli d’Italia. L’obiettivo del centrodestra sembra quello di portare l'esame il più avanti possibile, magari riuscendo a lasciare per la ripresa in autunno solo quello dell'Aula. A meno che non si renda necessaria una terza lettura, che inevitabilmente allungherebbe l’iter di approvazione. Intanto però continuano le manovre politiche intorno alla riforma, e in particolare le strategie da adottare in vista delle elezioni politiche.
Le ipotesi verso le elezioni
L’idea del centrodestra sembra essere quella di non andare al voto a marzo o aprile del prossimo anno, come spiegato da una fonte qualificata della coalizione. Si ragiona invece su due opzioni, o la tarda primavera o l’autunno del 2027: non viene quindi esclusa la possibilità di un election day con le amministrative che coinvolgerò, tra le altre, anche Roma e Milano. Per ora, soprattutto in Fratelli d'Italia, si guarda al 4 settembre quando il governo guidato da Giorgia Meloni diventerà il più longevo della storia della Repubblica italiana: il partito sta già organizzando una due giorni ad hoc per celebrare l'evento, che si svolgerà appunto il 4 e 5 settembre. Inoltre l’attenzione è rivolta anche al 20 settembre, cioè la data entro cui bisogna presentare il Piano strutturale e di bilancio a medio termine alla Commissione Europea: sarà necessario capire se l’Italia potrà uscire dalla procedura per deficit eccessivo, liberando così più risorse da inserire nella Legge di Bilancio.
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Il piano di Giorgia Meloni
Guardando invece alla politica interna, la premier Meloni ha fatto capire agli alleati di non avere intenzione a essere logorata da qui alla data delle elezioni. Il nodo più complicato da sciogliere è proprio quello dell'iter della legge elettorale, ancora legato al tema delle preferenze. "Giorgia Meloni ha detto che dopo l'approvazione della legge elettorale alla Camera avremmo fatto una riflessione e faremo una riflessione", ha spiegato il responsabile Organizzazione di FdI, Giovanni Donzelli. La decisione verra' presa la prossima settimana, magari con un vertice tra i leader, ma nel centrodestra aumentano i dubbi sulla possibilità di inserire le preferenze nel testo nel passaggio al Senato. Diverse le incognite e le possibili difficoltà sul percorso, a partire dalla potenziale terza lettura alla Camera dove la maggioranza si è già divisa sul tema.
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Le posizioni di Forza Italia e Lega
Del resto, sembrano permanere alcune perplessità: per Stefano Benigni di Forza Italia “questa legge e' un giusto punto di caduta, rispetta i dettami della Corte costituzionale e anche la rappresentanza. Mi auguro che dalla seconda settimana di settembre finisca questo sterile dibattito sulle preferenze e si riprenda a parlare di temi che interessano sul serio i cittadini. Poi ci meravigliamo se Vannacci sale nei sondaggi...". Nella Lega c’è chi fa un ragionamento simile: “Se le preferenze non sono passate alla Camera è inutile riprovarci al Senato", ha detto uno dei big del partito di via Bellerio. Salvini però è tornato ad aprire: "Spero che ci sia la possibilità di recuperare anche l'indicazione, a qualche titolo, delle preferenze per lasciare ancora più libertà di scelta ai cittadini”.