L’Italia parteciperà a vertice negli Usa sul “terrorismo rosso” con un sottosegretario. Ira delle opposizioni
Non è in cima alle priorità dell’agenda politica, ma l’Italia a Washington ci sarà. A rappresentare Roma al summit sul presunto ritorno del «terrorismo transnazionale di estrema sinistra», organizzato dal segretario di Stato americano Marco Rubio, sarà un sottosegretario del governo. La premier Giorgia Meloni sceglie così la linea della prudenza: nessun ministro volerà negli Stati Uniti, ma la sedia italiana non resterà vuota. Una presenza politica a bassa intensità, per evitare che l’assenza venga letta come un nuovo strappo con Donald Trump dopo le recenti tensioni personali.
Chi andrà a Washington
L’Italia, spiegano fonti dell’esecutivo, parteciperà «per prendere nota» di quanto emergerà dall’incontro che dovrebbe riunire i ministri degli Esteri di oltre 60 Paesi, inclusi i principali Stati latinoamericani e diversi asiatici, come India, Indonesia e Singapore.
La cautela diplomatica del governo è pensata per maneggiare con cura un’iniziativa accolta con freddezza soprattutto da diverse cancellerie europee invitate da Rubio a partecipare.
Anche perché i dubbi sul vertice non mancano soprattutto riguardo agli obiettivi politici e alla reale dimensione della minaccia rappresentata dai movimenti Antifa sul continente europeo. Minaccia che dall’altro lato dell’Oceano starebbe , invece, riemergendo con nuovi legami transnazionali, almeno secondo il Dipartimento di Stato americano. E che quindi richiede la cooperazione di tutti gli alleati di Washington.
La guerra di Trump contro gli Antifa
Del resto, lo stesso Trump non ha mai nascosto la propria contrarietà nei confronti del movimento Antifa e, dopo l’omicidio dell’attivista conservatore Charlie Kirk, ha firmato un ordine esecutivo per indicarlo come «organizzazione terroristica interna». Una scelta che ha sollevato perplessità anche all’interno dell’amministrazione americana, con alcuni funzionari che hanno espresso timori per un possibile utilizzo degli strumenti antiterrorismo contro gli attivisti di sinistra.
Le opposizioni: “Governo chiarisca cosa andrà a dire”
Anche in Italia il summit è diventato terreno di scontro politico. Le opposizioni anno attaccato la scelta del governo di partecipare. Avs ha definito l’iniziativa un ritorno alle «peggiori stagioni del maccartismo e della caccia alle streghe ideologica». Perché, assecondare la Casa Bianca ance su questo versante rischia di «trasformare l’antifascismo e il dissenso sociale in un problema di ordine pubblico». Concetto ribadito anche dal segretario di Più Europa, Riccardo Magi, che ha chiesto al governo «di chiarire i contorni della propria partecipazione e cosa andrà a dire». Perché «oggi non esiste un pericolo rosso transnazionale» ma «per le democrazia liberali è ben più forte il pericolo eversivo rappresentato dall'involuzione illiberale degli Usa di Trump».
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