Motoscafi “blu” e arredi, la baruffa di palazzo tra il consigliere leghista Matteo Pressi e il forzista Jacopo Maltauro

“Leggenda metropolitana”, “una storia priva di fondamento”, “sì, vabbè, ma niente di che”. Questo dicevano lo scorso maggio i diretti interessati a proposito di una vicenda che animava il chiacchiericcio a Palazzo Ferro Fini, sede del consiglio regionale del Veneto. Solo che, “carta canta”, non solo la storia è vera, ma si è ulteriormente arricchita. Bisticci e rappresaglie tra due esponenti della politica veneta. Uno è il leghista veronese Matteo Pressi, 33 anni, presidente del gruppo Stefani Presidente, l’altro è il forzista vicentino Jacopo Maltauro, 27 anni, consigliere segretario dell’Ufficio di presidenza dell’assemblea legislativa veneta.


I FATTI

Tutto comincia la mattina del 12 maggio in piazzale Roma a Venezia, quando all’imbarcadero dei motoscafi blu del consiglio regionale si presenta un sindaco veronese con il segretario generale del suo Comune (c’è chi dice ci fosse anche una terza persona, forse un assessore). Ospiti del consigliere Pressi, chiedono di salire a bordo e andare a Palazzo Ferro Fini. 

Solo che al motoscafista, che deve seguire il “Regolamento Natanti” e cioè le direttive dei superiori che registrano le richieste dei passaggi in barca, risulta un solo ospite, non due (o tre). Raccontano che, contattato, Pressi abbia invocato “un po’ di elasticità” e dato indicazioni di portare i suoi ospiti a Palazzo Balbi, sede della giunta, al che il motoscafista, che deve fare la spola piazzale Roma-Ferro Fini, avrebbe obiettato: qua mi scambiano per un tassista. Fatto sta che il capogruppo di Stefani Presidente a quel punto se la prende con le due funzionarie che organizzano il servizio motoscafi. «Adesso le alzo da terra», racconta chi ha assistito alla scena. Fine della storia? Non proprio, perché Jacopo Maltauro, che nella ripartizione delle deleghe tra i componenti dell’Ufficio di presidenza guidato da Luca Zaia ha quella dei motoscafi, non tace. 

Seduta del 12 maggio dell’Ufficio di presidenza: “Il Consigliere Segretario Maltauro riferisce l’increscioso episodio accaduto nella mattinata, confermato dal Vicepresidente Micalizzi, anch’esso presente, che ha visto il consigliere Pressi contestare con toni forti l’applicazione Prenotazione servizi e Regolamento Natanti” da parte delle due funzionarie. Appresa la notizia, l’Ufficio di presidenza ribadisce che il regolamento va applicato “senza deroga per nessuno”, e quindi neanche per Pressi, ed esprime solidarietà alle due dipendenti.


MALUMORI

In consiglio regionale la storia comincia a girare e girano anche accuse reciproche. Del tipo: Pressi aveva invitato un sindaco e un segretario comunale, quanta gente Maltauro porta invece a palazzo? “Neanche fosse una guida turistica”, dicono le malelingue del consigliere segretario azzurro. E ancora: “Si è fatto sistemare l’ufficio, il principino”. Ma la reazione formale, e ufficiale, deve ancora arrivare.


LA RICHIESTA

Passano alcuni giorni dall’”increscioso episodio” del motoscafo e al segretario generale del consiglio regionale Roberto Valente arriva una richiesta: che lavori sono stati fatti al secondo piano di Palazzo Ferro Fini e quanto sono costati? Il nome di Maltauro nella richiesta di accesso agli atti non è citato, ma lo sanno anche i muri che al secondo piano c’è il nuovo ufficio del giovane consigliere segretario esponente di Forza Italia. Rappresaglia? A inviare la richiesta, con due distinte lettere, è Matteo Pressi. Che chiede “il resoconto dettagliato delle spese sostenute dal consiglio regionale per lavori di ammodernamento/adeguamento degli spazi del secondo piano del Ferro Fini” e “una relazione sulla tipologia delle lavorazioni eseguite”. Di più: Pressi vuole sapere com’erano gli spazi prima dei lavori, come sono adesso e perché è stato fatto questo intervento. L’Ufficio di presidenza, appreso dal consigliere segretario Maltauro della richiesta di informazioni sui lavori eseguiti, incarica il Servizio Affari generali di rispondere.


LA RISPOSTA

Il Servizio Affari generali spiega che al secondo piano del Ferro Fini sono stati riorganizzati gli spazi riservati ai membri dell’Ufficio di presidenza e alle commissioni, consentendo così di assegnare al gruppo di Fratelli d’Italia (lievitato da 5 a 9 consiglieri con le ultime elezioni) “idonei spazi” al terzo piano. E spiega inoltre che sono stati ricollocati gli uffici di due commissioni, la Prima e la Terza, così da dare “adeguata e consona” collocazione agli uffici del consiglieri segretari. In pratica: dove prima c’era la Prima commissione ha trovato posto il vicepresidente Micalizzi, con la Terza che ha avuto gli spazi rimasti disponibili; dove prima c’era il vicepresidente di maggioranza e la Quarta commissione si sono posizionati il vicepresidente Rucco e il consigliere segretario Maltauro con le rispettive segreterie; dove c’era la Terza commissione è andata la Prima. 
Nella relazione si fa presente che la nuova distribuzione in parte ricalca quella di precedenti legislature. Tutto dimostrato con le piantine, ecco il prima, ecco il dopo. I costi? Tra lavori, fornitura del materiale, insonorizzazione e pittura, in tutto 13.700 euro, Iva esclusa.


BUVETTE

I due avrebbero comunque fatto “pace”: martedì scorso Pressi e Maltauro hanno pranzato assieme alla buvette del Ferro Fini. Del resto, la consiliatura è lunga, meglio appianare i contrasti.