Violenza minorile, il monito di monsignor Delpini: “Dobbiamo dare ai giovani buoni motivi per non delinquere. Nelle carceri c’è un disagio profondo”

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L’arcivescovo di Milano, in visita alla casa circondariale Beccaria, si è soffermato su “una realtà che non si ha il coraggio di guardare e su un dolore tra i ragazzi, sul quale non si sa indagare”

L’arcivescovo di Milano, Mario Delpini, in visita alla casa circondariale Beccaria

L’arcivescovo di Milano, Mario Delpini, in visita alla casa circondariale Beccaria

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Milano, 13 luglio 2026 – "C'è una situazione di sofferenza che raggiunge livelli drammatici. Diventa violenza verso gli altri, diventa violenza verso se stessi. È un disagio profondo che forse l'intera società non ha il coraggio di guardare in faccia, né i mezzi o la voglia di affrontare". Parole forti e chiare quelle dell'arcivescovo di Milano, Mario Delpini, al termine della visita compiuta oggi all'Istituto penale minorile Beccaria.

Delpini. insieme a una delegazione dell'associazione Articolo 27 composta, tra gli altri, dalla presidente di Antigone Lombardia Valeria Verdolini, dal segretario generale della Cgil Milano Luca Stanzione e dal consigliere regionale Luca Paladini, ha visitato la casa circondariale, soffermandosi poi sugli aspetti più delicati del disagio minorile.

X BALLATORE Monsignor Delpini incontra la stampa fuori dal carcere minorile Beccaria  MILANO, 13 LUGLIO 2026, ANSA/DAVIDE CANELLA

Monsignor Delpini

"Serve guardare in faccia la realtà”

"Non si vuole guardare in faccia una certa realtà. E non è perché manchino persone dedicate, buone intenzioni o la collaborazione di associazioni e cooperative - ha sottolineato -. C'è un dolore profondo che non si sa indagare e al quale non si riesce a offrire una speranza". L'arcivescovo ha proseguito, andando oltre i miglioramenti materiali auspicati e spiegando che "sistemare le strutture non è sufficiente. Bisognerebbe costruire una società in cui gli adulti sappiano educare e in cui la Chiesa, la scuola e le istituzioni offrano ai giovani buone ragioni per fare il bene invece che il male".

Forze dell'ordine al carcere minorile Beccaria

Forze dell'ordine al carcere minorile Beccaria di Milano

"Gli adulti devono essere capaci di educare”

Per Delpini, la risposta passa dalla capacità di trasmettere "speranza e senso di responsabilità per la propria vita e per i propri talenti". E l'obiettivo principale dovrebbe essere l’evitare che “un ragazzo entri in carcere”.

"C'è un lavoro previo che consiste in una società sana, in una società dove gli adulti siano capaci di educare, in cui la Chiesa, le istituzioni e la scuola offrano motivi per fare il bene invece che il male", "La ragione più profonda - ha concluso - è dare ai ragazzi delle buone ragioni per evitare di delinquere. Trasmettere quindi la speranza e il senso di responsabilità per la propria vita e i propri talenti".

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