La Lega accusa la giunta: “Non ha soldi per gestirla”
Futura galleria nel mirino. "Sarà aperta solo tre giorni, scelta di basso profilo"

Antonella Celletti (Lega)

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"Le dichiarazioni dell’assessore Camillo Acerbi sulla futura gestione della Pinacoteca Oir rappresentano la conferma di quanto la Lega sostiene da anni". Lo affermano il capogruppo della Lega in Consiglio comunale di Cesena, Enrico Sirotti Gaudenzi, e la responsabile Enti Locali della Lega Romagna, Antonella Celletti, commentando l’annuncio della chiusura della Pinacoteca di San Biagio e dell’apertura della nuova sede Oir, inizialmente limitata a tre pomeriggi alla settimana.
"Dopo un investimento di quasi otto milioni di euro – dichiarano – ci troviamo davanti a un museo che partirà con un’apertura ridotta e con un “deposito visitabile” come elemento qualificante dell’offerta. È la dimostrazione che avevamo ragione quando contestavamo la scelta di mantenere due pinacoteche a poca distanza l’una dall’altra, soluzione che fin dall’inizio appariva economicamente e organizzativamente insostenibile".
Per Sirotti Gaudenzi e Celletti desta perplessità anche la stima dei costi di gestione, quantificati in circa 400 mila euro all’anno. "Ci chiediamo come sia possibile che, dopo oltre sette anni di annunci e di promozione del progetto, l’amministrazione si accorga soltanto oggi delle difficoltà economiche. Una programmazione seria avrebbe dovuto affrontare fin dall’inizio il tema della sostenibilità gestionale, evitando di alimentare aspettative che oggi vengono inevitabilmente ridimensionate".
Gli esponenti della Lega evidenziano inoltre come continui a mancare una visione complessiva della politica culturale cittadina: "Sul Museo Archeologico il silenzio è pressoché totale e il progetto resta fermo sulla carta. Noi continuiamo a ritenere che la soluzione più razionale fosse la realizzazione di un unico Museo della Città nel complesso di Sant’Agostino, capace di riunire e valorizzare i principali beni culturali cesenati. Una proposta che il sindaco Enzo Lattuca ha liquidato con motivazioni che non abbiamo mai ritenuto convincenti. Oggi i fatti dimostrano che a Cesena non manca soltanto un museo pienamente fruibile, ma soprattutto una strategia culturale di lungo periodo, capace di coniugare valorizzazione del patrimonio, sostenibilità economica e servizi adeguati ai cittadini e ai visitatori".
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