Carlo Boscolo muore a 20 anni nell’incidente sulla Romea: la festa dopo il lavoro, l’ultimo messaggio dell’amica e la deviazione fatale. Chi era
ROSOLINA - Carlo Boscolo aveva finalmente staccato dal lavoro. Dopo ore trascorse ai fornelli del ristorante Al Monte lungo la statale si era concesso quello che, per un ragazzo di vent'anni, avrebbe dovuto essere soltanto qualche ora di spensieratezza: una serata con gli amici alla discoteca Riviera a Rosolina Mare, un modo per allentare la tensione di un periodo non semplice e godersi una notte d'estate. Nessuno, però, riesce ancora a spiegarsi perché, all'alba, invece di rientrare verso casa, abbia imboccato la Romea in direzione di Sottomarina. Forse voleva fermarsi a mangiare un panino, come fanno tanti ragazzi dopo una notte in discoteca. È una domanda che probabilmente resterà senza risposta perché su quella strada, poche decine di minuti dopo, Carlo ha perso la vita.
Rosolina piange un ragazzo che tutti descrivono con le stesse parole: educato, gentile, riservato. Un giovane «che ascoltava più di quanto parlasse, sempre disponibile con gli amici e apprezzato sul lavoro», raccontano, dove aveva trasformato la passione per la cucina nella professione che aveva scelto dopo gli studi all'Enaip di Porto Viro.
IL DOLORE
Poco prima che Carlo uscisse di casa, un'amica gli aveva scritto semplicemente: «Divertiti anche per me». Un augurio affettuoso rimasto senza risposta. Oggi quella ragazza, come tanti altri amici, è devastata dal dolore. Carlo lavorava come cuoco al ristorante Al Monte, uno dei locali più conosciuti di Rosolina. Aveva scelto la cucina perché era la sua passione e, nonostante la giovane età, aveva già dimostrato di possedere qualità che facevano ben sperare per il suo futuro professionale. «Siamo tutti scossi e faccio fatica a trovare le parole – racconta il titolare Alberto Grossato –. Era un ragazzo di vent'anni con potenzialità altissime, bravo nel suo lavoro e con il mondo in mano. Simpaticissimo e buono».
Anche chi lo conosceva al di fuori dell'ambiente di lavoro restituisce l'immagine di un ragazzo dai modi gentili. Non era il più rumoroso del gruppo, né quello che cercava di stare al centro dell'attenzione. Preferiva ascoltare. Gli amici raccontano che con lui si poteva parlare di tutto, anche dei momenti più difficili, perché sapeva accogliere gli sfoghi senza giudicare. Qualcuno, ricordandolo, lo definisce addirittura «un angelo», una persona sempre pronta a tendere una mano.
I SOGNI
Negli ultimi mesi stava attraversando un periodo complicato, tra difficoltà personali e qualche preoccupazione sul lavoro. Ma non aveva perso la voglia di costruire il proprio futuro. Agli amici confidava il desiderio di crescere professionalmente, fare esperienza e migliorarsi, con l'obiettivo di ritagliarsi un posto sempre più importante nel mondo della ristorazione. Era ambizioso, ma senza mai perdere quell'umiltà che tutti gli riconoscevano.
I ritmi della cucina lasciavano poco spazio al tempo libero. Finito il turno preferiva spesso rientrare a casa a riposare, consapevole delle energie che il suo mestiere richiedeva. Per questo le serate con gli amici erano rare e venivano vissute con particolare entusiasmo. Amava la musica pop e house, passioni per le quali veniva spesso preso bonariamente in giro dalla compagnia. E non vedeva l'ora che gli impegni glielo consentissero per concedersi qualche giornata di mare. La sua morte ha sconvolto un'intera comunità. Carlo era il figlio di Antonio Boscolo, ex assessore comunale di Rosolina, e cugino dell'attuale assessore al Turismo Alessandra Patrian. Profondo il cordoglio espresso anche dal sindaco Michele Grossato. «Mi stringo personalmente attorno ai familiari di Carlo e in particolare alla nostra assessore Alessandra Patrian. Non posso che essere profondamente indignato perché la Romea si è portata via un'altra giovane vita, un ragazzo che aveva tutto il futuro davanti a sé».
Un dolore che si aggiunge a quello di una comunità ancora una volta costretta a fare i conti con una strada che continua a mietere vittime. E con una domanda destinata, forse, a rimanere senza risposta: perché sabato mattina Carlo ha scelto di percorrere la Romea invece della strada di casa?