Commercialista lascia l’auto un giorno e mezzo nel parcheggio della stazione di Treviso: conto da 74 euro. «Incredulo»

TREVISO - Lascia l’automobile nel parcheggio della stazione per andare a trovare la figlia a Milano e, al ritorno, trova ad attenderlo un conto da 74 euro. È la disavventura capitata nel fine settimana a Luigi Di Fant, rimasto sorpreso dalla tariffa applicata nel parcheggio Treviso Centrale gestito da Fs Park.

LA VICENDA

L’uomo aveva posteggiato l’auto intorno alle 7 di sabato mattina, come aveva già fatto diverse altre volte in passato, per poi raggiungere Milano in treno. Il rientro a Treviso è avvenuto domenica, verso le 19.30. In tutto, quindi, circa 37 ore di sosta. Una volta inserito il biglietto nella cassa automatica, sul display è comparsa la cifra di 74 euro, corrispondente a due euro per ciascuna ora trascorsa nel parcheggio. «Quando ho letto l’importo sono rimasto incredulo - racconta Di Fant - In un primo momento ho pensato che la macchinetta avesse commesso un errore. Ho comunque pagato, perché altrimenti non avrei potuto ritirare l’automobile e uscire dal parcheggio». Soltanto dopo il pagamento Di Fant ha cercato le indicazioni relative alla società di gestione, con l’intenzione di segnalare quella che riteneva un’anomalia. Consultando il cartello delle tariffe ha però scoperto che il calcolo era corretto.

IL NODO

Il costo ordinario, infatti, è di due euro l’ora mentre la tariffa massima giornaliera di 15 euro viene applicata soltanto dal lunedì al venerdì, con l’esclusione dei giorni festivi e prefestivi. Di conseguenza, per tutto il sabato e la domenica la tariffazione prosegue su base oraria, senza un tetto massimo giornaliero. Un meccanismo che, nel caso di Di Fant, ha portato il costo complessivo a superare anche quello dell’abbonamento mensile, indicato nel cartello in 48 euro. «Riconosco di non aver controllato le tariffe prima di lasciare l’auto - ammette -. Non mi era venuto in mente di farlo perché in passato era prevista una tariffa per l’intera giornata. Sapevo che i parcheggi erano aumentati e avrei accettato senza problemi di pagare 15 o anche 20 euro al giorno. Quello che non comprendo è perché, proprio nei fine settimana e nei festivi, non sia previsto un limite massimo». Di Fant non contesta il principio del parcheggio a pagamento, ma il criterio utilizzato per calcolare la sosta durante il fine settimana. «Sono tra coloro che ritengono giusto pagare quando si usufruisce di un servizio - precisa -. Se decido di parcheggiare vicino al centro o alla stazione so che devo sostenere un costo. Ma 74 euro per un giorno e mezzo, in un parcheggio che peraltro non è custodito, mi sembrano una cifra spropositata e priva di una logica comprensibile. È paradossale che gli spazi lungo la strada possano risultare più convenienti del parcheggio della stazione. Anche prendendo un taxi per raggiungere lo scalo ferroviario avrei probabilmente speso meno. Non si può invitare la gente a utilizzare il treno e poi prevedere costi così elevati per lasciare l’automobile accanto alla stazione». Secondo Di Fant, una tariffa del genere rischia di penalizzare non soltanto i pendolari o i trevigiani in partenza, ma anche chi arriva in città e, non conoscendo nel dettaglio le condizioni, decide di lasciare l’auto per uno o più giorni. «Un turista potrebbe parcheggiare, trascorrere il fine settimana a Treviso e scoprire soltanto al momento della partenza di dover pagare una somma molto alta - sottolinea -. Le tariffe sono indicate, quindi formalmente non c’è un errore. Ma credo che il sistema debba essere ripensato prevedendo un massimo giornaliero anche il sabato, la domenica e nei giorni festivi. Quello che è successo a me potrebbe capitare a chiunque. Chi lascia l’auto in stazione durante il fine settimana deve sapere che il conteggio continua ora dopo ora. Mi auguro inoltre che il gestore e il Comune possano riflettere sull’opportunità di introdurre una tariffa più equilibrata».

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