Parco Cascate di Chia, manufatti abusivi nonostante ordine demolizione

Roma, 14 lug. (askanews) – Non trova pace la casa di Pasolini a Chia e il parco circostante. Nel contenzioso che vede l’Università di Chia (soggetto privato) rivendicare diritti e il proprietario effettivo, l’attore palermitano Gabriele Gallinari, che l’ha acquistata e restaurata, entra ora in gioco la Regione Lazio che avrebbe avviato l’esproprio della Torre di Pasolini senza risarcimento e senza attendere una sentenza definitiva per affidare la proprietà appunto all’Università di Chia. Va ricordato che il nuovo proprietario ha acquistato la casa dopo che lo Stato ha rinunciato al suo diritto di prelazione e con tutti i nulla osta sugli usi civici del caso trasmessi dal Comune di Soriano nel Cimino e che la CTU ha dato pienamente ragione alla bontà dei documenti in suo possesso, ma la decisione definitiva è rimandata al 2028. Nel frattempo – informano fonti locali – l’Università di Chia, che vorrebbe sfrattare Pasolini da casa sua come un abusivo, ne utilizza immagine e nome per fare del parco delle cascatelle e del boschetto un parco a tema, a pagamento ovviamente, con tanto di colossi abusivi in vetroresina sui quali pende dal Tar un ordine di demolizione. Si contestano 27 manufatti abusivi e la sottrazione di 20 ettari di bosco agli usi civici in favore dei naturali di Chia.
L’11 settembre 2025, al Parco delle Cascate di Chia, veniva inaugurata una scultura monumentale in vetroresina alta sei metri, commissionata dalla cooperativa Promo Chia per conto dell’Università Agraria di Chia. L’opera rappresentava il primo di trenta colossi destinati a essere installati tra alberi e sentieri del bosco. Pochi mesi dopo, su richiesta della Soprintendenza, il Comune di Soriano nel Cimino e la Polizia Municipale, a quanto risulta, hanno effettuato un sopralluogo. A seguito degli accertamenti, il 17 novembre 2025 il Comune ha ordinato la demolizione e la rimozione di 27 manufatti ritenuti abusivi, realizzati per la creazione di un parco turistico a pagamento in un’area gravata da usi civici. Secondo il provvedimento comunale, le opere sarebbero state eseguite al di fuori dei 3,60 ettari autorizzati dalla Determinazione regionale del 19 luglio 2021 per un’area di sosta e una fascia parafuoco. L’Università Agraria ha impugnato l’ordinanza davanti al TAR, chiedendone anche la sospensione. Il 7 aprile 2026 il Tribunale amministrativo ha però respinto la domanda cautelare e, nei primi giorni di giugno, il Comune ha notificato il provvedimento di demolizione. Ad oggi i manufatti abusivi sarebbero ancora li e la vendita dei biglietti proseguirebbe, ma l’ordine del TAR resta in piedi.
Tra gli atti depositati al TAR figurerebbe una relazione del Perito demaniale secondo la quale il progetto avrebbe comportato la sottrazione di circa 20 ettari all’esercizio degli usi civici, l’interruzione dei sentieri storici, l’impiego di materiali non ecocompatibili con conseguente aumento del rischio di incendi e la realizzazione di manufatti estranei alla storia dei luoghi. Nella relazione si afferma inoltre che il mutamento di destinazione d’uso, autorizzato per 3,60 ettari, sarebbe stato di fatto esteso a circa 20 ettari senza le autorizzazioni previste dalla legge.
In tal modo, tutta la superficie che costituiva il comprensorio demaniale in località Torre sarebbe riservata allo scopo turistico e su di essa sarebbe impedito l’esercizio degli usi civici. All’area delle cascatelle e al bosco circostante, storicamente aperti a tutti, hanno adesso accesso gratuito solo gli utenti dell’ente privato. Pagano invece un biglietto d’ingresso i residenti di Chia, i Sorianesi e tutti gli altri visitatori. Questa gestione del parco non metterebbe a rischio proprio il diritto al godimento da parte dei naturali di Chia?
Inoltre l’uso di immagini e testi di Pier Paolo Pasolini che non sarebbero stati autorizzati dagli eredi titolari dei diritti d’autore, suona paradossale visto che l’Università di Chia vorrebbe dimostrare che il poeta era abusivo nella sua storica dimora, mentre il marketing dei biglietti con la sua immagine e il suo nome continuerebbe a gonfie vele.