Davide Bernardi (Dazn): «Bordocam? Così è nato tutto. Haaland mi ha emozionato, Allegri il più scatenato. E i giocatori ci guardano»

Da diversi anni ormai la sua voce racconta uno dei contenuti più apprezzati e interessanti legati al racconto del calcio italiano in tv: Davide Bernardi, inviato e bordocampista di Dazn, con Bordocam ormai dal 2021 mostra ai tifosi quello che succede davvero in campo durante i big match. Dal labiale nascosto a dialoghi, proteste e litigi, un format che di fatto ha eliminato ogni filtro tra calciatori, allenatori e telespettatori.

Ai microfoni di Leggo Bernardi - partito da Fox Sports, a Dazn dal 2018 - racconta la genesi di Bordocam, che dopo la Serie A è arrivato anche ai Mondiali, grazie ai diritti acquisiti proprio da Dazn: l'ultimo episodio racconta la storica vittoria della Norvegia di Haaland contro il Brasile di Carlo Ancelotti. Una serata che lui stesso racconta come colma di emozioni: «Dopo il fischio finale, dopo essersi preso il mondo, Haaland, abbracciato da un compagno, sospira e dice "I feel fine", mi sento bene. Quella roba lì è da brividi». E anche il prossimo episodio vedrà protagonista la Norvegia, nel quarto di finale contro l'Inghilterra di Harry Kane.

Come nasce Bordocam?

«L'idea è nata qualche anno prima: con Fox Sports seguivamo anche la Liga, e in Spagna il giornalismo è abbastanza invasivo sulle immagini. Su Movistar c'era un programma, "Lo que el ojo no ve", quello che l'occhio non vede, quello che a casa non viene visto durante i 90 minuti: labiali tradotti, gag tra tifosi, quello che succedeva in panchina, immagini simpatiche e interessanti da farci un pezzo. La prima volta che l'ho visto è stato ad un Croazia-Spagna a Euro 2016».

Poi cosa succede?

«Dopo la mia prima partita a bordo campo, il celebre Clasico in cui Leo Messi mostra la sua maglia al Bernabeu, mi faccio dare da un collega una chiavetta con tutte le immagini, pensando: se viene fuori qualcosa bene, altrimenti no. Viene fuori un pezzo da 3 minuti e 22, una briciola rispetto al Bordocam di oggi, ma che all'epoca era un'eternità per la tv, non poteva andare in onda. Vengono fatti degli estratti e vengono messi su Facebook: è quello il primo embrione di Bordocam che faccio. Poi, quando arrivo a Dazn, il primo contenuto di Dazn Italia è l'arrivo di Cristiano Ronaldo alla Juventus, e propongo: perché non seguire CR7 ad ogni partita in Italia? L'idea rimane lì e non viene sviluppata, ma la svolta arriva con il Covid».

Stadi a porte chiuse, il paradiso dei bordocampisti...

«C'era necessità di dare alla gente del contenuto, ti sentivi in dovere di produrre qualcosa, di fare qualcosa. E poi lo stadio vuoto non censurava più nulla, si sentiva tutto: per noi bordocampisti era più facile lavorare. Allora facciamo questo pezzo, inizialmente si chiamava "Senti qua", poi tempo dopo diventa Bordocam. All'inizio facevamo solo alcuni pezzi di partita, penso a Inter-Verona con il gol decisivo di Frattesi: quell'episodio copriva solo gli ultimi 15 minuti perché i primi 75 era stata una partita normalissima, negli ultimi 15 era successo di tutto.

Nelle ultime due stagioni ci siamo concentrati ancora di più, abbiamo capito il potenziale, e ora non ha più limiti di durata. Con buona pace del team di Dazn, che fa un lavoro incredibile».

Come avete adattato il format per il Mondiale?

«Innanzitutto c'è una parte di colore che sulla Serie A non c'è: io sono a Boston e in 10 giorni ho visto cose allucinanti che non ho mai visto in giro per gli stadi, e quindi quelle le devi riportare. C'è la difficoltà della lingua, per i labiali: non è semplice mettere in bocca alla gente le parole, se non conosci la lingua in cui parlano. Io parlo e capisco inglese, spagnolo e portoghese: in Portogallo-Uzbekistan è il mio capire il portoghese che mi porta a comprendere il dialogo di Ronaldo, Nuno Mendes e Bruno Fernandes, in cui decidono che sarà Mendes a calciare e poi segnare la punizione. Poi andiamo un po' alla giornata, capendo il contesto partita per partita: stadi diversi, contesti diversi, decidiamo tutto quando abbiamo il materiale in mano».

Qual è stata la partita che ti ha emozionato di più in questo Mondiale?

«Norvegia-Brasile, ho avuto la fortuna di essere a bordo campo dal lato della Viking Row. Tutti guardavano Haaland, mi ha colpito il modo in cui è riuscito a trattenere le emozioni e la commozione, con suo padre in tribuna accanto al principe e alla principessa di Norvegia: e poi Odegard, il capitano, che ha una storia particolare, arrivato a 15 anni al Real Madrid con aspettative enormi, va in prestito alla Real Sociedad, poi all'Arsenal dove quest'anno è riuscito a vincere. I norvegesi scuotevano tutti la testa, non riuscivano quasi a credere di poter battere il Brasile, quando invece sulla carta, per noi non coinvolti, quella sfida partiva alla pari. È stata un'emozione, ho pensato al loro percorso, a cosa dovevano pensare i loro genitori in quel momento: poi io sono genitore di un bimbo piccolo, quindi da tre anni a questa parte la mia sensibilità è leggermente cambiata».

Hai la sensazione che giocatori e allenatori si frenino davanti alle telecamere, o presi dall'adrenalina non ci fanno più caso?

«Tendenzialmente sì, so che diversi giocatori lo guardano, lo sanno. Ricordo che in un Inter-Torino di due anni fa le telecamere stringono sulla panchina nerazzurra e Zalewski scherzando dice: "Occhio che questi sono bravi coi labiali", era una scena che mi aveva fatto molto ridere. Poi sono convinto che con l'adrenalina del momento non pensano al bordocampista, parlano, urlano tra loro, fanno capire che pensano alla cosa più importante che è giocare».

Quale allenatore ti dà materiale migliore per Bordocam?

«Ce ne sono, ma Allegri è quello che regala più di tutti, come show a fine partita. Poi è toscano, è bello da seguire, fa molto sorridere il modo in cui vive la partita. Ma anche Spalletti, vederlo leggere le partite, capire le indicazioni che dà è bellissimo. E anche Simone Inzaghi era un altro che ci regalava tantissimo materiale. Sicuramente gli allenatori danno più dei giocatori, perché i giocatori parlano molto meno»


Ultimo aggiornamento: sabato 11 luglio 2026, 10:00

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