Mazzetta: «Guerrero la persona giusta, la stagione non finisce l'8 agosto. Nuove Walti? Serve voglia di mettersi in gioco»

Mazzetta: «Guerrero la persona giusta, la stagione non finisce l’8 agosto. Nuove Walti? Serve voglia di mettersi in gioco». Le dichiarazioni

(inviato a Vinovo) – Massimiliano Mazzetta, neo Head of Women’s Football di Juventus, ha parlato per la prima volta da direttore della Juventus Women illustrando il nuovo progetto bianconero. Lo ha fatto durante un incontro informale tenutosi coi giornalisti a Vinovo.

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INTRODUZIONE – «Vorrei in primis ringraziare il mio predecessore. Stefano Braghin lo conoscete tutti, per me è stato un maestro. È la persona che per il movimento femminile, per la Juventus e per il sottoscritto ha permesso di arrivare fin qui. Abbiamo fatto un percorso grazie principalmente a lui. Mi sembra doveroso partire da qui. Avete già conosciuto il mister per vie traverse, Isaac Guerrero. È un allenatore giovane, ci dicono che a 40 anni siamo ancora giovani (ride ndr). È una persona con cui ci conosciamo da tempo. Sono rimasto colpito da lui e dal percorso enorme che ha fatto in tanti contesti. Ha una trasversalità di idee e mentalità che ritengo molto utile in questo mondo e in questa realtà. Ha una conoscenza di calcio profonda. E soprattutto nelle conversazioni che abbiamo fatto mi ha sempre trasmesso il desiderio di voler portare e trasmettere alle giocatrici, come ha già fatto in passato. Credo che questo sia un elemento non banale nel calcio di oggi, nei confronti delle giovani e in questo momento storico del calcio femminile. Sono convinto che sia la persona adatta e vedo l’energia positiva già a distanza di una sola settimana che stanno trasmettendo lui e lo staff. E vedo la reazione delle ragazze. Dopo pochi giorni siamo già partiti bene, poi chiaramente vedremo il percorso. Ma sono felice che sia qui a presentarsi, credo sia una persona che possa essere molto disponibile con voi e nel confronto in generale. Benvenuto mister».

MERCATO E PRELIMINARE CHAMPIONS IMMINENTE – «Adesso stanno già arrivando tante ragazze, ci sono già tante novità. Manca ancora qualcosa, arriverà. È chiaro che il tempo in questo momento non gioca a nostro favore. Detto anche che la nostra stagione non è che finisce l’8 agosto. Ovviamente per noi i preliminari di Champions sono un obiettivo importante. Però siamo qua con delle persone: ci sono io, c’è l’allenatore, ci sono delle ragazze che arriveranno a quella data dopo un mese di Juve, tre settimane, una settimana, magari qualcuna sarà arrivata tre giorni prima. E non è che poi buttiamo tutto nel cestino, ecco è quello che mi sento di dire e che condividiamo qui tutti i giorni. Cerchiamo di fare una squadra che sia all’80-90% pronta per quelle partite lì. Tutto nasce da equilibri, opportunità e disponibilità. Questo lo costruiamo giorno dopo giorno. Siamo partiti con una bella energia e una bella condivisione. Se stanno arrivando diverse ragazze, è perché era qualcosa che avevamo già costruito nel tempo, non è qualcosa che ci cade sulla testa da un momento all’altro». 

IL RITORNO DI GIRELLI – «Cristiana rimane un patrimonio della Juve, stiamo parlando adesso con lei e con il Bay perché andare in un posto così lontano in un ambiente così diverso per soli sei mesi scarsi è un lasso di tempo troppo corto. Quindi adesso stiamo lavorando per provare a garantirle una tempistica un po’ più lunga in modo tale che riesca comunque a godere appieno di una stagione, anche perché per loro è metà stagione, quindi comunque anche per non lasciare qualcosa a metà. Quello che mi sento di dire è che c’è totale accordo sul fatto che ci prendiamo magari una finestra anche post Mondiale per vedere che poi lei possa eventualmente rientrare e eventualmente concludere o comunque avere un prosieguo qui. Mi sento di dire che non è un capitolo chiuso. In questo momento non ha giocato molte partite lì e quindi rimarrebbe una cosa un po’ monca che lascia un po’ il tempo che trova». 

BIELLA E VENARIA – «L’idea è sicuramente di trovare una casa qui vicino, ma non è un’idea di oggi ecco. Lo è stata fin dal principio, fin da quando non si è più potuto giocare qui all’interno di Vinovo. Noi oggi siamo felici di giocare a Biella, ma perché è una città con delle persone che ci ospitano con piacere e per le quali siamo importanti. Non è banale trovare un appoggio per il calcio femminile. Detto questo è chiaro che noi dobbiamo, anche per agevolare gli appassionati, trovare un qualcosa di più comodo. Si sta lavorando, ci sono delle cose che già sapete: c’era un discorso per Venaria avviato. Ci va il suo tempo ma l’obiettivo è quello. Oggi non so dirvi se sarà tra tre mesi, tra otto mesi, o tra un anno e mezzo, però l’obiettivo del club è chiarissimo».

BASTA GIOCATRICI COME GUNNARSDOTTIR E WALTI? – «Da parte nostra non c’è preclusione di partenza su un certo tipo di identikit. Se certe cose non sono funzionate in determinati casi, credo sia un qualcosa di personale, non credo sia un paradigma che allora quel target lì, quell’identikit lì, qui in Juventus non funziona. È un qualcosa di personale. Sicuramente è una responsabilità che va suddivisa tra club e singola giocatrice. Se ci sarà opportunità in futuro di prendere una giocatrice del genere, perché no. Per quello che avevamo in mente e per quello di cui mi ha parlato il mister, io credo che ci vada grande energia e grande voglia di sperimentare e mettersi a disposizione. Quello è l’unico presupposto che mi viene da dire. Se poi uno lo fa a 20 anni o lo fa 35 è uguale. Però alla base ci deve essere questa cosa qua che loro possano riconoscere veramente la bontà del lavoro e il fatto che questo è un percorso che parte principalmente da loro. In tutti i colloqui che facciamo con le ragazze alla fine, quello che cerchiamo sempre un po’ di capire è se sono ragazze coraggiose, se sono ragazze che hanno volontà di provarci. Questo penso sia l’unico tema, chiaro poi che più esperienza portano e meglio è. Però io vedo anche le ultime ragazze che sono arrivate. Hanno 22-23 anni, ma qualcuna alle spalle ha già delle esperienze importanti, quindi non è solo un discorso anagrafico».

OBIETTIVI IN CAMPIONATO E IN EUROPA – «Da Juve non posso che dirti che dobbiamo competere sempre in qualsiasi cosa. Ribadisco quello che vi ho detto prima: il mondo non finisce, la nostra stagione non finisce nel caso in cui un preliminare di Champions League giocato ad agosto non vada bene. Ma è sicuramente un obiettivo, quello di giocare come abbiamo fatto l’anno scorso a un certo livello. Tra l’altro la Juventus ha già dimostrato di saperci stare in quell’ambiente lì, quindi non credo che siamo presuntuosi a dire che vogliamo arrivare là. Quest’anno è più complicato perché il campionato scorso ci ha detto che dobbiamo passare da dei turni complicati di agosto. Se non passeremo vorrà dire che avremo quattro competizioni nazionali importanti delle quali in due non siamo i detentori e quindi dobbiamo cercare di tornare davanti agli altri. Ben consapevoli che oggi ci sono realtà che non sono da meno, perché sapete meglio di me ci sono tre o quattro squadre, che su 12 non sono neanche poche, che hanno dei progetti interessanti».

PRENDERE UNA GIOCATRICE COME MALARD – «Ti piace Malard mister? No, scherzo. Ma sai. Queste giocatrici importanti, vengono fuori in una seconda fase del mercato. In determinati momenti, quindi se ci saranno delle occasioni state certi che non è che ci tiriamo indietro. Però non preghiamo nessuno, ecco. Cioè noi non vogliamo convincere nessuno a venire. Non che sia il caso di Malard che personalmente non conosco. Se ci sarà l’opportunità di avvicinare e di parlare con giocatrici così importanti ben venga. Molte di queste giocatrici giocano in Inghilterra e valutano di guardare altro in una tempistica che magari è molto in là e poi a quel punto noi dobbiamo capire se vogliamo o non vogliamo farla questa cosa. Vedo che tante cose capitano il 30 agosto e noi al 30 agosto avremo già sostenuto dei preliminari. Speriamo di superare due turni preliminari e quindi vedremo dove saremo». 


CONOSCENZA COL MISTER GUERRERO E LA SCELTA – «Lo dicevo prima a delle persone fuori. Alla fine il mondo del calcio, maschile o femminile, è composto relativamente da poche persone. Io continuo a trovare connessioni continue con persone che hanno fatto Serie A, estero, giovanili, femminile e poi tornano. Nel mondo del calcio, in generale, ci sono tante connessioni. Noi ci siamo conosciuti diverso tempo fa. Al mister è capitato di collaborare con la federazione italiana e quindi comunque c’erano tanti link comuni. Il nostro rapporto è nato più che altro come una conoscenza e per parlare di calcio. Nel parlare di calcio, io ho ritrovato una persona che ha sicuramente una sensibilità e ha delle idee che ritengo siano molto importanti per le ragazze. E direi anche per i ragazzi, probabilmente. Però adesso siamo in questo contesto e quindi ho detto: perché no? Non vedo niente di sbagliato».

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