Sicurezza, via al Ddl anti maranza: stop risarcimenti a chi delinque

Il Governo approva il nuovo pacchetto sicurezza: fermo preventivo per le baby gang, sgomberi veloci per le seconde case e tutele per aggrediti.

Il Consiglio dei Ministri ha approvato con procedura d’urgenza un nuovo e massiccio disegno di legge dedicato alla sicurezza pubblica e al contrasto del disagio giovanile. Il provvedimento introduce un pacchetto di norme molto severe per arginare il fenomeno delle baby gang, accelera le procedure di sgombero per le case occupate e cancella in modo definitivo il diritto al risarcimento per i ladri o i rapinatori feriti dalle loro vittime. Le Forze dell’ordine acquisiscono nuovi poteri di fermo e identificazione per prevenire disordini nei luoghi pubblici.

Indice

  • Stop ai risarcimenti per ladri e rapinatori
  • Stretta sui maranza: avvisi orali e divieti
  • Il nuovo fermo preventivo per l’identificazione
  • Danneggiamenti e nuove tutele per i giornalisti
  • Sgomberi veloci estesi anche alle seconde case
  • Prevenzione giovanile e potenziamento dei presidi

Stop ai risarcimenti per ladri e rapinatori

Il testo interviene in modo netto sul Codice civile per sanare una anomalia giuridica molto dibattuta. La nuova legge esclude il diritto al risarcimento del danno in favore di chi subisce lesioni a opera della persona offesa nel momento esatto in cui commette delitti di particolare gravità. La lista dei reati include la violenza sessuale, il furto in abitazione, la rapina e il sequestro di persona a scopo di estorsione. Per tradurre la norma in un esempio pratico, se un cittadino sorprende un ladro all’interno del proprio appartamento e, nel tentativo di difendersi, provoca una ferita all’aggressore, quest’ultimo perde ogni diritto di chiedere un indennizzo economico in tribunale. La misura prende chiara ispirazione da noti casi di cronaca, come la vicenda del gioielliere Mario Roggero, condannato a versare oltre tre milioni di euro ai familiari dei rapinatori uccisi all’interno del proprio negozio.

Stretta sui maranza: avvisi orali e divieti

Il provvedimento affronta di petto il fenomeno dei gruppi giovanili violenti. La norma modifica in modo diretto il codice antimafia (art. 3 del D.Lgs. 6 settembre 2011, n. 159) e assegna poteri inediti al questore. Quando un gruppo composto da cinque o più persone assume comportamenti intimidatori, violenti o di grave molestia in piazze, strade o locali aperti al pubblico, scatta l’allarme preventivo. Il questore ha la facoltà di emettere un avviso orale e imporre il divieto formale di radunarsi. Questa sanzione si applica in modo specifico contro chi ha già ricevuto misure di prevenzione nei cinque anni precedenti o contro chi ha riportato condanne, anche non definitive, per delitti contro la persona o il patrimonio commessi in luoghi pubblici.

Il nuovo fermo preventivo per l’identificazione

Un altro pilastro della riforma amplia il raggio d’azione delle divise in strada, con una modifica mirata alla legge sulle misure di prevenzione (art. 11-bis del D.L. 59/1978, aggiornato dal D.L. 23/2026). Le Forze dell’ordine ottengono il potere di accompagnare e trattenere i sospettati all’interno degli uffici di polizia per procedere all’identificazione forzata. Questa misura eccezionale si attiva in occasioni di grande afflusso di pubblico, come concerti, manifestazioni o movida notturna. Gli agenti possono bloccare chiunque rappresenti una fonte di concreto pericolo per la sicurezza, un rischio valutato sulla base di elementi tangibili come il possesso di armi da taglio o la presenza di precedenti penali legati agli stupefacenti. Il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha confermato che tale facoltà spetta a tutti gli agenti impegnati nell’ordine pubblico, compresi gli operatori della Polizia locale.

Danneggiamenti e nuove tutele per i giornalisti

Il disegno di legge inasprisce in modo sensibile il trattamento sanzionatorio per diverse categorie di illeciti. In primo luogo, la legge crea una nuova fattispecie aggravata per il danneggiamento di gruppo. Se cinque o più persone devastano vetrine, auto o arredi urbani, scattano pene più severe e le autorità hanno il potere di eseguire l’arresto attraverso lo strumento della flagranza differita, ovvero sulla base di video o foto analizzati nelle ore successive al fatto. Inoltre, il testo introduce nuove circostanze aggravanti comuni per punire con maggiore severità chi commette reati specifici:

  • delitti non colposi contro la vita, l’incolumità e la libertà morale a danno di giornalisti e direttori di testata a causa del loro lavoro;

  • delitti commessi da immigrati irregolari in palese violazione di un provvedimento di rimpatrio o di un divieto di reingresso in Italia.

Cambia infine la regola per le lesioni personali lievi provocate ad agenti o ufficiali di polizia: lo Stato procede d’ufficio per punire l’aggressore, senza più attendere la querela di parte del poliziotto ferito.

Sgomberi veloci estesi anche alle seconde case

La tutela della proprietà privata subisce una decisa accelerazione contro il fenomeno delle occupazioni arbitrarie. Fino a oggi, la procedura d’urgenza per liberare un immobile con l’intervento immediato delle forze di polizia si applicava solo nel caso in cui la vittima perdesse la propria unica e principale abitazione. La riforma cancella questo limite. Il meccanismo accelerato di sgombero e reintegro nel possesso diventa valido per tutte le tipologie di immobili, con una tutela immediata estesa per la prima volta anche alle seconde case, ai garage o ai locali commerciali.

Prevenzione giovanile e potenziamento dei presidi

Il provvedimento non si esaurisce nella sola repressione, ma prova a intervenire sulle radici del disagio sociale. La legge istituisce una rete territoriale di alleanza educativa all’interno dei Centri per la famiglia. Questo progetto lavora a stretto contatto con le scuole per combattere la povertà educativa e l’emarginazione nei quartieri più difficili. Sul fronte dell’ordine pubblico, il Viminale ha predisposto un piano di rafforzamento per gli organici della Polizia di Stato. Il testo disciplina l’uso dei droni per la vigilanza dall’alto, aumenta i controlli lungo i litorali e sulle reti ferroviarie, oltre a rivedere i percorsi di carriera e i benefici assistenziali per gli agenti. Un impianto normativo vasto e severo che ha sollevato le critiche delle forze di opposizione in Parlamento. I detrattori accusano l’esecutivo di preferire un approccio quasi esclusivamente punitivo, con un forte allarme per la compressione delle libertà individuali causata dai nuovi poteri di fermo affidati alle forze dell’ordine.