F1 | Disastro Aston Martin, mea culpa Adrian Newey: “Non ho ascoltato Alonso”

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Il team principal e direttore tecnico ammette un'altra responsabilità in questa disgraziata stagione: quella di non aver passato del tempo con i piloti per spiegare cosa stesse succedendo dietro le quinte...

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F1 GP Gran Bretagna 2026, Silverstone: Adrian Newey (Aston Martin F1 Team) - Foto: Getty Images

Pubblicato il 14 Luglio 2026 ore 20:00

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L’ammissione di colpa di Adrian Newey

Alla vigilia del weekend di Silverstone, Adrian Newey ha finalmente rotto il silenzio spiegando le ragioni del flop più clamoroso e inatteso della stagione 2026 di Formula 1. Il team principal e direttore tecnico dell’Aston Martin ha infatti raccontato dello shock nello scoprire che i problemi erano anche telaistici e non soltanto legati alla cattiva integrazione con la power unit e il cambio della Honda, parlando anche delle sue difficoltà di salute che ora si è finalmente messo alle spalle e delle attese di Fernando Alonso in vista del pacchetto di aggiornamenti che dovrebbe debuttare nel weekend del GP d’Ungheria a Budapest. Citato da The Race, il genio dell’aerodinamica non ha negato anche il senso di colpa nell’aver fatto tutto di testa propria senza dare troppa importanza al parere dei suoi piloti.

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Il senso di colpa verso Alonso e Stroll

Per Fernando Alonso e Lance Stroll deve essere stato estremamente frustrante – spiega Adrian Newey – non poter gareggiare in modo competitivo a causa di tutti i problemi che abbiamo avuto, sia in termini di affidabilità che di prestazioni. Mi sono sentito in dovere di spiegare sia a Fernando sia a Lance esattamente cosa stiamo facendo, cosa abbiamo in programma con il pacchetto di aggiornamenti e quali sono i nostri piani in vista della stagione 2027. Anche se potrebbe non sembrare, stiamo cercando di ascoltare molto attentamente i loro commenti e cercando di agire di conseguenza. Anche perché, se le persone non si sentono ascoltate, ovviamente si sentono molto frustrate. È una reazione umana, quindi forse parte della nostra colpa è stata non aver dedicato abbastanza tempo a Fernando e Lance, e a Jak Crawford, per spiegare esattamente cosa stiamo cercando di ottenere”.

Adrian Newey e le decisioni d’emergenza

Eravamo in ritardo sulla curva di apprendimento – aggiunge – ma è diventato ben presto evidente che non saremmo stati competitivi nelle prime gare. È per questo motivo che abbiamo preso la decisione dolorosa, ma credo giusta, di non dedicarci allo sviluppo per tutta la prima metà dell’anno, sapendo che ciò avrebbe significato che il distacco dai primi sarebbe effettivamente aumentato, visto che tutti gli altri intanto hanno migliorato le proprie macchine. L’obiettivo era però quello di organizzarci meglio, mettendo in atto molti sistemi diversi per il futuro e svolgendo la nostra ricerca in modo adeguato, poiché l’auto 2026 l’abbiamo progettata e realizzata in un arco di tempo molto ristretto. Questo ci ha permesso di fare un passo indietro, alleggerire un po’ la pressione su di noi, perché penso che ce ne siamo messi addosso troppa durante l’inverno, e fare un respiro profondo per comprendere davvero i nostri problemi”.

Le tappe per il futuro a breve termine sono invece ben chiare nella testa dell’ingegnere inglese: “Speriamo di aver pronto il pacchetto di aggiornamenti in Ungheria come prima fase, con una seconda parte in pista a Zandvoort. L’avevo classificato come medio termine, ma ora ovviamente è a breve termine, però ci sono anche decisioni di lungo periodo, che ci metteranno in una posizione più forte durante il prossimo inverno e nella stagione 2027”. “Ringrazio però tutti per la pazienza e la comprensione, perché è molto doloroso per noi e per tutti, compresi i nostri partner, vedere le nostre prestazioni attuali, ma speriamo che presto questo diventi un lontano doloroso, ancora doloroso, ma lontano ricordo”, conclude Adrian Newey.