Pensionato accoltellato a morte per litigio stradale, fermato confessa
Svolta nelle indagini sull'omicidio di Antonio Greco, il pensionato di 79 anni ucciso a coltellate giovedì sera a Collegno, nel Torinese. L'uomo fermato nella notte dai carabinieri, un 51enne residente nello stesso comune, ha confessato il delitto ed è stato arrestato. All'origine dell'aggressione una lite scoppiata per l'improvviso attraversamento della carreggiata da parte della vittima e del figlio
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Ha confessato il delitto ed è stato arrestato il 51enne fermato nella notte dai carabinieri per l'omicidio di Antonio Greco, il pensionato di 79 anni ucciso a coltellate nella tarda serata di giovedì a Collegno, in provincia di Torino. Anche l'uomo finito in manette risiede nello stesso comune alle porte del capoluogo piemontese. All'origine dell'aggressione, secondo la ricostruzione degli investigatori, ci sarebbe una lite nata per questioni di viabilità.
La dinamica
Greco stava attraversando la carreggiata insieme al figlio quando l'auto guidata dal presunto assassino è stata costretta a una brusca frenata. Da lì è nato il diverbio, degenerato fino all'aggressione: l'anziano è stato colpito al petto con un fendente. L'aggressione è avvenuta in piazza IV Novembre, all'angolo con via Tampellini.
Il figlio ferito
Nel tentativo di sedare la lite è intervenuto il figlio della vittima, 52 anni, che ha riportato una ferita lieve a un braccio provocata dalla stessa arma. È stato trasportato all'ospedale Martini di Torino: le sue condizioni non destano preoccupazione. Per il padre, invece, non c'è stato nulla da fare: i soccorritori, arrivati sul posto insieme ai carabinieri della Compagnia di Rivoli, hanno potuto soltanto constatarne il decesso.
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Le indagini e la confessione
Gli accertamenti sono scattati nell'immediatezza. Grazie all'attività investigativa e alle testimonianze raccolte sul posto, i militari dell'Arma sono riusciti a rintracciare il 51enne già nel corso della notte. Portato in caserma, l'uomo ha ammesso le proprie responsabilità. La sua posizione è ora al vaglio dell'autorità giudiziaria.