Sanità, Bolzano in fondo nella prevenzione. Asl: “Colpa dei no vax”
Introduzione
Come rileva il Nuovo sistema di garanzia basato sul monitoraggio dei Livelli essenziali di assistenza (Lea), la provincia autonoma di Bolzano si colloca in fondo alla classifica per la prevenzione degli indicatori Core. Lo stesso territorio svetta ai primi posti del Rapporto Crea sull'efficienza dei sistemi sanitari. Ecco per quali motivi.
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Quello che devi sapere
Insufficienza nella prevenzione
Il dato negativo viene attribuito soprattutto al movimento no vax, molto presente nelle vallate dell'Alto Adige. Con 59 punti nell'area prevenzione, quella ottenuta da Bolzano è l'unica insufficienza che si registra in Trentino-Alto Adige, contro i 98 punti di Trento. Sul fronte delle aree distrettuale e ospedaliera, invece, le due Province superano nettamente la media nazionale.
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©IPA/Fotogramma
Tasso di immunizzazione pediatrica sotto la media Oms
La Provincia di Bolzano sconta tradizionalmente un tasso di immunizzazione molto basso, anche per quanto riguarda le vaccinazioni pediatriche. Secondo dati più recenti, in Alto Adige solo l'87,11% dei bambini a 24 mesi è coperto contro la polio, conto il 95% raccomandato dall'Organizzazione mondiale della salute (Oms).
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Campagna di informazione e sensibilizzazione
Secondo l'Azienda sanitaria di Bolzano, il dato negativo sulla prevenzione "è riconducibile alla limitata adesione alle vaccinazioni registrata in Alto Adige". Per provare a invertire la tendenza, Provincia e l'Asl Alto Adige promuovono da anni specifiche campagne di informazione e sensibilizzazione, come quelle dedicate alla vaccinazione antinfluenzale e alle vaccinazioni dell'infanzia. "La tutela della salute e la prevenzione rappresentano un asse strategico del programma di governo della Provincia autonoma di Bolzano", sottolinea l'azienda.
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Piano provinciale della prevenzione
L'ente fa sapere inoltre che il nuovo Piano provinciale della prevenzione prevede misure di informazione e sensibilizzazione, nonché interventi "volti a rafforzare la consapevolezza della popolazione e la competenza in materia di salute nei diversi ambiti della prevenzione, quali l'attività fisica, l'alimentazione e la salute mentale, oltre che della prevenzione clinica, come gli screening e, non da ultimo, le vaccinazioni". Come rileva l'Azienda sanitaria altoatesina l'insieme di queste iniziative sta producendo "effetti positivi". "Gli indicatori relativi all'area della prevenzione hanno evidenziato un miglioramento costante nel corso degli ultimi anni e vi è fiducia che anche nelle rilevazioni del Monitoraggio Lea relative al 2025 e al 2026 si registrerà un ulteriore incremento dei risultati conseguiti", conclude.
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La classifica delle regioni
Stando al monitoraggio promosso dal Ministero della Salute e riferito al 2024, il Veneto risulta la regione italiana con la sanità migliore. Sul podio della classifica che prende in considerazione 88 indicatori in tre macro-aree (prevenzione, assistenza distrettuale e ospedaliera) si collocano Emilia-Romagna e Toscana, davanti a Piemonte, Provincia Autonoma di Trento e, al sesto posto, la Lombardia, in risalita rispetto al 2023.
A cosa serve il monitoraggio
Scopo primario del Nuovo sistema di garanzia Nsg è quello di misurare l'adempimento dei Livelli essenziali di assistenza nelle diverse regioni italiane. Nonostante le istituzioni abbiano più volte ribadito che non si tratta di "pagelle" ufficiali, sono diverse le amministrazioni locali che equiparano i risultati a bollini di qualità. Il punteggio impatta inoltre in modo diretto sulle finanze regionali in quanto regola l'accesso ad un ventaglio di fondi premiali.
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Come funziona il calcolo: gli 88 indicatori del ministero
Il modello Nsg valuta come detto 88 parametri complessivi, a loro volta suddivisi in sotto-indicatori. Nel gruppo che fa capo a prevenzione collettiva e sanità pubblica, le regioni sono monitorate in base alla copertura vaccinale nei bambini e, più in generale, nell'efficacia delle campagne di screening. Bolzano, insieme a Sicilia e Calabria, è l'unico territorio a incassare una bocciatura con tassi di immunizzazione tra i più bassi in Italia.
Assistenza distretturale e ospedaliera
Il capoluogo e il resto dell'Alto Adige brillano, invece, per quanto riguarda le altre due aree dell'assistenza distrettuale e ospedaliera. Nel parametro che analizza la gestione delle cure sul territorio, l'appropriatezza prescrittiva dei farmaci e la tempestività dei mezzi di soccorso, la provincia autonoma ottiene punteggi superiori alla media nazionale. Dati positivi nella regione più settentrionale d'Italia riguardano poi l'efficienza dei ricoveri, la percentuale di parti cesarei e i tassi di mortalità a breve termine per patologie acute.
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Tendenze nazionali e divari territori
I dati del 2024 mostrano dinamiche differenti tra questi settori. La prevenzione registra un progresso quasi omogeneo in tutto il Paese. L'assistenza territoriale rileva segnali di forte crescita soprattutto nelle regioni del Centro-sud, anche se permane un sensibile divario rispetto alle strutture del Nord. L'area ospedaliera, al contrario, fa segnare una leggera flessione a livello nazionale, pur continuando a mantenere alti standard qualitativi generali.
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