Eugenio, agente eroe in mare mette in salvo due turisti: “Vista l’emergenza mi sono tuffato in acqua”

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Nardelli, 43 anni, poliziotto della Squadra Mobile di Pesaro, è subito intervenuto. E’ accaduto nel tratto tra Punta Grossa, Porto Cesareo e Punta Prosciutto, in provincia di Lecce

Eugenio Nardelli, 43 anni, poliziotto della Mobile di Pesaro, che ha salvato due turisti

Eugenio Nardelli, 43 anni, poliziotto della Mobile di Pesaro, che ha salvato due turisti

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Pesaro, 15 luglio 2026 –  “Ho visto che non riusciva più a tornare a riva e mi sono tuffato”. Pochi secondi per capire il pericolo e una scelta che ha evitato una tragedia. Protagonista è Eugenio Nardelli, 43 anni, poliziotto della Squadra Mobile di Pesaro, che ieri ha salvato due turisti trascinati al largo con un Sup nel tratto di mare tra Punta Grossa, Porto Cesareo e Punta Prosciutto, in provincia di Lecce, dove si trovava fuori servizio.

Eugenio Nardelli, 43 anni, poliziotto della Mobile di Pesaro, che ha salvato due turisti

Eugenio Nardelli, 43 anni, poliziotto della Mobile di Pesaro, che ha salvato due turisti

Sotto la superficie la corrente era fortissima

L’acqua era calma, quasi immobile, ma sotto la superficie la corrente era fortissima. “Sembrava il mare dei Caraibi, in pochi secondi ti portava al largo”, racconta l’agente. Nardelli aveva deciso di concedersi un bagno prima di pranzo. Arrivato sulla spiaggia, affollata di bagnanti, si era spostato sulla vicina scogliera. Non ha fatto in tempo neppure a entrare in acqua. Il suo sguardo è stato attirato da un Sup che si allontanava sempre di più dalla riva. Sopra c’era una giovane donna. Poco distante il fidanzato gridava ai presenti di chiamare la Guardia costiera. La ragazza cercava disperatamente di tornare verso la spiaggia, ma ogni colpo di pagaia risultava inutile. Lei e il compagno, entrambi turisti e non del posto, probabilmente non conoscevano la forza delle correnti in quel tratto di costa.

"Mi sono reso contro che non riusciva più a rientrare e mi sono tuffato”

“Ho continuato a guardarla per capire se ce l’avrebbe fatta, poi mi sono reso conto che non riusciva più a rientrare. A quel punto mi sono tuffato”, racconta ancora il poliziotto. Raggiunta la giovane, poco dopo è arrivato a nuoto anche il fidanzato. I due si sono aggrappati al Sup mentre Nardelli ha iniziato a spingerli verso riva. La parte più difficile è stata proprio il ritorno.

"Era tutto controcorrente: una bella sfacchinata”

“Era tutto controcorrente. È stata una bella sfacchinata, perché né lei né il compagno riuscivano a tornare a nuoto e anche con i remi era praticamente impossibile avanzare. Alla fine, però, siamo riusciti a rientrare”. Nel frattempo, una bagnante aveva dato l’allarme e la Guardia costiera era stata attivata. Quando i tre hanno raggiunto la spiaggia, alcuni presenti hanno passato il telefono all’agente, che si è qualificato e ha comunicato che l’emergenza era rientrata. “Ho detto che le persone erano in salvo e che non c’era bisogno di assistenza medica”. Per il gesto è arrivato anche un riconoscimento ufficiale. La Capitaneria di porto ha inviato una segnalazione di apprezzamento alla Questura, mentre il marito della donna soccorsa ha telefonato per ringraziare personalmente il poliziotto della Mobile di Pesaro. Tra i colleghi, il suo intervento è stato indicato come esempio di dedizione al servizio e disponibilità a rischiare la propria incolumità per salvare quella degli altri.

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