Sedici tonnellate di pesci morti. Inquinamento in piallassa Baiona, due dirigenti comunali indagati
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Notificato l’avviso per quanto accaduto a metà agosto dell’anno scorso a causa dell’uso di idrovore. Contestati in concorso l’uccisione di animali e violazioni in area protetta con rischio botulino

Due dirigenti comunali indagati. Notificato l’avviso per quanto accaduto a metà agosto dell’anno scorso

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Ravenna, 15 luglio 2026 – Una lenta agonia legata ad asfissia acuta e choc osmotico. In quel modo circa 16 tonnellate di pesci erano morti a metà agosto dell’anno scorso nella piallassa Baiona. E le carcasse in putrefazione lasciate sul posto, avevano creato le condizioni per il possibile sviluppo della tossina botulinica. Un quadro, quello delineato dal nucleo Forestale dei carabinieri, che ha portato alla notifica di altrettanti avvisi di garanzia per due dirigenti comunali. Le ipotesi di reato in concorso fin qui delineate dal pm Raffaele Belvederi titolare del fascicolo, sono di uccisione di animali, inquinamento ambientale e violazioni in area protetta.
Secondo l’accusa, in ragione del ruolo ricoperto, i due avrebbero provocato la lenta agonia della fauna ittica in un punto nel quale per gli inquirenti le finalità di gestione ambientale avrebbero potuto essere attuate con strumenti e tempistiche tali da evitare sofferenze ai pesci. Dal punto di vista della qualità ambientale, i due - prosegue l’accusa - avrebbero abusivamente provocato un deterioramento significativo e misurabile delle acque e della biodiversità in Baiona.
Una condizione ritenuta oggettiva in quanto misurabile: le analisi di Arpae ad esempio avevano isolato concentrazioni letali di ammoniaca e Bod5 (la domanda biochimica di ossigeno a cinque giorni).
La moria di pesci e la compromissione dell’ecosistema
Ciò si era manifestato appunto sia con la moria di pesci con conseguente compromissione dell’ecosistema, che con la mancata garanzia di tutela degli esemplari di Storione Cobice immessi nell’area in questione a scopo di salvaguardia della specie. Le carcasse putrescenti avevano infine sviluppato le condizioni fertili allo sviluppo della tossina botulinica in violazione alle specifiche direttive sulle acque.
Ricordiamo che il batterio del botulino (Clostridium botulinum) è naturalmente presente nei sedimenti acquatici sotto forma di spore innocue: il vero pericolo non è la spora in sé ma la tossina che il batterio produce solo se si trova in ambienti privi di ossigeno (anaerobici). Da ultimo figura nella lista delle accuse fin qui formulate, l’uso forzato delle idrovore con conseguente intervento impattante: ciò avrebbe richiesto una valutazione di incidenza ambientale (Vinca): gli indagati tuttavia ne sarebbero stati sprovvisti. L’alterazione idraulica in area protetta (nel nostro caso con l’uso di pompe idrovore), per l’accusa costituisce di per sé una violazione: in particolare lo svuotamento di un bacino rappresenta un metodo di cattura non selettivo e come tale è altamente vietato.

Due dirigenti comunali indagati. Notificato l’avviso per quanto accaduto a metà agosto dell’anno scorso
Eurocarp si era fatta avanti: “Realizzati prelievi d’acqua cospicui”
In quei giorni per lamentare la moria di pesci nella Baiona, si era fatta avanti la Eurocarp, associazione dedicata al carpfishing e alla tutela dell’ambiente acquatico nata nel 2006 tra Ravenna e Ferrara. Secondo tale associazione - si legge sulla stampa del periodo - , in alcuni punti specifici della piallassa erano stati realizzati cospicui prelievi d’acqua in grafo di incidere fortemente sul volume complessivo. Tanto che sia Eurocarp che una federazione di pesca sportiva, sarebbero pure state contattate dal Comune per il recupero di ittiofauna rifiutando però l’incarico in quanto tra luglio e agosto l’acqua è troppo calda e i pesci sarebbero andati in sofferenza. L’intervento del caso sarebbe stato caldeggiato a Palazzo Merlato da una associazione venatoria (estranea a poi alla sua realizzazione) in quanto - sempre secondo Eurocarp - con troppi pesci in acqua, le anatre non si appoggiano per timore; il dichiarato obbiettivo del Comune sarebbe invece stato quello di limitare il rischio botulino.
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