Lo sport come riscatto: “Io, affetto da nanismo, ho sollevato 150 chili. Così distruggo i pregiudizi”
Ancona, 15 luglio 2026 – Diego Mastri, 20 anni, è un ragazzo di Casine di Ostra che fa sollevamento pesi: una disciplina sportiva in cui ha trovato la sua dimensione. Sì, perché Diego è affetto da nanismo. Negli ultimi anni s’è dedicato con passione al powerlifting ottenendo ottimi risultati. Sabato scorso, in occasione degli XMasters in corso a Senigallia, durante una seduta di allenamento di squat ha sollevato ben 150 chili, una misura che equivale al triplo del suo peso, tantissimo per lui che ne pesa appena 50. Un traguardo, quello raggiunto durante il popolare evento di sport, musica e natura organizzato da Radio 105, che non ha solo un valore agonistico, ma che parla anche di riscatto e inclusione. Un risultato che permette a Diego di dimostrare che un atleta con la sua invalidità non ha necessariamente qualcosa di meno rispetto a tanti altri coetanei. Anzi. Ora sa che può puntare in alto.
Diego Mastri, com’è andata sabato a Senigallia?
“Ho fatto allenamento all’XMaster di 105, ho voluto fare massimale di squat e mentre si riempiva di gente sono arrivato a sollevare 150 kg. Io che peso 50 chili non li avevo mai alzati 150 kg. E sottolineo che pochissime persone al mondo ce la fanno a sollevare il triplo del loro peso”.
E che significato ha per lei?
“È stato molto importante. Il nanismo può essere un limite ma qualche volta è un vantaggio, avere le gambe più corte mi avvantaggia. E così ho scoperto il mio talento. Nel sollevamento pesi".
Qual è la sua storia sportiva?
“Ho vent’anni, ho iniziato a fare sport a otto anni con il karate, l’ho praticato per due anni, ho raggiunto anche qualche cintura. Poi a quindici anni ho iniziato ad appassionarmi alla sala pesi e al sollevamento e da lì ho cominciato a fare squat e panca piana, allora mi allenavo alla Falco Gym di Casine di Ostra.

Diego Mastri, 20 anni, è un ragazzo di Casine di Ostra che fa sollevamento pesi
Circa sei mesi fa un istruttore mi ha detto di provare a fare massimale e ho accettato la sfida. I risultati sono stati subito incoraggianti, 90 kg, 105, poi120. E lui ha iniziato a dirmi che ero da categorie elite, assoluto, e allora mi sono gasato. Ho lasciato la palestra normale per competere con powerlifting, che consiste nel sollevare il massimo peso in tre alzate, squat, panca e stacco”.
Cos’ha trovato nel sollevamento pesi che non aveva trovato prima?
“Gli altri sport mi sono sempre piaciuti, ma nel powerlifting ho trovato una disciplina adatta a me, molti al doppio del proprio peso in sala pesi non ci arrivano proprio, io ora arrivo al triplo e questo mi dà grandi stimoli”.
Dove e quanto si allena?
“Mi alleno alla 0-100 Body Lab, all’interno della palestra CrossFit di Senigallia. Quattro volte a settimana, e faccio squat tre volte”.
Un risultato che è anche un riscatto dai pregiudizi e dall’invalidità.
“Sì, perché c’era tanta gente che prima mi giudicava, che pensava che io non potessi fare certe cose, e poi s’è accorta che non è così. Sono molto meglio di tanti altri”.
Cosa significa avere vent’anni ed essere affetto da nanismo?
“Rispetto al passato le cose sono migliorate, c’è più inclusione. Una volta venivi deriso, ti dicevano che non potevi fare sport, che dovevi stare rinchiuso negli istituti fatti apposta. Oggi molti si stupiscono a vedermi alzare 150 kg. La mia è la storia di un ragazzo che ha distrutto i pregiudizi grazie allo sport e ha capito che certe volte essere nano è una fortuna”.
Quali sono le difficoltà principali che deve affrontare quotidianamente?
“Arrivare in alto, come sulle mensole, ma mi basta prendere una sedia. In compenso arrivo in basso con più facilità. L’auto la guido con le prolunghe. Ma quando vado al supermercato ancora molti mi prendono per un bambino, anche se ho vent’anni”.
Quali obiettivi sportivi si pone ora?
“Voglio fare i campionati italiani di panca paralimpica, le qualificazioni sono a ottobre, vorrei partecipare, deciderò insieme al mio istruttore”.