Luci e ombre a Bollate. Sovraffollamento al 130%

Carcere modello per il trattamento e il reinserimento sociale dei detenuti, ma non esente da alcune criticità, come il...

La delegazione dell’Alleanza per l’Articolo 27 all’ingresso del carcere di Bollate

La delegazione dell’Alleanza per l’Articolo 27 all’ingresso del carcere di Bollate

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Carcere modello per il trattamento e il reinserimento sociale dei detenuti, ma non esente da alcune criticità, come il sovraffollamento e la mancanza di personale. Luci e ombre. È la fotografia scattata ieri mattina da una delegazione dell’Alleanza per l’articolo 27 della Costituzione che, in occasione della Giornata nazionale per la dignità delle persone private della libertà, ha visitato il carcere di Milano Bollate. Alla visita hanno partecipato Lamberto Bertolè, assessore Welfare e salute Comune di Milano, Simona Silvestro, Ordine psicologi Lombardia e Osservatorio Carcere, Anna Acconcia dell’Associazione Antigone, Valentina Alberta della Camera penale di Milano, Antonella Calcaterra, Camera penale di Milano, Luisa Della Morte del Coordinamento Nazionale Comunità Accoglienti e Osservatorio Carcere, Valentina Di Mattei Ordine Psicologi Lombardia, Simona Regondi Ordine assistenti sociali Lombardia, Paolo Tartaglione Cnca. La delegazione ha visitato il reparto femminile dove ci sono 200 detenute, troppe rispetto alla capienza consentite, di cui il 50% straniere e molte di etnia Rom. E il 5° e 3° reparto maschile. "Il carcere ospita 1648 detenuti rispetto ad una capienza regolamentare di 1267 con tasso di sovraffollamento del 130% - dichiara la delegazione - per quanto riguarda il personale ci sono delle carenze importanti, solo 22 educatori, due psicologhe Asst, 4 psichiatri di cui 2 dipendenti e 2 collaboratori, specialisti vari. Il personale sanitario è invece sufficiente per garantire copertura 24 ore. La percentuale di disagio psichico è del 40%, considerando le persone che prendono 2 psicofarmaci al giorno. Se si considera un solo psicofarmaco, la percentuale sale drasticamente raggiungendo il 90%. Sono presenti molte doppie diagnosi, difficoltà nel trattamento dei tossicodipendenti e criticità sanitaria, vengono segnalate cimici da letto e scabbia. Nel carcere ci sono 83 ergastolani e sono in aumento che i giovani adulti che arrivato dal Beccaria. Nonostante le difficoltà, quello di Bollate si conferma un carcere all’avanguardia per i progetti di reinserimento lavorativo, i dati resi noti della delegazione parlano di 350 detenuti lavorano alle dipendenze dell’amministrazione, 175 in aziende interne, 208 lavorano all’esterno con l’articolo 21 e 46 lavorano come semiliberi.

Roberta Rampini

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