Caldo rovente: dove le temperature arrivano a 45 gradi
Siamo nel pieno della terza ondata di caldo sull'Europa meridionale e sull'Italia, causata dalla risalita di aria rovente dal Nord Africa che alimenta l'anticiclone. Questo comporterà un progressivo aumento delle temperature in tutte le regioni, destinate a intensificarsi a metà settimana. Oggi, martedì 14 luglio, le città italiane da bollino rosso sono 4, secondo il bollettino sulle ondate di calore del ministero della Salute: si tratta di Brescia, Firenze, Perugia e Torino. Mercoledì 15 luglio saliranno a 7: Bologna, Brescia, Firenze, Frosinone, Perugia, Roma e Torino.
Tutte le altre città monitorate dal ministero per le condizioni climatiche che possono rappresentare un rischio per la salute della popolazione hanno un bollino giallo o arancione: tra oggi e domani non si conta nessun bollino verde.

Temperature record
Entro venerdì 17 luglio si prevedono temperature record, soprattutto in Sardegna. La Protezione civile regionale ha emesso un avviso valido dalle 9 di domani alle 18 di venerdì per temperature massime diffusamente molto elevate, superiori ai 37 gradi. Nelle zone interne le temperature massime si attesteranno tra i 40 e i 43 gradi, con picchi locali anche superiori ai 45 gradi nella valle di Ottana (una pianura situata al centro della Sardegna, nel territorio del nuorese), nel Logudoro (Sardegna centro-settentrionale) e nel Campidano.
Si toccheranno invece i 37/39 gradi nelle aree interne del Centro e della Puglia, e fino a 36/38 gradi nella Pianura Padana. Nelle aree interne di Sicilia, Calabria e basso Adriatico il termometro sfiorerà i 40 gradi. Tempo stabile, soleggiato e con caldo molto intenso in gran parte del Paese, per tutta questa settimana. La bolla di aria torrida di provenienza africana farà raggiungere i massimi livelli di calore della terza ondata stagionale. Il picco è atteso giovedì 16 luglio.

Piemonte senza acqua
E c'è chi fa i conti con una grave emergenza idrica. "Se non dovessero migliorare le condizioni meteorologiche, siamo pronti ad avviare la richiesta dello stato di emergenza". Ad affermarlo il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, in occasione del tavolo riunito a Torino per affrontare le difficoltà di agricoltura e approvvigionamento idrico causati dal caldo e dall'assenza di piogge. Secondo l'Arpa (agenzia regionale per la protezione dell'ambiente), infatti, ad inizio della seconda decade di luglio 2026 il Piemonte presenta una situazione idrica complessivamente deficitaria, con criticità più evidenti sulle portate dei corsi d’acqua e sulle risorse idriche superficiali disponibili.
L'indice sintetico di siccità evidenzia condizioni di siccità severa in tutto il bacino del Tanaro, Scrivia e del Po a monte della confluenza con la Dora Baltea. Le precipitazioni medie di giugno 2026 sul bacino del Po sono state di 62 millimetri, con un deficit del 36% rispetto alla media mensile storica 1991-2020. Alberto Cirio ha annunciato l'avvio di contatti con la Valle d'Aosta e con il Canton Ticino (in Svizzera) per aumentare la quantità di acqua destinata all'irrigazione dei campi.
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