Fratello e sorella anziani trovati morti in casa, Rino e Denisa avevano deciso di convivere per non rimanere soli. «Ci si stringe il cuore»

CENESELLI (ROVIGO) - Avevano deciso di vivere insieme per non restare mai soli. Era il loro modo di affrontare la vecchiaia: lui si prendeva cura della sorella, lei gli faceva compagnia in quella casa di via Filzi che condividevano da anni. Il destino, però, ha deciso diversamente: nessuno dei due sarebbe rimasto solo. Sono rimasti insieme, anche nella morte. Secondo l'ipotesi al vaglio, Rino Menabò, 77 anni, sarebbe deceduto per un malore. Denisa, 82 anni, ormai malata e quasi impossibilitata a muoversi, non avrebbe più avuto nessuno ad assisterla. Sarebbe morta poco dopo, nella stessa casa. I loro corpi sono stati trovati ieri, mettendo fine nel modo più tragico a una vita trascorsa sempre insieme.


L’ALLARME

A far scattare l'allarme sono stati i vicini di casa. Da qualche giorno nessuno aveva più visto Rino uscire come era solito fare. Lui, infatti, nonostante l'età, continuava a guidare, a frequentare il paese, a fermarsi al bar per una partita a carte con gli amici o semplicemente per scambiare due chiacchiere. La sua improvvisa assenza ha insospettito chi lo conosceva. Non riuscendo ad avere notizie dei due fratelli, i residenti hanno deciso di chiedere l'intervento dei soccorsi.

Sul posto sono arrivati i vigili del fuoco, i carabinieri e il personale del Suem. Una volta aperta l'abitazione, però, ogni speranza si è spenta. Fratello e sorella erano ormai morti da almeno un paio di giorni. I primi accertamenti eseguiti nell'abitazione non hanno evidenziato elementi riconducibili a cause diverse da quelle naturali. Saranno gli ulteriori riscontri a chiarire con precisione quando siano avvenuti i due decessi, ma in paese la ricostruzione che prende corpo è quella di una tragedia consumatasi nel silenzio di pochi giorni. Un silenzio che nessuno aveva inizialmente interpretato come un campanello d'allarme. Quando gli amici hanno smesso di vedere Rino sedersi al tavolo del bar come faceva quasi ogni giorno e i vicini hanno notato che le finestre della casa rimanevano chiuse, hanno capito che qualcosa non andava e hanno dato l'allarme.


LE VITTIME

La loro era una storia di reciproco sostegno. Non avevano figli, né nipoti, né altri familiari stretti. Erano rimasti soli al mondo e avevano scelto di condividere la stessa casa proprio per aiutarsi a vicenda. Negli ultimi anni, però, era soprattutto Rino a occuparsi della sorella. Ex muratore, conosciuto e benvoluto in paese, continuava a condurre una vita piuttosto attiva. Ogni giorno usciva di casa, faceva la spesa e si fermava al bar, dove gli amici lo aspettavano per una partita a carte o una chiacchierata. Era una presenza abituale nella vita del paese, una di quelle persone che tutti salutavano.

Diversa la situazione di Denisa. Da tempo conviveva con importanti problemi di salute. Si muoveva con il deambulatore e, negli ultimi mesi, le sue condizioni si erano aggravate al punto da impedirle di uscire. Aveva smesso persino di affacciarsi in giardino e trascorreva ormai quasi tutto il tempo in casa, affidandosi completamente al fratello. Era lui ad accompagnarla nelle necessità quotidiane, a occuparsi delle incombenze domestiche e a garantirle quella serenità che le permetteva di continuare a vivere nella loro abitazione.
Chi li conosce racconta di due fratelli molto uniti. La loro era una quotidianità semplice, scandita da piccoli gesti e da una reciproca assistenza costruita negli anni. Non erano seguiti dai servizi sociali perché, nonostante l'età e gli acciacchi, erano sempre riusciti a cavarsela da soli. Proprio quella loro autonomia aveva fatto pensare che non avessero bisogno di aiuto. Nessuno avrebbe immaginato che la scomparsa improvvisa di uno dei due potesse trasformarsi, nel giro di pochi giorni, in una tragedia anche per l'altro.


LO CHOC

La notizia si è diffusa rapidamente in tutto il paese, suscitando incredulità e dolore. «Tutto il paese è sconvolto da questa terribile notizia – commenta il sindaco Angela Gazzi –. Non erano seguiti dai servizi sociali, erano anziani ma se la cavavano da soli. Impossibile pensare a un epilogo simile. Ci si stringe il cuore».
Parole che raccontano lo sgomento di una comunità che conosceva bene quei due fratelli e che oggi fatica ad accettare una vicenda tanto drammatica. Avevano scelto di vivere insieme per non affrontare da soli gli ultimi anni della loro vita. Il destino, invece, li ha uniti fino all'ultimo giorno.