Marco Ansaldo a UlisseFest: “Il Mar Nero è tornato al centro del mondo, e la Turchia ne ha le chiavi”

Generico 06 Jul 2026

Si è aperta con Marco Ansaldo la prima giornata di UlisseFest, la festa del viaggio di Lonely Planet che fino a domenica 12 luglio anima Genova. Come anticipato alla vigilia, l’autore di “Mare Nero. Sei paesi, le leggende, la guerra” (Marsilio) ha dialogato a Palazzo Tobia Pallavicino con Marco Giovannelli, in un incontro che ha attraversato la geopolitica del presente senza mai perdere il filo della storia e della letteratura che attraversa il libro.

«Il tema del festival: “Elogio della fuga”, – ha detto nella presentazione Giovannelli – non allude necessariamente all’idea di allontanarsi: partire può voler dire cambiare prospettiva, mettere in discussione certezze, cercare nuovi punti di vista. Avere con noi Marco Ansaldo e presentare il suo ultimo lavoro è un’ottima scelta. Mare Nero è un libro importante. Un libro che ha uno stile proprio grazie al mix di piani tra geopolitica, storia, leggende, cultura e anche turismo. È un lavoro che risente dell’impronta giornalistica ma che non ha una scadenza. Non poggia sull’attualità pur dando un affresco dei sei paesi che si affacciano sul Mar Nero».

Ad aprire la conversazione è stata l’attualità più stretta: il vertice Nato di Ankara. Ansaldo ha raccontato un episodio che restituisce bene lo stile con cui Erdoğan intende presentare la Turchia sulla scena internazionale: al termine del summit, il presidente turco ha regalato a ciascuno dei leader dell’Alleanza un revolver Magnum .357 personalizzato con il proprio nome, prodotto interamente sul Bosforo, accompagnato persino da munizioni vere. Un gesto plateale, ha spiegato Ansaldo, pensato per mettere in vetrina la crescita dell’industria bellica turca e insieme “il ruolo sempre più centrale che Ankara rivendica nello scacchiere euro-mediterraneo, un ruolo di cui l’accordo con la Libia per un corridoio marittimo verso le coste africane è solo una conferma che parla al mondo e soprattutto a noi che consideriamo quel mondo il mare nostrum”.

Da giornalista, Ansaldo si è poi soffermato sul peso delle parole nel raccontare i conflitti, prendendo a esempio la ridenominazione di alcuni dicasteri della difesa in “ministero della guerra”: un cambio lessicale che, ha osservato, non è mai neutro e che dice molto di come i governi vogliano essere percepiti dai propri cittadini e dal resto del mondo.

Il legame più personale, però, è quello che lo stesso Ansaldo racconta di aver scoperto scrivendo le pagine dei ringraziamenti del libro, dove cita il concetto junghiano di sincronicità a proposito del filo che unisce Istanbul, il quartiere genovese di Galata e la sua città, Genova. Un legame che oggi Ansaldo vive anche istituzionalmente, nel suo nuovo ruolo di presidente dei Musei del Mare della città, tra cui la Lanterna e il museo di Galata: un punto di osservazione che gli permette di intrecciare la memoria delle repubbliche marinare con l’attualità del Mar Nero.

Proprio Genova è tornata al centro del racconto quando Giovannelli ha ricordato il gemellaggio che lega il capoluogo ligure a Odessa, città che nel libro occupa un posto importante e che porta con sé, come Genova, i segni di secoli di commerci marittimi.

Generico 06 Jul 2026

Buona parte dell’incontro è stata dedicata al piano storico e letterario del libro, quello che per Ansaldo resta il cuore del racconto. L’autore ha ricordato come sulle coste del Mar Nero, nell’incontro tra i coloni greci e le popolazioni della steppa, sia nata l’idea stessa di Europa, e come su quelle stesse coste si intreccino le leggende degli Argonauti in cerca del Vello d’Oro nella Colchide, l’odierna Georgia, e dell’esilio di Ovidio a Costanza. Ansaldo ha insistito sul fatto che queste leggende non siano un semplice ornamento narrativo, ma una chiave per leggere tensioni che si ripropongono ancora oggi. A questo strato mitologico l’autore ha affiancato la grande letteratura russa, da Tolstoj a Čechov fino a Bulgakov, richiamata più volte nel libro come strumento per restituire la complessità di una regione che la sola cronaca rischierebbe di appiattire.

Alla domanda sul perché abbia sentito il bisogno di scrivere “Mare Nero”, Ansaldo è tornato al filo conduttore dell’intero libro: l’ambivalenza costitutiva di un bacino che da millenni è insieme luogo di turismo e scambi e teatro ricorrente di conflitti, dalla guerra di Crimea ottocentesca fino all’invasione russa dell’Ucraina del 2022, passando per l’annessione della Crimea nel 2014. Una ambivalenza che, come emerso già nella recensione pubblicata alla vigilia dell’incontro, resta la chiave con cui il libro guarda a un mare tornato improvvisamente centrale negli equilibri europei.

L’UlisseFest è un’occasione di incontro, di conoscenza, di scambi culturali, ma anche di analisi su ciò che il mondo sta conoscendo. Poco prima della fine dell’incontro tra Marco Ansaldo e Marco Giovannelli, poco distante, a Palazzo Ducale, la sindaca Silvia Salis accoglieva un ex collega. Due città affacciate sull’acqua, due modi diversi di vivere il mondo, un dialogo sulle trasformazioni urbane e sul futuro delle comunità. Nella Sala del Maggior Consiglio, l’ex sindaco di New York Bill de Blasio ha incontrato la sindaca di Genova per raccontare cosa significa oggi guidare città attraversate da persone, culture, desideri e cambiamenti continui. Dal ritmo instancabile di New York all’identità mediterranea di Genova, l’incontro è diventato un viaggio tra quartieri, visioni e sfide comuni: il rapporto con il mare, gli spazi da reinventare, l’accoglienza, la sostenibilità, il diritto di sentirsi parte di una città. Un confronto tra esperienze lontane ma sorprendentemente vicine, per immaginare come le città possano restare luoghi vivi, aperti e capaci di futuro.