‘Alleanza Articolo 27’ all’Arginone: “Quadro emergenziale ma dignitoso. Serve più rapporto con la città”
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La rete di associazioni alla casa circondariale tra sovraffollamento, caldo e personale ridotto all’osso "Queste visite sono un atto politico, c’è preoccupazione per il futuro ampliamento della struttura".

La delegazione di ‘Alleanza per l’articolo 27’ che ha visitato l’Arginone

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"Una situazione dignitosa, ma in un quadro emergenziale". Con questa frase, Leonardo Fiorentini (Forum droghe) ha sintetizzato quanto emerso dalla visita in carcere di una delegazione di ‘Alleanza per l’articolo 27’, realtà che riunisce numerose associazioni impegnate sui temi della giustizia, dell’esecuzione penale e dei diritti delle persone private della libertà. Dopo una mattinata trascorsa tra le mura dell’Arginone, alcuni rappresentanti dell’Alleanza hanno fatto il punto, tra sovraffollamento, carenza di personale e prospettive per il futuro.
L’analisi parte delle criticità ormai ben note. "All’Arginone – così Fiorentini –, il tasso di sovraffollamento è del 131%. Una situazione insopportabile, in linea con quella che si vive nelle altre carceri italiane. E il caldo non aiuta". L’esponente di ‘Alleanza per l’Articolo 27’ sottolinea poi la cronica mancanza di personale, che riguarda sia gli agenti che gli educatori. Il miglioramento di una situazione lenita solo dalla "buona volontà di chi tra quelle mura ci lavora o è costretto a viverci", passa per "un percorso di ‘decarcerizzazione’ della pena. Occorre – conclude Fiorentini – costruire un rapporto tra carcere e città che sia di ancora maggiore coinvolgimento".
Della delegazione faceva parte anche Andrea Pugiotto, costituzionalista di Unife. "Visitare le carceri – così il docente – è un atto politico. Significa accendere un faro su una realtà nascosta. Rispetto a tre anni fa la situazione sembra migliorata, ma rimane un carcere escludente". Arianna Poli, esponente di Arci e consigliere comunale, ha evidenziato come il carcere possa "formare le persone detenute e offrire loro opportunità lavorative". In questo senso è necessario "uno scambio maggiore tra città e casa circondariale". Qualche parola anche da parte di Paolo Pastorello di Acli, il quale ha evidenziato le "importanti relazioni" tra mondo carcerario e associazioni, oltre alla possibilità per i detenuti di "dare un supporto dal punto di vista della vita lavorativa".
Netta la posizione di Marco Blanzieri (Cgil). "Occorre puntare l’attenzione sulle carceri – ha dichiarato –. Soprattutto in un momento in cui c’è grande attenzione per il giustizialismo al centro della propaganda del governo. Il carcere – conclude – deve diventare qualcosa di diverso da quello che è". In chiusura Fiorentini è tornato sul tema dell’edilizia carceraria e del nuovo padiglione che andrà ad ampliare l’Arginone. "Ci saranno 121 posti in più – sottolinea –. Il nostro diventerà un carcere di dimensioni molto grandi e questo crea non poche preoccupazioni".
Federico Malavasi
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