La straordinaria storia di Adélaïde Binart, cancellata dai libri d’arte
Di lei si sa poco, anzi pochissimo, e riuscire a ricostruire il suo percorso di vita, così come quello artistico, è complicato e dispersivo. Eppure Adélaïde Binart è stata una pittrice francese di talento e una rinomata ritrattista, molto amata in Francia e apprezzata per le sue opere. Come è accaduto, e ancora oggi accade, con tante altre artiste e donne di successo però, la sua storia è stata cancellata e il suo contributo all’arte invisibilizzato.
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Nata a Parigi nel 1769, Adélaïde Binart era figlia di Mademoiselle Castel, la cui famiglia a sua volta era originaria della Provenza, e di Pierre Claude Binart, funzionario. Oltre a lei, i genitori ebbero altri due figli maschi: uno divenne anche lui pittore, mentre l’altro fece una serie di investimenti sbagliati e pare visse per diverso tempo dalla sorella.
Adélaïde Binart si formò artisticamente sotto la guida dei pittori Gabriel-François Doyen e Jean-Baptiste Regnault, e proprio nell’atelier di Doyen conobbe quello che sarebbe diventato suo marito, Alexandre Lenoir. È tramite Lenoir che sappiamo qualcosa in più di Adélaïde Binart: archeologo, Lenoir è noto soprattutto in quanto fondatore e curatore del celebre Musée des Monuments français, il Museo dei Monumenti Francesi. Inaugurato nel 1795, il Museo dei Monumenti Francesi fu il secondo museo nazionale dopo il Louvre, istituito solo due anni prima: fino alla sua chiusura nel 1816, il Museo dei Monumenti Francesi svolse un importante ruolo nella riscoperta e nella valorizzazione del patrimonio artistico francese. In una delle biografie di Lenoir, si racconta che sposò Adélaïde Binart il 7 febbraio 1794 e che ebbero tre figli: Zélia, nata nel 1795; Albert, nato nel 1801, futuro architetto e co-ideatore del museo di Cluny, che a sua volta accolse varie opere del Museo dei Monumenti Francesi; e Clodomir, che nacque nel 1804.
Tra il 1794 e il 1820, Adélaïde e la sua famiglia vissero nell’ex convento dei Petits-Augustins, sulla riva sinistra della Senna a Parigi e oggi parte del campus delle Beaux-Arts di Parigi: l’ex convento accoglieva inoltre sia il Musée des Monuments français sia l’atelier di Adélaïde. Tra il 1795 e il 1817 le sue opere furono esposte ai Salon, esposizioni periodiche di arte contemporanea, e trovarono degli acquirenti. Tra i suoi ritratti, vengono ricordati quello del padre Pierre Claude Binart, a 89 anni, di Madame Laugier, amica di famiglia che partecipava spesso ai suoi ricevimenti; e il ritratto di un architetto. Adélaïde realizzò anche un ritratto di sua figlia Zélia, morta di tifo tre anni prima, e che fu esposto al Salon del 1816: Zélia aveva 18 anni quando morì, e quell’evento sconvolse l'artista così tanto da portarla a volersi allontanare dalla pittura per diverso tempo. Di lei invece sono noti tre ritratti: quello realizzato da Marie Bouliard, quando Adélaïde aveva 27 anni; l’opera di Pierre-Maximilien Delafontaine che la ritrae a 30 anni insieme al marito e alla figlia Zélia; e il ritratto di Jacques-Louis David quando di anni ne aveva 40.
Descritta come vivace, brillante e una pittrice di grande talento, Adélaïde era anche considerata generosa ed estroversa. Per questo motivo, sembra fosse molto amata dalle persone che la circondavano, e che i suoi ricevimenti riscuotessero grande successo. Morì a Parigi nel 1832 all’età di 63 anni e, nonostante il suo talento fu apprezzato e riconosciuto durante tutta la sua vita, fu presto dimenticata e il suo prezioso contributo all’arte e alla pittura francese del tutto cancellato.
