Un altro pilastro dell’industria tedesca chiude una fabbrica: 216 dipendenti a casa - HDmotori.it
Non c’è pace per il settore dell’industria automobilistica tedesca, per anni la locomotiva dell’Europa intera e non soltanto della Germania. Oggi, però, i tempi d’oro sono un ricordo agrodolce perché adesso bisogna fronteggiare una crisi quasi senza precedenti. Il terremoto che sta sconquassando il Gruppo Volkswagen e l’intera automotive teutonica non fa sconti neppure alle aziende di componentistica. L’ultima “vittima” di questo momento buio è Magna, uno dei più grandi fornitori automobilistici a livello mondiale, che ha annunciato la chiusura definitiva e in anticipo sui tempi dello stabilimento situato a Dorfprozelten, nella Bassa Franconia. Purtroppo, ben 216 dipendenti perdono il proprio impiego.
Una chiusura non senza polemiche
La notizia della dismissione anticipata della fabbrica di Magna ha destato scalpore perché giunge in aperta violazione di un percorso di salvataggio che sembrava aver dato i suoi frutti appena pochi anni fa. Nel 2023, infatti, l’azienda e il sindacato IG Metall avevano raggiunto un’intesa per garantire la continuità dell’impianto fino alla fine del 2028.
Quell’accordo, che aveva già richiesto il sacrificio di circa 200 posti di lavoro, era stato accettato dai dipendenti proprio con la speranza di proteggere il futuro della fabbrica. Invece, la produzione di specchietti retrovisori esterni e interni cesserà definitivamente a metà del 2027, con circa un anno e mezzo di anticipo rispetto a quanto pattuito.
Le ragioni della resa
Secondo quanto dichiarato dai vertici di Magna, lo stabilimento non è più sostenibile dal punto di vista economico nonostante i passati investimenti e le misure di riduzione dei costi messe in campo. La dirigenza punta il dito contro uno scenario di mercato estremamente negativo e una gestione operativa che non offre più margini di manovra.
La crisi di Dorfprozelten si inserisce in un contesto più variegato che vede l’intero comparto della componentistica auto alle prese con volumi di produzione in calo, la necessità di investimenti massicci nelle nuove tecnologie di propulsione e una pressione sui costi diventata insostenibile.
Lo scontro con i sindacati e la politica
La reazione della IG Metall è stata ovviamente pesantissima, dicendo esplicitamente che il comportamento di Magna equivale a un “tradimento” degli accordi presi. Secondo il sindacato, l’azienda di componentistica non avrebbe rispettato gli impegni di localizzare nuovi prodotti nel sito o di trasferire commesse da altri impianti per saturare la capacità produttiva di Dorfprozelten.
Un punto critico riguarda la tecnologia dei cristalli liquidi per specchietti (LC): considerata una soluzione del futuro, non sarebbe mai stata portata alla maturità per la produzione in serie, nonostante i finanziamenti pubblici ricevuti dal Land della Baviera per il suo sviluppo.
L’impatto sul territorio e sul settore
Per la comunità di Dorfprozelten, questa chiusura rappresenta una sconfitta e, soprattutto, la scomparsa di uno dei più importanti datori di lavoro industriali della zona. Il colosso Magna, che conta oltre 170.000 dipendenti in tutto il mondo e si occupa persino dell’assemblaggio completo di vetture per marchi come BMW e Mercedes nel suo sito austriaco di Graz, sembra dunque aver deciso di riorganizzare le proprie capacità produttive sacrificando i siti meno efficienti. Un campanello d’allarme molto preoccupante, non solo per la Germania, ma per tutta l’Europa delle quattro ruote.
FOTO: RONNY HARTMANN